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Cosa significa amare un’altra donna? Ci rispondono Elisa e Marcela, Vita e Virginia

L’amore tra due donne: Elisa e Marcela, Vita e Virginia 

Elisa e Marcela è un documentario drammatico su Netflix che racconta dell’amore ostacolato tra due ragazze. In letteratura la tematica Lgbtq+ è presente e si nota in particolare in molte dediche di alcuni libri, come avviene per l’Orlando di Virginia Woolf.

Elisa e Marcela

Il documentario drammatico di Elisa e Marcela, diretto da Isabel Coixet, viene proiettato per la prima volta il 14 febbraio 2019.  Siamo davanti a un film intenso che racconta la storia di un’amore ostacolato, ma eterno. Siamo nel 1901 quando Elisa e Marcela si sposano con uno stratagemma: la prima si traveste da uomo. Il piano ovviamente non era così semplice, iniziava molto tempo prima. Le ragazze si erano conosciute a scuola quando erano molto giovani, si erano trasferite nella stessa casa ed avevano iniziato a lavorare come maestre. I pettegolezzi però avevano cominciato a circolare presto e la coppia era sulla bocca di tutti. Così hanno simulato un litigio che portò Elisa ad allontanarsi e Marcela a dire a tutti che la loro amicizia era finita definitivamente.

Nel frattempo tornò Mario, da poco battezzato e convertito, cugino della vecchia amica di Marcela che chiese la sua mano. Marcela dirà ai suoi genitori che il suo promesso era molto simile ad Elisa, sia nella voce che nei comportamenti. Il matrimonio verrà celebrato l’8 giugno 1901. Presto le amanti verranno scoperte e costrette alla fuga, in seguito rinchiuse in prigione ed infine liberate. Elisa-Mario viene costretta a vestire abiti femminili e si sposerà successivamente con un uomo molto anziano, giurando sempre fedeltà all’amore che provava per la sua ragazza.

La storia delle due donne è tratta dal libro spagnolo Elisa y Marcela. Màs allà de los hombres di Narciso de Gabriel. Il loro fu il primo matrimonio omosessuale che viene registrato in Spagna, celebrato con rito cattolico.

Coppie Lgbtq+ in letteratura

Dal Medioevo al Novecento l’omosessualità è stata un grande tabù, praticata di nascosto perché punita dal popolo stesso e dalle autorità. Moltissimi autori e scrittori importanti per la nostra letteratura occidentale facevano parte della comunità Lgbtq+. Un esempio può essere Brunetto Latini, di cui si sa poco rispetto ad altri autori. Fu un politico fiorentino e poeta stilnovista, si sposò ed ebbe quattro figli e, sebbene avesse condannato la sodomia nelle sue opere, ebbe relazioni omosessuali.

Molto intesa fu la relazione tra Rimbaud, considerato da molti il primo poeta moderno, e Verlaine che portò a molti viaggi, litigi e qualche colpo di pistola ma, nonostante la ferita causata da Verlaine con l’arma da sparo per l’infedeltà del compagno, quest’ultimo non lo accusò, anzi cercò di difenderlo dalle autorità, che comunque lo condannarono per sodomia.

Il più conosciuto esponente della comunità Lgbtq+ in letteratura e molto amato fu Oscar Wilde che nella seconda metà dell’Ottocento si sposò ed ebbe due figli, ma amò gli uomini in modo passionale e profondo, basti pensare alla relazione che ebbe con Douglas che lo portò in prigione e da cui ne uscì distrutto. Andrè Gide, Marcel Proust e Pier Paolo Pasolini furono altri nomi molto famosi che ebbero relazioni con persone dello stesso sesso. Tutto questo per ricordare quanto fosse difficile amare in momenti storici in cui vi era solo un tipo di amore considerato lecito.

Virginia Woolf e Vita Sackville-West

Scrivi sempre a mezzanotte è il titolo della raccolta di circa 100 lettere che le due ragazze si sono scambiate tra il 1924 e il 1941. Il loro primo incontro risaliva a qualche anno prima, il dicembre 1922.

Vita e Virginia sono una l’opposto dell’altra: la prima esuberante, amante dei viaggi, fiera e spontanea, non nasconde la sua libertà sessuale, la seconda invece indaga il mondo, riflessiva, intellettuale, completamente diversa da tutte quelle che Vita aveva amato in precedenza. La loro relazione è come un gioco fatto di parole, ripicche, nomignoli e gesti affettuosi. Non manca quindi la gelosia che molte volte è devastante, Vita infatti continua ad avere altre relazioni, ma Virginia è sempre lì, un faro nella tempesta. Lei è l’unica in grado di capirla davvero. Vita, anche lei scrittrice, si premura di riempire d’attenzioni la sua amata per evitare la sua caduta nella sua angosciante depressione.

Entrambe sono naturalmente sposate ma questo non influenza il loro rapporto che è qualcosa di diverso rispetto a quello coniugale. Nelle lettere parlano di tutto e Virginia si ispira a Vita per la creazione della figura androgina che attraverso i secoli passa più volte dall’essere uomo a donna. Infatti a lei dedica il romanzo Orlando.

“Ma senti, supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente (il cuore non ce l’hai, tu che t’intrattieni nei vialetti con la Campbell) – supponi che ci sia quel luccichio della realtà che talvolta emana dai miei personaggi, come la lucentezza dell’ostrica – ti secca? Di’ sì o no”.

Vita si innamorerà perdutamente del libro (e quindi di se stessa) e la sua compagna le regalerà una copia personalizzata solo per lei. E questa sarà la sua risposta:

“Mio Dio, Virginia, non mi sono mai sentita così elettrizzata e atterrita come davanti alla prospettiva di essere proiettata nelle sembianze di Orlando. Che divertimento per te, e per me anche. Ebbene, qualunque vendetta tu vorrai mai esercitare, ce l’avrai tra le mani. Sì, va’ avanti, rigira la frittella, che sia ben dorata su entrambi i lati, mettici il brandy, e servila calda. Hai la mia completa approvazione.

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