Quanto assomigliano le cumarine alla viscosa sostanza trovata nelle catacombe di Dark Souls III?

Viaggiando per le catacombe di Carthus in Dark Souls III è facile ritrovare questo oggetto che ha proprietà peculiari, simili a quelle delle molecole nei farmaci per la fluidificazione del sangue.
Ma vediamo com’è e come agisce questa molecola.
Palle di ossa che rotolano, ossa arrabbiate e giganti d’ossa (arrabbiati ovviamente):
Spoiler alert!
Secrezioni viscose di una pianta rossastra.
L’arma nella mano destra, trattata con questa sostanza, causa sanguinamento.
Vengono associate ai Cavalieri di Carthus, le cui lame si tingono di rosso dal colore di questa sostanza e dagli schizzi di sangue delle loro vittime.
Dopo N tentativi finalmente avete sconfitto i guardiani dell’abisso. (bastava saper fare i parry cari i miei nabbetti)
Scendete per le scale rivelate dall’altare e dopo qualche gradino eccovi nelle catacombe di Carthus, un’area malefica deve quello che non vi uccide vi fa sanguinare e quello che abbattete con buona probabilità si rialzerà.
Subito appena entrati in questo postaccio ci potremo imbattere in un oggetto (e qualche scheletro ovviamente) il belletto di Carthus, un consumabile che se applicato sulla lama causa l’effetto di stato sanguinamento.
Aumenta di ben 45 punti l’effetto sanguinamento dell’arma, per 60 secondi.
Questo provoca un danno di entità pari ad una percentuale dei PV massimi. La percentuale base è pari al 18%, ma può essere incrementata in vari modi.
La capacità di infliggere sanguinamento è determinata dalla statistica omonima dell’arma. Per esempio, un valore di 33 provoca 33 punti sanguinamento per colpo, un valore di 47 provoca 47 punti sanguinamento per colpo. Quando la barra di stato si riempie si verifica il corrispondente danno.
Nella real life che cosa usiamo per causare una maggiore liquidità del sangue?
La cumarina:
Si chiama cumarina la sostanza odorante che fu ricavata per la prima volta dalla Dipterix odorata.
I semi di questa pianta, che dagl’indigeni di Caienna vengono chiamati Cumaru e che in farmacia sono conosciuti col nome di Fava tonca, contengono circa 1,5% di cumarina. Si riconobbe poi che la stessa sostanza è contenuta anche in altre piante (Melilotus officinalis, Asperula odorata, ecc.). In maggiore quantità si ricava dalle foglie di Liatris odoratissima.
Per il suo odore gradevole è molto usata in profumeria col nome di Essenza di fien greco. È una sostanza solida bianca cristallina che fonde a 67° e bolle a 290°.
È poco solubile nell’acqua anche a caldo. Si scioglie facilmente nell’alcool, nell’etere, ecc.
Le cumarine idrossilate in posizione 4, come il dicumarolo in Melilotus officinalis, presentano una forte azione anticoagulante solo se utilizzati per via endovenosa;
Sono infatti degradati dai processi digestivi in composti sicuri.
Le cumarine normali, non idrossilate in questa posizione non presentano questa attività, o solo in misura minore. I composti derivati possiedono comunque altre proprietà farmacologiche.
Alcuni esempi sono la scopoletina e l’umbelliferone, o l’esculetina. Il Viburnum opulus deve probabilmente parte della sua attività su ipertensione e dismenorrea al suo contenuto in scopoletina ed esculetina (antispasmodiche); tutti e tre i composti hanno mostrato attività antinfiammatoria e analgesica in modelli animali.
In naturopatia vengono sfruttate soprattutto come antiartritici sotto forma di impacchi di fior di fieno e come preparati per uso interno ed esterno di piante come il meliloto, la ruta e la stellina odorosa. L’esculetina è presente in Aesculus hippocastanum (antinfiammatoria, febbrifuga, astringente); varie furanocumarine sono presenti nella famiglia delle Apiaceae, e sono state alla base della terapia fitochimica, usata negli anni ’40 per il trattamento della vitiligine e poi allargata al trattamento della psoriasi e della condizione cutanea maligna conosciuta come micosi fungoide (terapia con 8-metossipsoralene – 8-MOP – più UVA).
Le furanocumarine associate a raggi UVA stimolano infatti la melanogenesi ed hanno effetti antiproliferativi. Mentre per lo 8-MOP le dosi terapeutiche sono praticamente coincidenti con quelle che causano reazioni fototossiche, con il 5-MOP (bergaptene) si può ottenere l’effetto abbronzante (fotochemioprotezione) più efficacemente e con minori effetti collaterali rispetto alla terapia 8-MOP. L’Ammi visnaga è stata utilizzata in antichità in Egitto come trattamento antispasmodico per i calcoli renali e per l’angina pectoris; è probabile che parte dell’azione sia dovuta alla presenza della visnadina, una piranocumarina con azione vasodilatativa coronarica e inotropica positiva. La khellina ha attività antispasmodica, sfruttata per trattare asma e angina.
L’UE non ha ancora fissato la dose giornaliera massima di cumarina. Le autorità tedesche nel 2006 hanno fissato la TDI (dose massima giornaliera tollerabile) in 0,1 mg/kg peso corporeo, ripresa dalle autorità elvetiche.
Usi, derivati e proprietà della cumarina:


