L’episodio 200 della quarta stagione di Camera Café, la famosissima sitcom che ha come protagonisti Luca e Paolo, ci mostra le meraviglie della domotica e dell’Internet of Things.

2008: Odissea nell’ufficio
È questo il nome dell’episodio di cui stiamo parlando e, come si evince anche dal titolo, è una divertentissima parodia di “2001: Odissea nello spazio”, film cult di Stanley Kubrick.
Data la scarsa efficienza dei suoi impiegati, il direttore Augusto de Marinis decide di rivoluzionare l’azienda, rimodernarla e darle una spinta tutta tecnologica: viene infatti installata un’intelligenza artificiale che controlla l’intero piano su cui è collocata l’azienda. Porte, altoparlanti, la fotocopiatrice, i computer dell’ufficio, le finestre e l’amatissima macchinetta del caffè vengono controllate da questo software, realizzato proprio per rendere più efficienti e produttivi gli impiegati sul posto di lavoro, utilizzando come incentivo la possibilità di utilizzare o meno determinati servizi.
Sebbene inizialmente gli impiegati, specialmente Luca e Paolo, sono diffidenti verso questo cambiamento, vengono rapidamente convinti dalla gentilezza ed efficienza dell’intelligenza artificiale che, usando la sua calda voce, gli permette di assaggiare tutte le comodità dell’automazione. Le cose cambiano nuovamente quando il software esorta Luca e Paolo a tornare a lavoro dato che, dal suo punto di vista, quattro minuti sono la durata ideale per la pausa caffè. Luca e Paolo sono invece abituati a fare anche quarantacinque minuti di pausa ogni ora e ovviamente rifiutano il consiglio di tornare a nei propri uffici. A quel punto l’intelligenza artificiale, usando gli strumenti a sua disposizione, li costringe a tornare a lavoro: ad esempio avvia un meeting con la dirigenza usando il computer di Luca, che è costretto a correre in ufficio per non far notare la sua assenza.
La storia si evolve e, con qualche astuzia, Luca e Paolo mandano in tilt il sistema, costringendo il direttore a rimuovere l’impianto e a rendere di nuovo analogica l’azienda.
Nasce dunque spontanea una domanda: sarebbe possibile uno scenario del genere o è solo fantasia?
Cos’è la domotica
La domotica è una scienza che si occupa di studiare e implementare tecnologie volte a migliorare la qualità della vita nella casa, o in ogni caso in ambienti antropizzati, come ad esempio un appartamento o per l’appunto il piano in cui è collocata l’azienda di Camera Café. Il risultato ultimo della domotica è quello di realizzare uno spazio in cui viene massimizzato l’utilizzo e l’utilità della tecnologia e di apparecchiature intelligenti, in modo tale da rendere quanto più confortevole possibile il soggiorno in quell’ambiente.
Nell’episodio di cui abbiamo letto prima è evidente una forte presenza della domotica. Ad esempio quando un impiegato si avvicinava ad una porta con l’intenzione di aprirla, essa si apriva da sola. Questo può sembrare un esempio sciocco dato che aprire una porta non è assolutamente uno sforzo, anzi, risulta molto naturale e semplice da compiere. Tuttavia potrebbe essere fondamentale in dei casi che tendiamo a non considerare. Ad esempio sarebbe molto utile se arrivasse un impiegato che sta trasportando molti faldoni e al quale quindi risulterebbe difficile usare le mani per aprire la porta. O ancora, pensiamo ad una persona con una disabilità fisica: sarebbe molto più semplice e confortevole che la porta si apra da sola, piuttosto che fargli compiere un determinato movimento per ap
rirla.
Questo è solo uno dei tantissimi esempi in cui la domotica non solo rende più confortevole ma anche, e sopratutto, più accessibile il vivere in un ambiente antropizzato.
Rispondendo alla domanda che chiude il paragrafo precedente, sì, è decisamente possibile realizzare uno scenario come quello visto nell’episodio. Allo stato attuale sarebbe possibile, addirittura, anche creare l’intelligenza artificiale che gestisce tutti gli oggetti domotici, seppur sarebbe meno umana di quella che troviamo nella puntata. Probabilmente non impazzirebbe a causa dei trucchetti di Luca e Paolo, per nostra fortuna oserei dire.

L’avvento dell’Internet of Things
Cosa serve effettivamente per realizzare un impianto domotico? In realtà meno di quello che sembra. Riprendiamo l’esempio di prima, ovvero la porta che si apre da sola. Per realizzare un sistema del genere sono sufficienti solo due elementi: un elemento che riesce a vedere che qualcosa è vicino alla porta e un elemento che sia effettivamente capace di aprirla. Chiameremo il primo elemento sensore e il secondo elemento attuatore ed è molto intuitivo il perché di questi nomi. Affinché il sistema funzioni è necessaria solo un’altra cosa, ovvero che il sensore comunichi con l’attuatore. Quando il sensore comunica all’attuatore che ha visto qualcosa, l’attuatore agisce in modo tale da aprire la porta. Quando il sensore invece gli comunica che non sta vedendo più nulla allora l’attuatore chiude la porta. Un sistema che effettivamente è molto semplice, anche da realizzare.
Tuttavia la sua semplicità porta anche delle limitazioni. Pensiamo al caso in cui due porte automatizzate non possono essere aperte contemporaneamente, magari per mancanza di spazio. Come potremmo risolvere questo problema? Il sistema della prima porta non solo dovrebbe far comunicare tra loro attuatore e sensore, ma anche comunicare col sistema della seconda porta. E se le porte fossero tre? O dieci? Il sistema diventerebbe esponenzialmente più complesso.
Consideriamo un altro tipo di problema. Supponiamo di avere una caldaia domotica che gestisce anche l’impianto di riscaldamento della casa. Come si potrebbero utilizzare le sue funzionalità da remoto? È possibile tornare a casa e trovare l’abitazione già bella calda? Con la domotica tradizionale la risposta è no.
Sorprendentemente questi due problemi, e altri che non tratteremo in questo articolo, possono essere risolti utilizzando internet. Tramite un protocollo di rete diventa quasi banale riuscire a far comunicare due o più dispositivi tra loro, col presupposto che si trovino sulla stessa rete. Non ci sarebbe più bisogno di creare una logica combinatoria tra i diversi dispositivi, bensì essi potranno comodamente parlare attraverso la rete.
Inoltre se un dispositivo è connesso ad internet è comandabile da remoto. Quindi, riprendendo l’esempio di prima, un quarto d’ora prima di tornare a casa potremmo comunicare da remoto alla caldaia di avviare il sistema di riscaldamento, così da trovare un ambiente già riscaldato all’arrivo.
Le potenzialità dell’IoT sono innumerevoli ed è anche per questo che è un settore molto gettonato di questo decennio. È importante notare che i rischi sono almeno tanti quanto i pregi. È perciò è necessario uno studio approfondito e consapevole prima di realizzare un ambiente domotico e bisogna evitare di buttarsi a capofitto senza avere piena consapevolezza di ciò che si sta facendo.