fbpx
Cosa direbbe Leopardi delle scarpe Lidl? Risponde il “Dialogo della Moda e della Morte”

Corse, risse e addirittura assembramenti si sono verificati lo scorso 16 novembre 2020. Persone che cercavano a tutti i costi di accaparrarsi non l’ultimo modello di cellulare, non una foto con qualche celebrità ma le scarpe della linea creata da Lidl…

(da www.tech.everyeye.it)

Perché questo irrefrenabile bisogno di possedere un paio di sneakers, tra l’altro semplici ed estremamente economiche rispetto a quelle realizzate da altri brand? Forse Leopardi  non sa fornirci la risposta a questo interrogativo ma, cosa ancora più importante, sa svelarci ciò che si nasconde dietro i meccanismi del consumismo, cioè la morte stessa.

L’assalto ai supermercati Lidl: una lotta all’ultima scarpa

Sono bastate poche ore affinché le scarpe, le ciabatte, i calzini e le t-shirt della collezione limited edition di Lidl andassero sold-out. Video e foto testimoniano l’accanimento sfrenato di tutti coloro che hanno preso d’assalto i supermercati di questa catena tedesca, smaniosi di appropriarsi principalmente delle famigerate scarpe. Il prezzo di queste ormai famosissime calzature gialle, rosse e blu è di soli 12,99 euro. Eppure, dopo l’acquisto, molti hanno ben pensato di rivenderle sul web a prezzi esorbitanti che arrivano a toccare anche i 10.500 euro. Pare che questo articolo, disponibile in quantità abbastanza limitata, sia reputato indispensabile per il guardaroba di chi vuole essere al passo con la moda e le sue estrose tendenze. È proprio su questo che ha giocato il marketing, promuovendole attraverso gli influencer di moda più seguiti dal pubblico e suscitando così la necessità impellente di indossarle nei consumatori. Ottenerne un paio significa potersi fotografare nel mentre le si calza e ironizzare nella descrizione sottostante su Instagram ma, allo stesso tempo, essere in linea con la tendenza di ostentare questo particolare marchio d’abbigliamento.

“Dialogo della Moda e della Morte”: Leopardi ci svela che sono sorelle

Il “Dialogo della Moda e della Morte” è contenuto nelle “Operette morali”, prose di argomento filosofico per lo più in forma dialogica, completate dal grande poeta e intellettuale Giacomo Leopardi nell’ultima edizione del 1832. L’autore personifica due entità astratte, la Moda e la Morte per l’appunto, e riporta una loro immaginaria discussione dai toni grotteschi e caratterizzata da una macabra comicità. La Moda lascia in principio stupefatta la Morte con un’incisiva rivelazione: entrambe sono figlie della Caducità ed entrambe sono in incessante movimento per cambiare le cose terrene. In un incalzante scambio di battute le due si riconoscono accomunate dallo stesso intento: la distruzione. La Morte attraverso guerre, pestilenze e incidenti cancella fisicamente le persone dalla faccia della terra, la Moda invece impone sempre nuove tendenze e pratiche che uccidono gli uomini più in fretta.

Moda: sforacchiare quando orecchi, quando labbra e nasi, e stracciarli colle bazzecole che io v’appicco per li fori; abbruciacchiare le carni degli uomini con istampe roventi che io fo che essi v’improntino per bellezza; sformare le teste dei bambini con fasciature e altri ingegni (…) storpiare la gente colle calzature snelle; chiuderle il fiato e fare che gli occhi le scoppino dalla strettura dei bustini(…) io persuado e costringo tutti gli uomini gentili a sopportare ogni giorno mille fatiche e mille disagi, e spesso dolori e strazi, e qualcuno a morire gloriosamente, per l’amore che mi portano.

la Moda afferma con orgoglio sadico di aver schiavizzato a tal punto la gente che essa si sottomette a qualsiasi nuova usanza anche se contraria alla stessa salute fisica. Impone qualsiasi tipo di vestito che non sia adeguato alle temperature esterne e alle condizioni meteorologiche causando così malanni e danni nei suoi fedeli seguaci. Le due sorelle hanno quindi in pugno i destini dell’umanità intera che manovrano a loro piacimento, come fossero due divertite burattinaie.

“La Signora del mondo”

Il colpo di grazia della Moda: spegnere il desiderio d’immortalità

Nell’ultima parte del dialogo la Morte finalmente si convince dell’estremo potere della Moda quando quest’ultima svela la sua più grande opera.

ho messo nel mondo tali ordini e tali costumi, che la vita stessa, così per rispetto del corpo come dell’animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della Morte(…)Finalmente perch’io vedeva che molti si erano vantati di volersi fare immortali, cioè non morire interi, perché una buona parte di sé non ti sarebbe capitata sotto le mani (…) ho levata via quest’usanza di cercare l’immortalità, ed anche di concederla in caso che pure alcuno la meritasse. Di modo che al presente, chiunque si muoia, sta sicura che non ne resta un briciolo che non sia morto, e che gli conviene andare subito sotterra tutto quanto.

Lo scacco matto all’uomo è quello di fargli dimenticare il sogno dell’immortalità, di poter rimanere vivi anche dopo il decesso nel ricordo dei posteri per gesta memorabili. La Moda quindi opera grazie ai meccanismi della nascente società industriale e della produzione di massa, tanto criticata da Leopardi, spingendo le persone a preferire lei al posto della vita stessa. Tutta l’attenzione si sposta verso le apparenze, verso la vanità verso il rincorrere i costumi in voga per conformarsi ad essi. Il curare la propria individualità, la preoccupazione di compiere qualcosa di bello e grande passano in secondo piano, abbassando così lo sguardo dell’uomo. Uno sguardo non più puntato verso un orizzonte a cui tendere, verso obiettivi da raggiungere, ma verso il basso, per emulare l’ultima tendenza contemporanea. Forse è proprio questo che ha spinto così tante persone ad una gara per procacciarsi le scarpe di Lidl. Così la Moda esercita la sua potestà, alla quale tutti siamo sottomessi, rendendo un oggetto talmente desiderabile agli occhi di una persona da convincerla che sia proprio ciò che gli manca per essere speciale e felice. La rende disposta a fare qualunque cosa pur di averlo (anche sopportare un dolore come quello dei bustini sopraccitato), come in questo caso sfidare le restrizioni anti-Covid riguardo agli assembramenti, in un circolo vizioso che non ha mai fine.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: