Il Superuovo

Corea del Nord: ripresa dell’economia e addio al nucleare

Corea del Nord: ripresa dell’economia e addio al nucleare

Lo storico incontro tra Kim Jong-Un e Donald Trump

Smantellamento

Dopo che il 24 maggio scorso veniva annunciato in pompa magna dai media nordcoreani che il sito per i test nucleari di Punggye-ri, era stato distrutto con esplosioni controllate, sembra che il processo di denuclearizzazione promessa da Kim a seguito dello storico incontro con Trump, avvenuto il 12 giugno, stia continuando il suo corso. Le riprese satellitari sulla Corea del Nord avrebbero infatti captato il massiccio smantellamento di un edificio presso la “Stazione di Lancio Satellitare” a Sohae. L’impianto, secondo un think-tank di Washington, veniva utilizzato per la produzione di motori atti alla costruzione di missili balistici. Se la notizia fosse confermata anche dai giornali nordcoreani, smentirebbe i dubbi circolati nelle scorse settimane negli ambienti della Casa Bianca sul rispetto degli impegni assunti dal leader nordcoreano.

Si allenta la pressione

Nonostante gli Usa non abbiano avallato ufficialmente uno stop alle sanzioni contro il regime comunista, il fatto che Trump abbia iniziato a chiudere un’occhio sulle operazioni commerciali del dittatore è rappresentato dalla questione petrolio. Da quando la Corea è sottoposta alle sanzioni dell’ONU, deve sottostare ad un embargo petrolifero  che limita a 500.000 barili l’anno le importazioni per il paese, una quantità decisamente inferiore rispetto ai 4,5 milioni di barili all’anno importati secondo le stime di Washington e Seul. Questo crollo di importazioni avrebbe dovuto far aumentare in maniera decisiva i prezzi del carburante, che invece viene venduto, secondo le notizie della stampa nordcoreana a 1,24 dollari al litro, il 44% in meno dell’apice toccato il 27 marzo scorso. Dietro a questo abbassamento dei prezzi ci sarebbe la Cina, che delle 60.000 tonnellate esportabili, avrebbe venduto a PyongYang appena 7400 tonnellate, facendo ritenere che i dati cinesi siano falsati, cioè che non svelino le effettive importazioni da Pechino. Nei mesi scorsi Trump ed il suo vice Pence avevano protestato contro le relazioni commerciali mascherate trai i due paesi, salvo attenuare i toni a seguito dell’incontro con Kim.

Antonio Tedesco

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