Il Superuovo

Per celebrare l’anniversario della morte di Gadda riviviamo la sua vita e le sue opere

Per celebrare l’anniversario della morte di Gadda riviviamo la sua vita e le sue opere

In occasione del 48° anniversario dalla morte analizziamo la storia e la poetica di uno degli autori italiani più importanti del XX secolo.

Carlo Emilio Gadda ha rappresentato un punto di riferimento per la poetica italiana Novecentesca, rispondendo al caos della vita quotidiana con la poetica del “pasticcio”, cioè uno stile linguistico fondato su lingua nazionale, dialetto e parole gergali. L’obiettivo dello scrittore è quello di creare una cultura letteraria cosmopolita, fondata su un pensiero intellettuale moderno, che non si fondi sui criteri grammaticali antichi.

La vita

Gadda nasce nel 1893 a Milano in una famiglia agiata appartenente alla borghesia milanese. La giovinezza è segnata dalla precoce morte del padre (1909) e dal suo complesso di Edipo per la madre, con cui instaura un rapporto d’amore e d’odio. Dopo aver frequentato il liceo classico decide di laurearsi in ingegneria elettrotecnica presso il Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano.

Nel corso della prima Guerra mondiale si arruola volontario nelle truppe alpine di istanza sull’Adamello. Viene però catturato nella disfatta di Caporetto e in prigione stringe amicizia con alcuni intellettuali (tra cui Bonaventura Tecchi e Ugo Betti). Dall’esperienza della prigionia abbiamo il Giornale di guerra e di prigionia, pubblicato solo nel 1955.

Tornato a Milano nel 1920 vive un periodo di depressione in seguito alla morte in guerra dell’amato fratello Enrico. In seguito,nel 1924, decide di iscriversi al corso di laurea in filosofia e dedicarsi alla sua passione per le arti umanistiche.

Tra gli anni ’20 e ’30 Gadda intraprende una fitta stagione di scrittura, pubblicando due trattati: il primo, Racconto italiano di ignoto del Novecento, elenca le caratteristiche tipiche che deve possedere il romanzo moderno; il secondo, Meditazione milanese, in cui manifesta il suo interesse per alcuni filosofi come Kant e Leibniz.

Nel 1940 abbandona definitivamente la professione di ingegnere e si trasferisce a Firenze. Qui, nel 1944, pubblica l’Adalgisa, una raccolta di racconti ambientati a Milano, dove espone un quadro storico e comico della borghesia milanese del tempo.

Il periodo romano e la RAI

Dopo il periodo fiorentino nel ’50 si sposta a Roma dove lavora per la RAI come radiofonista. Dal punto di vista letterario sono gli anni più intensi, che lo consacrano come una delle più grandi personalità letterarie del Novecento.

Nel 1953 pubblica infatti Novelle del ducato in fiamme, un’ironica rappresentazione degli ultimi anni del fascismo. Nel ’57 abbiamo invece uno dei suoi capolavori, Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, un romanzo giallo ambientato a Roma durante i primi anni del fascismo, in cui un commissario di Polizia, Francesco Ingravallo, deve indagare contemporaneamente su un furto di gioielli ai danni di un’anziana signora veneta e su un omicidio di una ricca donna, entrambi avvenuti nello stesso edificio di Via Merulana. Il giallo tuttavia è rimasto incompiuto. Nel 1983 la storia va in onda in Tv sotto forma di mini serie televisiva, con il medesimo titolo. Gadda negli studi romani della RAI

Gli scritti dell’anzianità

Negli ultimi anni pubblica altre due opere importanti. Nel 1963 La cognizione del dolore, un romanzo (rimasto incompiuto), ambientato nello stato sudamericano e immaginario del Maradagàl appena uscito vincitore dalla guerra con il confinante Parapagàl. Qui, il protagonista, l’ingegner Gonzalo Pirobutirro d’Eltino (alter-ego di Gadda), in seguito alla morte dell’odiato padre vive con la madre anziana. I due sono legati da un rapporto di amore e odio che spesso sfocia con delle violenze di Gonzalo verso la madre. Tuttavia un giorno questa verrà assassinata da uno sconosciuto e Gonzalo cercherà di trovare il colpevole.

Infine, nel 1967 pubblica Eros e Priapo: da furore a cenere. Si tratta di uno scritto di carattere satirico e polemico sui miti del ventennio fascista che dimostra il suo rapporto di ostilità con Mussolini. Essendo però Gadda, iscrittosi al partito fascista nel 1921, sembrerebbe quasi il frutto di una “delusione amorosa”.

Carlo Emilio Gadda si spegne a Roma il 21/05/1973

Poetica di Gadda

Per quanto concerne la sua poetica, Gadda nelle sue opere utilizza fortemente il plurilinguismo e il pluristilismo, sovrapponendo continuamente codici diversi e creando una forte polifonia che prende il nome di pastiche. Altro tratto importante è il suo realismo. Le sue opere infatti dipingono alla perfezione la borghesia della Milano del tempo, con un’accurata analisi della società, forse dovuta anche grazie ai suoi studi da ingegnere.

Su di lui Italo Calvino dirà che «cercò per tutta la vita di rappresentare il mondo come un garbuglio, o groviglio, o gomitolo, di rappresentarlo senza attenuarne affatto l’inestricabile complessità, o per meglio dire la presenza simultanea degli elementi più eterogenei che concorrono a determinare ogni evento».

Anche un altro scrittore e critico, Alberto Arbasino, lo consacra come uno dei più grandi poeti italiani del XX secolo dicendo che «la derisoria violenza della sua scrittura esplodeva esasperata, contestando insieme il linguaggio e la parodia, tra il ron-ron rondesco-neoclassico-fascistello e il pio-pio crepuscolare-ermetico-pretino, in schegge di incandescente espressività».

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