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Come diventare Hulk: grazie alla miostatina potrebbe essere scientificamente possibile

Come diventare Hulk: grazie alla miostatina potrebbe essere scientificamente possibile

Bloccare la miostatina porta ad una crescita enorme della muscolatura, la scienza dei supereroi.

L’inibizione della miostatina, fattore di crescita, permette una crescita non limitata delle cellule muscolari, portando così ad una massa muscolare fuori dal comune.

Studi sulla miostatina

La miostatina è una proteina facente parte della grande famiglia dei fattori di crescita, ovvero molecole capaci di stimolare la crescita e la proliferazione delle cellule. Ogni cellula compie un ciclo tra una divisione e quella successiva, fino ad arrivare ad un punto in cui smette di dividersi. Tutti questi checkpoint sono geneticamente e finemente regolati da fattori di crescita, tra cui la miostatina per le cellule muscolari, adipose, cardiache ed ossee. Più in particolare la miostatina fa parte dei fattori di crescita trasformanti beta (TGF-beta), di cui fanno parte anche molecole coinvolte nell’immunità e nell’oncogenesi. Nel 1997 gli scienziati  McPherron e Se-Jin Lee durante degli studi sulla differenziazione e proliferazione cellulare fecero accoppiare topi in cui era stato inibito il gene per la miostatina. I topi omozigoti avevano un peso maggiore del 30% rispetto a chi non era omozigote per i geni mutati (che quindi esprimeva ancora miostatina), una crescita muscolare triplicata con un aumento sia della dimensione delle singole cellule muscolari sia del loro numero e una diminuzione del tessuto adiposo. Per capire il perché di questi effetti dobbiamo fare un passo indietro. La miostatina come abbiamo detto è un regolatore della crescita delle cellule muscolari, in particolare ne è un inibitore, agisce da freno, impedisce una crescita eccessiva di queste cellule, poiché, al contrario di come si potrebbe pensare, una crescita eccessiva di muscoli non rende l’uomo o l’animale più forte, anzi, lo espone a maggiori danni non solo al muscolo stesso ma anche agli organi vicini a causa della riduzione dello spazio in cui sono situati. Nel 2004 fu riportato un caso di un un bambino di 5 anni in Germania con una mutazione del gene della miostatina, che presentava un enorme sviluppo muscolare. Il bambino presentava una forza fuori dal comune, simile a quella di un adulto, e, aneddoto interessante, la mamma e la famiglia materna erano rinomati per la loro incredibile forza. Ulteriori studi su questo caso confermarono il fatto che il bambino oltre alla inibizione delle miostatina non presentava livelli elevati di testosterone, GH o IGF-1, fattori anabolici che concorrono alla crescita muscolare, che fecero i quindi ipotizzarono che l’assenza di miostatina da sola porta ad una grande crescita muscolare. Ipotesi però ancora da confermare in quanto la crescita muscolare è il risultato di un un sottile equilibrio tra fattori anabolici e catabolici e non basta un singolo ormone, un gene o una particolare sostanza per influenzarla in maniera significativa.

December 1994, Sipadan, Borneo — School of Neon Fusiliers — Image by © Royalty-Free/Corbis

Funzioni ed utilizzi medici

La scoperta di una proteina con un ruolo così importante è stata ovviamente da subito studiata e utilizzata nel campo medico. Bloccare una proteina che ha una funzione bloccante significa allo stesso tempo incrementate il processo che la proteina inibiva. Sembra una frase complicata ma è semplicemente il gioco di parole che lo fa sembrare in questo modo, se ci pensate il concetto è invece molto semplice ed intuitivo. Furono quindi studiate molecole che potessero inibire l’azione della miostatina per portare benefici soprattutto a persone che soffrivano di malattie muscolari come la distrofia muscolare di Duchenne che causa una grave perdita di massa muscolare e la malattia di Huntington, che porta ad una degenerazione muscolare progressiva. Per ora il trattamento è stato utilizzato su cani e topi e i risultati sono promettenti. Stesso concetto è utilizzato per prevenire una perdita di massa muscolare dovuta all’impossibilità di muovere un determinato arto per un certo lasso di tempo prolungato, oppure per la perdita di peso causato da insufficienza cardiaca e malattie renali croniche. Un altro importante impiego è quello di utilizzare l’inibizione della miostatina per evitare cachessia, condizione di diminuzione di peso nonostante una alimentazione equilibrata in persone che hanno il cancro, condizione che da sola porta al 20% delle morti delle persone che ne sono affette.

Come diventare Hulk: utilizzi nel bodybuilding ed integratori

Uno studio effettuato su un campione di 6 uomini di mezza età conferma il ruolo della miostatina nella crescita della muscolatura e della forza anche in soggetti sani. Come abbiamo detto la miostatina influenza anche la crescita e proliferazione delle cellule del tessuto adiposo, mostrando il collegamento tra la sua riduzione e la riduzione di massa grassa, soprattutto quando essa è inibita dalla follistatina, nei topi questa molecola ha provocato diminuzione dell’ accumulo degli adipociti. Tutti questi studi hanno utilizzato tecniche genetiche per osservare il comportamento dell’assenza della miostatina ma ovviamente questo non sarebbe un prodotto con un utilizzo commerciale. Per questo l’industria dell’integrazione e del fitness si è messa alla ricerca di molecole che potessero inibirla senza utilizzare tecniche genetiche. Una di queste è l’epicatechina un membro della famiglia dei flavonoidi di sostanze chimiche che controllano la pigmentazione nelle piante, presente in thè verde, cioccolato fondente, more, melograni e fave. Le iniezioni giornaliere di epicatechina hanno portato ad un aumento della forza muscolare complessiva. Lo stesso trattamento in 6 soggetti umani ha aumentato la forza della presa della mano dopo appena 7 giorni. Altri integratori invece presentano follistatina, di cui abbiamo parlato prima, che però nell’uomo presenta meno efficacia. In generale integratori che utilizzano inibitori della miostatina non si sono dimostrati così efficaci e i pareri dei consumatori sono discordanti. Inoltre essendo gli studi ancora relativamente limitati lo sono anche le conoscenze sugli effetti collaterali della inibizione della miostatina. Gli effetti collaterali, soprattutto in persone sane, potrebbero essere lesioni del tessuto muscolare dovuto allo stress dello stesso e un aumento della possibile della rottura di tendini, oltre che a una possibile insufficienza cardiaca e renale. L’editing genetico per l’inibizione è invece molto efficace e nonostante la comunità atletica lo considera poco etico ci sono atleti che ne fanno uso.

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