Che cos’è l’amore? Provano a rispondere Brunori Sas e la psicologia sociale

L’amore è un aspetto fondamentale delle nostre vite e ha un ruolo importante nella nostra cultura. Scopriamo cosa ne pensa la psicologia.

Per due come noi” parla di amore, quell’amore romantico che ti spinge “dopo vent’anni a dirsi ancora di sì” e lo differenzia da ciò che è invece l’innamoramento. Vediamo la differenza.

Psicologia romantica

Ah l’amore, l’amore! Ci fa sognare, penare. Lo cerchiamo, lo perdiamo, lo ritroviamo. Ma che cos’è l’amore? Probabilmente ognuno ha la propria risposta. C’è amore in una coppia giovane che cammina per mano ridendo, in un genitore che aspetta il figlio fuori da scuola, in due anziani che si sopportano e supportano da quarant’anni, in un gruppo di amici che scherza, in un insegnante appassionato che guarda i suoi alunni imparare e crescere. Potrei andare avanti ore con gli esempi più disparati e sicuramente dimenticherei qualcuno, qualche situazione. Questo perché l’amore è ovunque, ma in modi diversi. Spesso ci fermiamo a prendere in considerazione quello più classico, tra sé e il proprio o la propria partner, il cosiddetto amore romantico.

Questo è il protagonista principale di innumerevoli canzoni, poesie, film, quadri, ma anche esperimenti. Come tutti i fenomeni che riguardano l’uomo, anch’esso è stato oggetto di studio della psicologia sociale, che ha cercato di definirlo, capirlo, differenziarlo. Molte volte, infatti, si possono avere le idee un po’ confuse.

“Ma non confondere
L’amore e l’innamoramento”

– Per due come noi, Brunori Sas

Canta Brunori Sas, facendo un’importante distinzione iniziale. Ma che cos’è l’amore secondo la psicologia?

Fall in love

In inglese innamorarsi significa letteralmente cadere nell’amore (fall in love) ed è proprio quello che succede nella realtà. Quest’espressione rende l’idea di qualcosa che accade per caso, ma non per questo non è stato oggetto più volte di vari studi. Arthur Aron e colleghi hanno cercato di capire cosa succede quando ci innamoriamo attraverso varie ricerche e hanno visto come le esperienze positive aumentano, come anche l’autostima e l’autoefficacia. E’ anche vero che tutto ciò è in parte legato alla cultura. Perché l’amore venga sperimentato è necessario che una comunità ci creda e lo presenti come una possibilità, ma non è possibile ridurlo ad un fatto puramente sociale. Oggi si ritiene sia un insieme di fattori, in parte biologici e in parte sociali, a determinarlo.

Da quest’idea deriva la teoria a tre fattori dell’amore di Elain Hatfiled e William Walster secondo cui questo grande e totalizzante sentimento è il prodotto di tre variabili che interagiscono: Un “oggetto” dell’amore, ovvero un’altra persona, una causa determinante culturale che riconosce l’amore come uno stato possibile e un’attivazione emotiva che viene percepita quando si interagisce con l’oggetto d’amore e quando lo si pensa. Queste tre componenti sono necessarie, ma non sono certamente sufficienti, sennò potremmo facilmente portare questo strano sentimento in laboratorio. A ciò si aggiungono anche altre variabili come la situazione contingente, la complicità, l’affinità, ma ciò che è certo è che senza le tre variabili iniziali l’amore non potrebbe esistere.

I tre dell’amore

Secondo Robert Sternberg, tra i modelli più accreditati, coinvolgimento e intimità sono cruciali tanto quanto la passione, come canta anche Brunori:

“Perché ci vuole passione
Dopo vent’anni a dirsi ancora di sì
E stai tranquilla sono sempre qui
A stringerti la mano
Ti amo
Andiamo”

– Per due come noi, Brunori Sas

Nel suo modello l’amore romantico viene superato dal così definito amore completo, che comprende questi tre fattori insieme. Combinandoli in modi diversi ha definito otto tipologie differenti di legame, a seconda della presenza o assenza di uno o dell’altro. Dalla mancanza d’amore, il livello più basso, all’infatuazione all’amore vero e proprio, completo. Anche qui c’è un’importante differenza, sottolineata come abbiamo visto prima, anche da Brunori, quella tra innamoramento e amore. Il primo è una fase, molto coinvolgente, in cui fa da regina la passione, ma che non dev’essere confuso con l’amore, stabile e duraturo.

 

 

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