“Billie Jean” e “Bad” di Michael Jackson: esaminiamo gli stili di attaccamento nelle relazioni sentimentali

Qual è il miglior modo per trattare di un argomento psicologico se non attraverso collegamenti con la musica? In questo articolo analizzeremo i diversi stili di attaccamento mediante le più famose canzoni di Michael Jackson: “Billie Jean”, “Bad” e “Dirty Diana”.

 

Tra gli argomenti più interessanti della psicologia è doveroso segnalare quello concernente gli stili di attaccamento nei bambini. La teoria dell’attaccamento è stata formulata da uno psicologo inglese chiamato Bowlby. Egli dimostrò che l’uomo, una volta raggiunta l’età adulta, costruisce e organizza la propria vita affettiva in base ai passati legami di attaccamento, evidenziando il ruolo che le relazioni della prima infanzia hanno nel predire il successo delle relazioni sentimentali future. Essendo un tema tanto complesso quanto affascinante, si è deciso che in questa sede verrà affrontato tramite la considerazione e il confronto con diverse canzoni come “Bad”e “Billie Jean”, frutto del genio del Re del Pop, Michael Jackson.

Legame di attaccamento e stile di attaccamento

Il maggiore studioso del tema dell’attaccamento è l’inglese Bowlby, il quale fornisce come definizione programmatica del termine quella che segue: “connessione psicologica duratura tra esseri umani”. Di impronta etologica, egli afferma che i bambini presentano un innato bisogno di formare un legame di attaccamento con un caregiver (un individuo che ha accettato la responsabilità di prendersi cura di un altro individuo). In termini darwiniani, si tratta semplicemente di una risposta evoluta che accresce le possibilità di soppravivenza di un infante. L’attaccamento è la propensione a cercare la vicinanza protettiva di un membro della propria specie quando si è vulnerabili ai pericoli ambientali. La tendenza all’attaccamento è attiva per tutta la vita, tuttavia  è particolarmente accentuata all’inizio dell’esistenza. È chiaro che cure attente e amorose permetteranno al bambino di sapere che gli altri lo aiuteranno quando sarà in difficoltà e di diventare sempre più fiducioso in se stesso e negli altri. È altrettanto evidente però che quando al comportamento di vicinanza di un bambino si risponde con riluttanza, egli manifesterà un attaccamento ansioso e diventerà apprensivo e preoccupato. In un altro caso, se chi accudisce il bambino lo respinge attivamente, egli svilupperà uno schema di comportamento in cui l’intervento di quella persona compete con il desiderio di prossimità e di cure, e il comportamento di collera tenderà a diventare dominante.

Secondo le affermazioni di Bowlby, è possibile capire come l’amore presente all’interno di una coppia possa essere riconducibile all’amore che lega un bambino alla madre, e come il rapporto madre-bambino può spiegare l’amore tra persone adulte.

Bowlby, attraverso un singolare metodo di osservazione chiamato “Strange Situation”, definisce tre stili di attaccamento:

  • Pattern A: attaccamento insicuro evitante
  • Pattern B: attaccamento sicuro
  • Pattern C: attaccamento ansioso ambivalente

Nei seguenti paragrafi analizziamo nello specifico ciasciun tipo di pattern di attaccamento con l’aiuto di diverse canzoni di Michael Jackson: per descrivere l’attaccamento insicuro evitante ci serviamo di “Billie Jean”, per descrivere l’attaccamento sicuro ricorriamo a “Bad” e per descrivere l’attaccamento ansioso ambivalente ci valiamo di “Dirty Diana”.

 

L’attaccamento insicuro evitante e “Billie Jean”

I bambini che esperiscono per tutto il primo anno di vita una madre insensibile ai loro segnali, che rifiuta il contatto fisico quando il bambino ha paura o si fa male, formano con la “figura allevante” un legame di attaccamento di tipo ansioso-insicuro. La madre di un bambino che presenta questo tipo di attaccamento non è in grado di rispondere ai suoi bisogni. Il bambino si sente dunque rifiutato dalla figura di riferimento e teme costantemente il rifiuto delle altre persone pur cercando l’approvazione degli altri per colmare il proprio vuoto. Si tratta di un tipo di legame che a causa delle singolari modalità di risposta del bambino alla separazione e alla riunione con la madre viene definito in termini di attaccamento evitante o distaccato.

Tali bambini, nel momento in cui vengono lasciati da soli, non lamentano nessuno sconforto, preoccupazione o tristezza. Esibiscono un eccesso di autonomia e concentrazione su specifici compiti, non mostrano rabbia e non intendono in nessun modo mostrare alla madre il proprio dolore che segue la separazione dalla stessa. Si mostrano generalmente distaccati e si mantengono a distanza da lei evitando il contatto visivo e fisico. Più approfonditamente possiamo specificare che al momento della separazione dalla madre il bambino non protesta, non cerca di seguire la madre e non piange, si diletta anzi a esplorare la stanza in cui si trova e i giochi che lo circondano. Nel momento in cui il piccolo e la madre si riuniscono, il bambino evita attivamente la sua caregiver o figura di attaccamento (FDA): non accoglie il suo invito all’abbraccio, continua indisturbato a giocare e le volta le spalle. Se viene preso in braccio può irrigidirsi, allontana le sue braccia dal corpo della madre e se messo a terra volge la sua attenzione a tutto ciò che gli circonda (compreso l’ambiente inanimato) ma non alla madre. Non sono presenti segnali di stress e il bambino è competente ma privo di affetti.

Gli individui che rientrano in questa categoria, e che dunque sono insicuri ed evitanti descrivono le loro relazioni adulte e sentimentali come basate sulla paura dell’intimità, sulla gelosia e su alti e bassi profondi. Essi ritengono che l’amore romantico sia impossibile da trovare e che nessuno si possa realmente innamorare di loro, inoltre ritengono che l’amore non sia un elemento che renda felice e soddisfatto un individuo. I soggetti evitanti diventati adulti infine riportano comportamenti freddi e rifiutanti da parte delle madri e una relazione quasi inestistente tra i genitori.

Il prototipo di attaccamento insicuro evitante è facilmente rintracciabile nella canzone che ha portato Michael Jackson a vincere un Grammy come miglior canzone R&B e miglior performance vocale nel 1984: “Billie Jean”.

Nonostante sia impossibile scandire quanto una canzone sia risultato di creatività o sia basata su esperienze personali, si può sostenere a ogni modo che da alcuni versi della canzone è possibile notare un individuo che sfugge dalle proprie responsabilità. Esempi di versi (tradotti!) che trattano di questo tema sono “Billie Jean non è la mia amata, è solo una ragazza che dice che sono il suo unico interesse”,  “lei dice che sono l’unico, ma il suo bambino non è mio figlio” e “mi ha mostrato una foto di un bambino che piangeva, aveva i miei stessi occhi, ma quello non è mio figlio”. Da queste lyrics traspare dunque un tipo di attitudine comportamentale evitante e insicura: il soggetto non solo è distaccato dai bisogni della partner, anzi, addirittura li rifiuta e li nega: è disposto anche ad andare contro ciò che è ovvio pur di difendere la propria prospettiva e visione. Infatti, secondo gli studi di Shaven e Hazan i soggetti con attaccamento evitante sono soggetti a vivere la sessualità in modo promiscuo e mantengono una distanza emotiva. Inoltre l’evitamento è correlato all’utilizzo del sesso come strumento per manipolare l’altro ed esercitare con controllo su di esso.

L’attaccamento sicuro e “Bad”

I bambini che nei primi dodici mesi di vita esperiscono una madre responsiva alle loro richieste e sensibile ai loro bisogni di protezione formano con essa un legame di attaccamento sicuro. Questi bambini in caso debbano separarsi dalla madre, esprimono il loro sconforto ma in seguito sono in grado di esplorare attivamente l’ambiente circostante in quanto sono coscienti del fatto che possono contare sul sostegno della madre in caso di necessità.

Nella Strange Situation menzionata nel primo paragrafo dell’articolo, al momento della separazione il bambino protesta vivacemente piangendo, dirigendosi verso la porta e rifiuta di farsi consolare da altri individui che non siano la madre. Al momento della riunione con quest’ultima, il bambino si calma quasi immediatamente e accoglie l’abbraccio della stessa FDA. In altri termini, mostra di volere la vicinanza della madre e ottiene conforto dalla presenza e dall’intimità con essa.

Gli individui caratterizzati come Sicuri descrivono i loro amori come basati sulla fiducia e loro stessi come individui felici, soddisfatti e appagati. Sono in grado di accettare aiuto di buon grado e offrire aiuto al loro partner anche nel caso in cui questo abbia commesso errori. Dagli studi di Shaven e Hazan emerge anche un altro dato rilevante: le loro relazioni sono stabili e durature, e presentano in media una durata di più di 10 anni. Gli individui Sicuri si mostrano consapevoli del fatto che le relazioni sentimentali possano presentare alti e bassi e molteplici fluttuazioni, ma non escludono che l’amore stesso possa poi raggiungere nuovamente l’intensità iniziale. Tutto ciò è il risultato del fatto che possiedono genitori caldi e affettuosi, rispettosi, non intrusivi e opprimenti, sia con i figli sia tra di loro.

Anche in questo caso, è doveroso ribadire come le nostre esperienze amorose da adulti dipendano veramente da come si è sviluppato il nostro legame di attaccamento nella prima infanzia e soprattutto nella qualità delle relazioni sperimentate nell’infanzia con i nostri genitori. Inoltre, l’attaccamento sicuro tra i partner che vivono esperienze sessuali rappresenta una precondizione necessaria affinchè l’esperienza sessuale possa essere vissuta in maniera libera e non conflittuale, come invece accade nell’attaccamento evitante e ansioso.

L’attaccamento sicuro può essere ritrovato in una delle canzoni più simboliche della fine degli anni ’80: “Bad”,  scritta da Michael Jackson e prodotta da Quincy Jones. Esempi di versi che trattano di questo argomento sono: “te lo dico chiaramente: mostrami il tuo volto in piena luce, ti sto dicendo come mi sento anchè se ferirà la tua mente” e ” ti do questa possibilità: conto fino a tre, dopo dovrai mostrami di che pasta sei fatta o lascio perdere”.

È chiaro che da questa iconica canzone traspare un individuo sicuro di sè e sicuro di ciò che vuole. Conosce i modi con cui la partner si comporta e sa come conquistarla. Non ha paura di dire ciò che pensa, anche se sa che questo può ferirla. Nel caso in cui abbia comportamenti scorretti, sa come riacquisire la fiducia della sua amata, e si mostra disponibile a mostare la sua vera natura. È possibile individuare questo stile di attaccamento anche in un’altra canzone di Micheal Jackson, chiamata “The Way You Make Me Feel”.

 

 

 

L’attaccamento ansioso ambivalente e “Dirty Diana”

I bambini che durante i primi mesi di vita esperiscono una madre imprevedibile nella risposta, ovvero propensa a manifestare un comportamento affettuoso quando non è il bambino a richiederlo ma quando è lei a sentire il bisogno di tale vicinanza e che in altri casi si mostra incline a rifiutare il contatto fisico quando il piccolo lo richiede, formano con la madre un legame di attaccamento di tipo insicuro-ansioso  che per i singolari comportamenti mostrati viene detto attaccamento ansioso-ambivalente.

I bambini Ansiosi Ambivalenti protestano vivacemente in seguito alla separazione dalla madre, piangono, non esplorano l’ambiente circostante se lasciati soli e al momento della riunione con la madre scaricano su di essa la rabbia che hanno accumulato dal momento in cui questa si è allontanata. Questo tipo di rabbia viene chiamata “rabbia disfunzionale”, secondo la quale manifestano l’ira soppressa al momento sbagliato. Quando desiderano essere confortati e consolati, all’offerta di consolazione respingono, o meglio rifiutano la madre manifestando così la loro ira per non aver potuto avere fiducia in lei. È presente inoltre un’analogia con i bambini Evitanti poichè anche gli Ansiosi tendono ad avere un comportamento organizzato e quindi dispongono di un focus attentivo preciso. Questo tipo di bambino focalizza la sua attenzione primariamente verso la madre: è frequentemente preoccupato per lei e tende a trattare dei propri problemi come legati alla relazione con la madre.

I bambini Ansiosi una volta diventati adulti si innamorano così facilmente da perdere la testa, ma analogamente agli individui Evitanti ritengono quasi impossibile trovare l’amore. Gli amanti Ansiosi riferiscono di una madre gradevole ma imprevedibile e di un padre ingiusto o assente, e una relazione calda e affettuosa tra genitori ma non tanto quanto quella degli individui Sicuri. Le persone con attaccamento ansioso vivono spesso l’amore come un’esperienza che implica ossessione e tendono ad interpretare l’attività sessuale come un termometro dello stato della relazione, e dunque diventa il modo per mostrare la propria vicinanza e il proprio affetto nei momenti di difficoltà al partner.

Una canzone di Michael Jackson non molto conosciuta tratta dell’attaccamento ansioso, ovvero “Dirty Diana”. Nella canzone notiamo come il cantante si sente disorientato rispetto alle intenzioni contradditorie della partner: ci sono dei momenti in cui lei vuole che lui sia nella sua vita, ma ci sono anche casi in cui lei si allontana da lui e non vuole che la relazione vada avanti. I versi che esprimono la situazione soprammenzionata sono “non mi fai mai restare, quindi togliti di torno, conosco ogni tua mossa, quindi lasciami stare” e “lei mi dice che va tutto bene e che posso fare ciò che voglio, ma anche che lei è ciò che voglio avere e di cui ho bisogno”. Quindi il soggetto lamenta la presenza scostante e i mixed signals della partner, a seconda della situazione lei non lo ama e non si strugge veramente per lui, ma poi gli ricorda che senza di lei non può vivere.

Sono manifesti molteplici dati dai quali si evince che i modelli di attaccamento non sono necessariamente fissati durante la prima infanzia, ma sono plasmati da cambiamenti derivati dall’ambiente, dall’influenza dei pari e da istituzioni sociali. Finora sono stati esplicitati gli stili di attaccamento soprammenzionati, ma sicuramente ne verranno delineati molti altri, perchè la scoperta in psicologia (così come in altre discipline) rappresenta un viaggio infinito, e non vediamo l’ora di esserne partecipi non solo adesso ma anche in futuro.

 

 

 

 

 

 

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