Caro scuola: mercatini e “quaderni sospesi” ci fanno riscoprire l’importanza del diritto all’istruzione

Caro scuola: tra gruppi social, mercatini e “quaderni sospesi”, ecco come risparmiare.

Dal Sermig ai Bagni Pubblici di via Agliè le opportunità a Torino tra donazioni e usato. Il Libraccio: «Vendite di libri cresciute del 10%»

Cosa sta succedendo?

Gli esempi di cooperazione in città non mancano. Il Sermig, per esempio, da tempo organizza una raccolta di materiale scolastico. Lo fanno perché «ogni anno riceviamo un aumento esponenziale delle richieste», come spiega la presidente Rosanna Tabasso. Chi vuole può acquistare prodotti nuovi o radunarne di usati, per poi portarli all’Arsenale della Pace. Quest’anno si supereranno sicuramente i mille kit scolastici. Ai Bagni pubblici sono seguite con progetti simili la Casa del quartiere di San Salvario e quella di Mirafiori Nord. Sempre a Mirafiori è inoltre attivo un progetto di spesa sospesa per materiale scolastico proposto dalla Fondazione della comunità di Mirafiori. Analogamente, la Fondazione Aief ripropone per la quinta edizione la “Cartoleria sospesa”, che nel 2024 ha permesso di raccogliere oltre 500 buste piene di materiale scolastico di qualità.

Le iniziative

Ci sono anche iniziative nuove, come quella di Acmos, che insieme al Gruppo Abele, Associazione Amece, Polisportiva Gandhi e Inv3rso Aps, organizza il 6 settembre ai giardini Saragat in via Leoncavallo uno swap party in cui scambiare liberamente materiale scolastico, libri e altri oggetti. Dal 2021 un’iniziativa simile, il “Quaderno sospeso”, è partita anche alla Casa del quartiere di Barriera di Milano, i Bagni pubblici di via Agliè. In alcune cartolerie della zona è possibile comprare un quaderno o una penna in più per lasciarla a disposizione di altri. «Questo attiva anche la solidarietà delle persone che abitano nel quartiere», dice Erika Mattarella, direttrice dei Bagni pubblici. Nel corso degli anni sono aumentati i donatori, ma anche le richieste: «Costa tutto di più – prosegue Mattarella – Così anche se trovi ancora l’offerta del quaderno a 1 euro, magari non lo compri comunque perché devi comprare l’olio che è aumentato ancora».

L’istruzione come diritto

L’istruzione, sancita come diritto fondamentale in numerosi documenti internazionali e costituzioni, compresa la Costituzione italiana all’articolo 34, si scontra spesso con la realtà economica del caro prezzi. Questo diritto implica l’accesso universale e gratuito all’istruzione per tutti, indipendentemente dalla propria condizione socio-economica. Tuttavia, in un contesto di crescente inflazione e aumento dei costi, anche l’istruzione pubblica, sebbene formalmente gratuita, può diventare un onere significativo per le famiglie. Le spese accessorie, come quelle per i libri di testo, il materiale scolastico, le gite d’istruzione, i trasporti e i servizi mensa, possono gravare pesantemente sui bilanci familiari, creando un divario tra le fasce più abbienti e quelle meno fortunate. Questa disparità mina l’uguaglianza delle opportunità, poiché le famiglie con meno risorse potrebbero essere costrette a rinunciare a determinate attività o a scegliere percorsi formativi meno costosi, compromettendo la qualità dell’istruzione e, di conseguenza, le prospettive future dei loro figli. La sfida sta quindi nel trovare politiche economiche che non solo sostengano la gratuità dell’istruzione di base, ma che forniscano anche un supporto concreto per mitigare i costi indiretti, garantendo che il diritto allo studio sia una realtà effettiva per tutti.

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