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Cosa sono gli OGM? Tre validi motivi per non odiarli e ottenere un mondo eco-sostenibile

L’ingegneria genetica è utilizzata in diversi ambiti e accettata in campo medico, ma la discussione si accende se si parla di agricoltura: l’avvenire degli OGM

Gli OGM sono organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato attraverso tecniche dell’ingegneria genetica. Da millenni incrociamo specie animali o vegetali per far esprimere delle caratteristiche a noi favorevoli, queste sono un’espressione dei geni che si rendono sempre più marcate ad ogni generazione. Il mais ad esempio è la terza coltura più diffusa nel mondo, produce pannocchie grandi circa 20cm ma la sua addomesticazione è avvenuta dal 5000 a.C. da una piccola e cespugliosa pianta (teosinte) che presentava piccole pannocchie con pochi semi. Abbiamo sempre modificato il genoma di altre forme viventi, ma se si parla di OGM e agricoltura si tende a storcere il naso e a mostrare disapprovazione, spesso condizionati da opinioni di ambientalisti assolutamente soggettive e prive di validità scientifica, perciò proviamo a capirne di più su agricoltura e manipolazione genetica.

1. L’avvenire degli OGM

Gli OGM continuano a creare scalpore e vengono spesso ripudiati a causa della disinformazione, diffondendo paure e discriminazioni. Per capirne l’importanza e la nascita occorre fare un piccolo passo indietro. Nel 1978 il biologo svizzero Warner Arber vinse il premio Nobel per aver scoperto gli enzimi di restrizione (di origine batterica) che catalizzano il taglio del DNA. Sostanzialmente questa scoperta ha reso possibile “tagliare e cucire” porzioni di DNA permettendo il mescolamento di patrimoni genetici tra specie diverse tra loro e di conseguenza la ricombinazione (manipolazione) del materiale genetico, creando in tal modo organismi transgenici. Attraverso la tecnica del DNA ricombinante si crea una molecola di acido nucleico (DNA) con geni provenienti  da altre specie che inducono delle modifiche nel genotipo (costituzione genetica di un organismo), causando cambiamenti fenotipici, ossia conferendo le caratteristiche visibili che si volevano ottenere (semi più grandi, foglie più spesse, immune ai parassiti ecc).

 

2. Golden Rice e piante Bt

Molti ambientalisti ritengono pericolosi i prodotti GM, “innaturali” o rischiosi per la biodiversità vegetale. Riporto pertanto alcuni esempi al fine di ottenere un punto di visto obbiettivo:

  • Golden Rice: il riso è alla base dell’alimentazione di molte coltivazioni in Asia ma povero di molecole indispensabili al metabolismo e alla crescita cellulare. In india e in Estremo Oriente ciò causa 2 milioni di decessi l’anno ed è la principale causa di cecità infantile. Nel 2000 dei ricercatori svizzeri hanno realizzato un riso transgenico contenete due geni per la sintesi di vitamina A, provenienti dal mais e dal batterio Erwinia uredovora. La coltivazione Golden Rice è iniziata nel 2008 nelle Filippine ma movimenti d’opinione contrari allo sviluppo di piante transgeniche ne hanno bloccato la commercializzazione.
  • Piante BT: il batterio Bacillus Thuringiensis possiede un gene detto cry che codifica per una determinata proteina che si lega alle cellule dell’intestino degli insetti compromettendolo e uccidendoli ma la tossina è innocua per i vertebrati. Le piante BT sono resistenti ai parassiti e non necessitano quindi di pesticidi (altamente inquinanti), sostenendo un’agricoltura eco-sostenibile e riducendo il nostro impatto sull’ambiente.

 

3. Più OGM e meno ignoranza

Sono stati ideati semi terminali che producono piante sterili costringendo i coltivatori a comprare semi nuovi ogni anno ma annullano la probabilità di contaminazione tra coltivazioni e piante GM, non alterando la biodiversità. Negli anni ’90 l’industria di papaya in Hawaii era sotto attacco dal ringspot virus, la soluzione è stata una papaya geneticamente modificata per essere vaccinata al virus, salvandone l’industria.  Mark Lynas è un giornalista ed un ambientalista britannico, nel 2013 alla Oxford Farming Conference ha esposto e giustificato la sua conversione da fondatore del movimento anti-OGM a sostenitore, ammettendo di non essersi mai informato accuratamente sulla validità scientifica del prodotto, criticando infine le organizzazioni con il quale era affiliato come ad esempio Greenpeace. Questi sono solo esempi ma il potenziale degli OGM non è sottovalutabile, potrebbero esser commercializzati prodotti GM con più nutrienti o antiossidanti per aiutarci a combattere alcune malattie, temerli per sentito dire non è solo stupido ma è un grande passo indietro per l’umanità.

 

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