Come avviene l’adescamento online? L’assurda storia di Maria e Bernhard

Negli ultimi giorni, molte testate giornalistiche hanno raccontato la storia di Maria e Bernhard, padre e figlia di facciata ma, segretamente, amanti. Come è possibile mantenere questa doppia identità, vi chiederete? Il problema sta nella loro differenza di età. Corre l’anno 2011, Germania. Il sig. Bernhard, 52 anni, politico e tesoriere regionale del partito repubblicano di estrema destra, sposato, contatta Maria tramite una chat. Maria, in quell’anno, aveva 11 anni. Il sig. Bernhard Manfred Haase si finge “Carletto”, un ragazzo di 15 anni con il quale Maria inizia a chattare. Dopo qualche tempo, l’uomo propone alla bambina di incontrarsi. Vi sono molti punti ancora oscuri rispetto alla narrazione: la certezza è che i due si vedono, iniziano a frequentarsi e instaurano una relazione clandestina.

La moglie di Bernhard, la sig.ra Haase, scopre tutto e denuncia il fatto alla polizia, purtroppo senza risultati. La sig.ra era consapevole di quanto stesse accadendo, in quanto era certa che i due erano soliti incontrarsi in diversi hotel tedeschi. La loro relazione, stando alla cronaca, sarebbe durata due anni, fino al 2013. Il 4 maggio di quell’anno, a due settimane di distanza dal suo 12° compleanno, la giovane ragazza sarebbe scomparsa nel nulla.

A questo punto, le ricostruzioni risultano discordanti: alcune testimonianze raccontano di una fuga in Polonia, ultimo luogo in cui vengono riconosciuti, cui segue il trasferimento congiunto in Italia, più precisamente a Licata. La polizia tedesca emette un mandato di cattura internazionale per rapimento e violenza sessuale su minore. La giovane avrebbe raccontato che, a fronte del peggioramento del comportamento dell’uomo, sarebbe scappata dalla città di Gorlice, con una bici e dormendo in tenda, mantenendosi come lavavetri o facendo le pulizie.

Di questo lasso di tempo ancora non si conosce nulla, ma i racconti degli abitanti del paese di Licata, in provincia di Agrigento, parlano di una coppia che si presentava come padre e figlia che viveva per strada, sopravvivendo grazie alle donazioni e alle offerte dei concittadini. In seguito, vista la loro condizione e mossi a pietà, avrebbero offerto loro un tetto e un posto alla mensa dei poveri: “”Erano ben vestiti. Vivevano in una tenda davanti a questo supermercato. Erano sempre zitti, non chiedevano mai l’elemosina. Anzi eravamo noi a chiedere loro se avevano bisogno. Gli compravamo zucchero, pane, latte e carne”, raccontano alla trasmissione Chi l’ha visto.

Il sig. Bernhard contribuiva lavorando come tuttofare, spazzando la strada davanti al supermercato, come manovale o come elettrauto. Si integrano così bene nella realtà licatese che ogni anno, racconta l’Huffington Post, si festeggiava il compleanno di Maria con torte e regali. Il tutto all’insaputa dei loro benefattori: il sig. Bernhard raccontava infatti di essere fuggito con sua figlia Maria dalla Germania, rimasta orfana di madre, per fuggire dalla famiglia di lei, appartenente ad una setta religiosa. Tuttavia, verso la fine di agosto, dopo aver compiuto 18 anni, Maria Henselmann contatta la famiglia d’origine tramite facebook. Il 30 agosto 2018, a distanza di 5 anni, Maria si ricongiunge con la famiglia a Friburgo; una settimana dopo, Bernhard viene arrestato in Italia.

L’assenza di informazioni che caratterizza il lungo lasso di tempo intercorso tra il così definito rapimento – sebbene i racconti degli abitanti di Licata parlino di una giovane in buone condizioni psicofisiche – impedisce un’analisi dettagliata del caso. È possibile però analizzare il fatto separando i diversi “momenti” che caratterizzano la vicenda.

Il primo step è costituito dall’approccio online da parte dell’uomo. L’Università di Lancashire, nel 2003, compie uno studio che permette di identificare 5 possibili fasi dell’adescamento online:

  1. Formazione dell’amicizia (Friendship forming stage): si contatta la vittima designata – ricordiamo che, all’epoca, Maria aveva 11 anni – e si instaura una conversazione, in questo caso basata su un presupposto fasullo, ovvero l’età dell’uomo pari a 15 anni, in cui si iniziano a scambiare i primi saluti e i primi contatti, basati su fatti di vita quotidiana.
  2. Formazione del rapporto di fiducia (Relationship forming stage): in questa fase, l’adescatore tenta di avvicinarsi alla vittima mediante confidenze e richieste di confessioni, instaurando un clima di fiducia tale per cui l’altro sente di potersi fidare e affidare all’interlocutore, consapevole che si tratti di un rapporto virtuale.
  3. Valutazione del rischio di essere scoperto (Risk Assessment Stage): al crescere dell’intimità del rapporto, l’adescatore – a seconda che si tratti di un soggetto che si accontenta del rapporto online o, come in questo caso, che tenti un approccio nella vita reale – inizia a valutare la possibilità di proporre un incontro e a sondare le possibili reazioni qualora la giovane scoprisse la sua reale identità. A quanto pare, durante questa fase, l’uomo ha ritenuto accettabile il rischio e le conseguenze di un suo disvelamento.
  4. Fase della relazione esclusiva (Exclusivity Stage): in questa fase si consuma il rapporto di conoscenza, le bugie riguardo l’identità cadono e si aprono diversi possibili scenari. La fuga, la paura, lo spavento, la sensazione di essere in trappola, l’innamoramento patologico – fino a diventare, in alcuni casi, Sindrome di Stoccolma – la vergogna. In questa fase, viste le età dei due soggetti in questione, le ipotesi sono molteplici, ma in nessuna di queste l’uomo ne esce meno colpevole.
  5. Fase sessuale vera e propria (Sexual Stage): i racconti, come detto, parlano di una relazione clandestina durata circa 2 anni, durante i quali la coppia si appoggiava a hotel sparsi per la Germania al fine di incontrarsi in segreto. I dettagli non sono noti, sia per la delicatezza della storia sia per la tutela della privacy della bambina, ma la denuncia per abuso e violenza su minore non lascia molto spazio all’interpretazione.

La seconda fase è quella dei 5 anni trascorsi lontano dalla famiglia d’origine da parte di Maria, che ha quindi vissuto lontana da Friburgo dai 13 ai 18 anni, praticamente tutta la sua adolescenza. Intervistata riguardo le motivazioni sul suo mancato rientro – o quantomeno di un tentativo in tal senso – la giovane racconta come pensasse ormai che fosse troppo tardi. Il mandato di cattura, che pensava pendesse anche su di lei, l’avrebbe spaventata e allarmata: avrebbe dunque preferito proseguire nella sua permanenza all’estero piuttosto che tornare sui suoi passi e raccontare quanto accaduto. Il parallelismo che permette di comprendere come sia possibile un simile vissuto, è quello delle donne vittime di violenza che faticano a denunciare il proprio aggressore. La chiave, stando al racconto della giovane, sarebbe stata la scoperta di quanto la famiglia l’avesse sempre cercata e mai abbandonata.

Per quanto assurde possano essere certe dinamiche, l’innamoramento e l’amore possono essere patologici e disastrosi. La pericolosità di certi individui è spesso imprevedibile: menzogne, manipolazione, ricatti affettivi e bisogni di dipendenza. Gli autori di reati su minori risultano spesso contraddistinti da una sostanziale incapacità a considerarsi efficaci o potenti con persone loro coetanee, orientandosi su soggetti che considerano più deboli e, quindi, alla loro portata. Il vissuto soggettivo delle vittime, purtroppo, è tutt’altra storia.

Fiorenzo Dolci

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