fbpx
Condofuri non ci sta: ecco la petizione contro la frase omofoba sul sito web del comune

La cittadina si ribella alla frase che appare scritta aprendo la pagina web del comune.

Condofuri è un comune italiano di poco meno di cinquemila anime in provincia di Reggio Calabria , ma non è di certo disposto a rimanere in silenzio. Da questo paesino si ergono infatti le voci di cittadini non disposti ad accettare quello che, aprendo l’home page del sito web del comune è possibile leggere. Una scritta che sconvolge, delude, colpisce e dispiace e per la quale , se anche tu vuoi dare una mano, puoi firmare una petizione finalizzata alla celere rimozione.

La frase incriminata

Il comune di Condofuri riconosce la sacralità della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna .

E’ questo quello che appare cercando su internet Condofuri. Una scritta in cui i cittadini non si riconoscono, una frase che nel 2020 non può essere accetta e che non rappresenta di certo una comunità non assolutamente omofoba ma rispettosa di tutti e dunque indignata. Non voglio assolutamente che qualcuno possa pensare che quel pensiero ci rappresenti –dice una giovane cittadina- anche perché la nostra comunità è assolutamente aperta e accogliente e nel 2020, in uno Stato laico come l’italia, in cui la stessa legge ha riconosciuto l’amore in tutte le sue forme questo non è accettabile. E’ infatti necessario sottolineare che il pensiero enunciato non appartiene assolutamente, come è giusto che sia, ai cittadini, ma è espressione, forse, di un’amministrazione che in questa come in altre occasioni ha destato non pochi dubbi.  E quello che appare facendo click sulla frase è ancora più preoccupante: una delibera del Consiglio Comunale risalente al 2015 in cui lo stesso dichiara la propria opposizione a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia e l’impegno della giunta ad individuare una ” festa della famiglia naturale ”, cosa, si immagina, non essere mai avvenuta. Se però questa affermazione oltre che appartenere solo ad una delibera del Consiglio Comunale, è molto risalente, è bene notare che all’art 2 dello Statuto comunale attualmente in vigore dal 2018, l’amministrazione attualmente in carica ha integrato il testo con una successiva conferma della sua posizione a riguardo : il Comune riconosce i diritti della famiglia come  società naturale fondata sul matrimonio,
orientando gli interventi relativi all’educazione, alla salute ed ai servizi alla persona verso il sostegno e la valorizzazione dei diritti della stessa secondo il principio di sussidiarietà.

La famiglia in Italia

Perché famiglia, in Italia, non è assolutamente quello che recitano quelle parole. Il concetto di famiglia infatti è un concetto da tempo ormai in evoluzione, molto diverso da quello passato e cambiato non solo in primis all’interno della società, ma anche attraverso le strutture del diritto, di cui le leggi più recenti sono una importante testimonianza e di cui non possiamo fare a meno di tenere conto. La famiglia è prima di tutto luogo di affetto e scopi comuni, protezione, trasmissione di norme e valori, di socializzazione e sviluppo dei membri. Fermo restando ciò, è necessario sottolineare che ad oggi esiste un panorama talmente variegato che minimizzare e subordinare l’esistenza della famiglia al matrimonio tra uomo e donna, pare non solo anacronistico ma anche riduttivo. Circa l’11% delle famiglie italiane oggi sono mono genitoriali e tantissime sono, non solo le coppie formate da persone dello stesso sesso, ma anche le famiglie arcobaleno. La legge Cirinnà del 2016 ha regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso, ma anche le convivenze di fatto. All’esito dell’introduzione di questa nuova legge, che non ha fatto altro che recepire qualcosa già da tempo esistente riconoscendola, la concezione tradizionale di famiglia, fondata esclusivamente sull’art. 29 Cost. è stata definitivamente superata: oltre al matrimonio e dunque all’unione di un uomo e una donna è possibile riconoscere a tutti gli effetti e con pari diritti e obblighi coniugali anche altre forme familiari.

Il disegno di legge Zan

Proprio in questi giorni la Camera dei deputati ha definitivamente approvato il disegno di legge Zan, ora passato al vaglio del Senato. La proposta riguarda la lotta all’omolesbobitransfobia, alla misoginia e all’abilismo : un tentativo di protezione nei confronti delle vittime che giornalmente denunciano episodi d’odio verso la comunità lgbt+, le donne e le persone disabili. Molti sono stati i dibattiti scatenati attorno questa legge, in particolare da chi credeva che, incriminando fatti di questo tipo, si andava a ledere un altro diritto costituzionalmente garantito, nonchè la libertà di pensiero. Ma su questo non ci sono dubbi: la legge non mirerebbe infatti a mettere un bavaglio alle bocche o alle menti, ma anzi consentirebbe a tutti di essere più liberi nella propria diversità, perché se è vero che lì dove finisce la propria libertà inizia quella dell’altro non si possono ammettere violenze e aggressioni motivate da ragioni irrilevanti e personali come l’orientamento sessuale. Molto spesso le storie delle vittime di atti discriminatori hanno svelato preoccupanti stati di solitudine in cui le persone che subiscono episodi di questo tipo si ritrovano, perchè il più delle volte abbandonati dallo Stato e dunque incapaci di difendersi, impotenti: la legge se approvata, aiuterebbe chi da anni paga le conseguenze dell’odio immotivato, dando la possibilità a chi patisce ingiustizie di chiedere aiuto. Proprio per questo, si auspica che anche il Senato riconosca l’urgenza e la necessità di questa legge, non ostacolandola ancora una volta.

Nel 2020 frasi come quella letta sulla pagina web del comune di Condofuri non possono essere accettate nè dalla comunità che la compone, nè da tutti noi cittadini: non si può prescindere dalle conseguenze che possono avere questi pensieri discriminatori che non fanno altro che accendere la miccia dell’odio e offendere ancora una volta le persone.

Se anche tu sei d’accordo firma la petizione:

https://www.change.org/p/monica-cirinn%C3%A1-il-comune-di-condofuri-riconosce-l-amore?recruiter=943375452&recruited_by_id=ad0850e0-a46e-11e6-b378-31ab2aa27051&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=petition_dashboard

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: