Bolsonaro-Di Caprio: l’ultima scintilla della lotta tra Arte e Politica

La lite scaturita tra Jair Bolsonaro e Leonardo Di Caprio è solo l’ultimo capitolo della lotta tra Arte e Politica.

napoleone foscolo
Napoleone Bonaparte e Ugo Foscolo

Il presidente del Brasile accusa l’attore hollywoodiano di aver finanziato delle O.N.G. ritenute responsabili di incendi dolosi in Amazzonia, la loro è l’ultima scintilla di un fuoco che risale a Dante e a Bonifacio VIII.

Bolsonaro e Di Caprio

In questi giorni fanno molto discutere i botta e risposta tra il presidente del Brasile Jair Bolsonaro e l’attore premio Oscar Leonardo Di Caprio, il secondo, come è risaputo, è infatti in prima linea per quanto riguarda la questione ambientale nel mondo, tanto da apparire ed essere la voce narrante nel film “Domani”, un documentario di denuncia sui cambiamenti climatici e sull’azione dell’uomo sull’ambiente; Bolsonaro invece non brilla certo per passione verso la natura, anzi, è stato richiamato più volte dalle Nazioni Unite per la negligenza e la presunta colpevolezza negli incendi che purtroppo hanno disboscato e provocato la morte di moltissimi animali nella Foresta Amazzonica. La scintilla? L’hanno fatta scattare le O.N.G., già perché durante le operazioni di salvataggio dell’ecosistema amazzonico hanno fatto la loro parte alcune organizzazioni non governative che hanno accusato Bolsonaro e portato avanti un’asprissima battaglia morale nei confronti del presidente tanto da causare una vera propria battaglia mediatica tra i sostenitori e, come li chiamano oggi, gli haters del capo politico carioca… Sì ma in tutto questo che c’entra Di Caprio? Ecco il fatto è questo, pochi giorni fa sono stati colti in flagrante alcuni membri di diverse O.N.G. nell’appiccare piccoli incendi sparsi per il, chiamiamolo così, “fronte amazzonico”, potete immaginare l’ira di Bolsonaro e il sentimento di non colpevolezza che ne scaturisce e visto che un grande personaggio come il presidente del Brasile ha bisogno di prendersela con un altro grande personaggio pubblico, bisogna cercare il capo “supremo” tra tutte queste organizzazioni e il più grande finanziatore e sostenitore di tali O.N.G. è Leonardo Di Caprio, apriti cielo! Da Brasilia l’accusa è partita spedita con tutta la malizia del caso, Di Caprio ha finanziato degli uomini per distruggere la Foresta Amazzonica, piccolo appunto: per chi non conoscesse la dialettica di Bolsonaro sappiate che è un personaggio molto particolare, diciamo così, e non è il tipo che conta fino a 10 prima di parlare. Comunque, la risposta dell’attore non si è fatta attendere dichiarando che quelle O.N.G. non sono state finanziate e non appartengono al nome del famoso Leo. Chissà dove sta la verità… Conoscendo, da spettatore ovviamente, i due personaggi, la loro storia e il loro pensiero non mi è difficile dare ragione all’attore statunitense ma la verità non è mai oggettiva se non è completa quindi non mi è dato dare giudizi.

Mussolini e D'Annunzio
Benito Mussolini e Gabriele D’Annunzio

L’Arte e la Politica, nemici da sempre

Ripercorrendo la vicenda Bolsonaro-Di Caprio ci si rende conto che non suona nuova come storia, si ha l’impressione di aver già ascoltato o letto non tanto lo svolgimento dei fatti e le minuziosità del caso ma i protagonisti base di una battaglia morale come il politico e l’artista che si possono scontrare ma mai più di tanto, due mondi con diversa densità, oppure la battaglia mediatica con chi schiera a favore e chi contro… facendo qualche passo indietro questa storia è stata già sentita… Ovviamente come può non venire in mente lui, il sommo poeta, Dante Alighieri e la sua commedia con le citazioni ai suoi nemici, Dante sta a Bonifacio VIII esattamente come Di Caprio sta a Bolsonaro, lo scontro tra le due diverse sfere di’impegno morale che possono anche convivere si protrae sino ai grandi del XVIII e XIX secolo, l’esempio lampante è quello di Ugo Foscolo, accanito sostenitore di Napoleone sino alla metaforica pugnalata che sotto il nome del trattato di Campoformio di fatto regalava le terre della serenissima all’Austria e così un’intera forma stilistica personale come quella del Foscolo fu totalmente cambiata a causa di un evento politico; altro esempio riguardante sempre l’Austria è quello di Alessandro Manzoni che, come tutti sanno, incentra tutto il romanzo de “I Promessi Sposi” sulla dominazione spagnola del XVII secolo paragonandola in maniera subdola alla dominazione allora contemporanea allo scrittore austriaca del Lombardo-Veneto. Il problema dell’arte che concorre alla politica nella conquista delle coscienze riguarda la letteratura così come la musica: Verdi e l’unità d’Italia. Come la pittura: Caravaggio e la sua vita tormentata nella sfida al papa. Tornando a tempi più recenti non si può non citare il rapporto tra Benito Mussolini e Gabriele D’Annunzio, il secondo ha fatto scuola al primo su molti aspetti, il problema è che D’Annunzio e la sua arte erano talmente popolari e forti idealmente che per il Duce il Vate era un personaggio troppo scomodo, così scomodo da diventare comodo soltanto nel suo esilio dorato nel vittoriale degli italiani.

canto general di Neruda
una foto di un’edizione del “Canto Generàl” di Pablo Neruda (foto nel libro)

Non solo una storia di odio

la Politica e l’Arte sono testimoni anche di amore e non solo di odio, negli anni ’30 l’esule sovietico per eccellenza, Lev Trockij, grande oratore e triumviro della rivoluzione d’Ottobre insieme ai grandi personaggi del comunismo russo e internazionale, entrò in contatto con Frida Khalo la pittrice messicana tra le più famose del panorama mondiale, una relazione della quale si sa poco ma che stupisce per la grande diversità dei due mondi, non tanto per la differenza tra Arte e Politica, lo stesso Hitler amava l’arte ed era un’artista, ma quanto più per la differenza sostanziale che v’è tra l’artista in quanto persona e il politico in quanto persona. Altro grande esempio di amore in questo scontro è l’amore per la patria e per il prossimo manifestato nel capolavoro di indiscutibile bellezza del “Canto Generàl” di Pablo Neruda che scrive a favore del proletariato e del povero Sud America delle decadi centrali del novecento, lo stesso Neruda avrà una vita tormentata dalla politica in quanto cileno, egli infatti sarà prima senatore poi esule sotto la dittatura di Pinochet. Insomma la lotta tra Arte e Politica è sempre esistita e sempre esisterà, come detto prima entrambe viaggiano su livelli diversi anche se ci possono essere dei punti d’incontro in maniera positiva o negativa come nei casi sopra elencati, di sicuro sarà sempre difficile sapere da che parte schierarsi, entrambe hanno una propria libertà ideale e morale e pertanto non ci potrà mai essere una parte giusta o sbagliata verso la quale voltarsi, siamo diversi e diversamente scegliamo da che parte stare, io, dalla mia, preferisco stare dalla parte dell’Arte, chissà forse c’è più libertà nella creatività che nella razionalità o viceversa.

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