Casa Sebastiano, una speranza per le famiglie

La disabilità affligge milioni di persone, si stimano 10 milioni gli abitanti affetti da autismo, un bambino ogni 150 e oltre 400 mila adulti.
L’autismo, la sindrome di down o gli handicap in generale sono spesso un muro invalicabile, una realtà difficile da accettare, una situazione complicata sia per la famiglia che per il soggetto.

In queste situazioni la ‘soluzione’ è non arrendersi mai allo svantaggio, spesso la sofferenza non è data dalla presenza della malattia in sé ma da una situazione di mancato benessere psichico, fisico e sociale, un riconoscimento in primo luogo della ‘mente’, un soggetto comunicativo che vive di relazioni, caratteristica prerogativa dell’essere umano.

La famiglia e il suo ruolo

Il ruolo della famiglia è sicuramente importante al fine del benessere del soggetto ma è impossibile ignorare la possibile sofferenza da parte della famiglia stessa; quando si ha una nascita in famiglia si creano diverse aspettative, progetti, pensieri, la nascita del figlio disabile può essere un trauma per la famiglia, l’elaborazione del lutto.
È da non escludere una possibile forma depressiva presente nei componenti della famiglia, è qui che entrano in gioco servizi sociali, gruppi di mutuo aiuto e associazioni, come la storia di Giovanni Coletti, imprenditore che è padre di un colosso di depuratori d’aria e due bambine, Martina e Roberta, due gemelle affette da autismo, abitanti del paese di Coredo dove il sindaco ha apertamente affermato, senza giri di parole ‘Nel mio paese non voglio bambini matti’, ‘matti’ come Sebastiano, un ragazzino di 11 anni, amante dell’acqua, uno tra gli oltre 100 mila bambini affetti da autismo in Italia, un giorno, durante un pomeriggio caldo, le sue tracce si persero, scomparve nel torrente che taglia i boschi della Val di Sole, il cavaliere Coletti ha affermato ‘Abbiamo capito che questa emergenza non può restare sepolta nelle case. Ignorato dallo Stato.’

L’inizio del progetto

Tutto nacque il 2009, il cavaliere altre famiglie si sono organizzati per aprire un centro di mutuo aiuto, in occasione della giornata mondiale dell’autismo dell’Onu la senatrice a vita Elena Cattaneo la quale inaugurò il più avanzato centro d’Europa, Casa Sebastiano, come quel bambino scomparso nel fiume.

Per riuscire nel progetto ci son voluti cento soci, fondazioni, 1.500 volontari, quattro cooperative, scienziati e la loro immensa generosità, mancava solo una cosa; i fondi, problema risolto grazie alla bontà di Coletti e del progetto ‘Bambini delle fate’. Amici e volontari si sono reinventati cuochi, artigiani e ogni ruolo necessario al benessere del progetto.
Cinquanta tra medici, psicologi, fisioterapisti e psichiatri, i primi 75 ospiti possono finalmente usufruire del servizio totalmente gratuito, la rivoluzione ha finalmente inizio.
Nel centro si possono trovare servizi come riabilitazione intensiva, accoglienza diurna, residenzialità e formazione di personale specializzato, sono molteplici i ragazzi che uscendo da questo centro hanno trovato lavoro, tre di loro hanno un impiego nell’azienda del cavaliere Coletti.

In Casa Sebastiano le porte sono aperte, gli ospiti entrano e, assistiti dallo staff, cucinano, servono a tavola, puliscono l’edificio.
Il Politecnico di Milano ha permesso di aprire un laboratorio di arredo e design, la cooperativa Social.nos ha avviato l’azienda agricola biologica, i ragazzi coltivano e curano frutta e verdura.
Il prossimo passo sono una stalla, un pollaio e un caseificio. Entro l’anno, in oltre, saranno pronte 10 case-clima, destinate ai ragazzi che avranno raggiunto una certa autonomia e che vogliono crearsi una vita del tutto autonoma.

Obbiettivi e interessi

L’obbiettivo della Casa Sebastiano è sottrarre i ragazzi al limbo della solitudine, della vergogna e della sofferenza, regalando alla loro vita e alle loro famiglie un po’ di benessere, aiuto e soprattutto un posto dove sentirsi al sicuro.
Giovanni ammette di esser cambiato ‘Sono un egoista – afferma il cavaliere -pensavo solo ai soldi, il mio desiderio era una Ferrari, due figlie autistiche mi hanno fatto scoprire la vita bella. I miei sogni sono la felicità e la libertà di persone condannate a non esistere.’