Aumento del prezzo del petrolio: scopriamo come mai è così importante in economia internazionale

Il petrolio continua ad essere senza dubbio una delle materie prime più importanti nell’economia odierna a livello globale e la sua produzione influisce largamente sugli assetti nazionali e internazionali.

La traduzione letteraria di petrolio sarebbe “olio di roccia” (dal latino petra, ovvero pietra, e oleum, ovvero olio) e risulta essere largamente utilizzato in molteplici settori produttivi. Scopriamo come mai esso è così importante, alla luce dei recenti avvenimenti che lo prendono in causa.

Che cos’è il petrolio

Il petrolio, detto anche oro nero, è un combustibile fossile. A livello di composizione chimica, esso appare costituito prevalentemente da idrocarburi, composti organici formati a loro volta da atomi di carbonio e idrogeno. Ad oggi, è considerato la forma primaria di energia combustibile e viene estratto da appositi giacimenti situati nella porzione superiore della crosta terrestre, con la denominazione di greggio, per poi subire una successiva lavorazione e raffinazione. La ricchezza che gli viene attribuita è determinata dal fatto che si tratta di una risorsa limitata ma versatile nel suo utilizzo, difatti riveste un ruolo cruciale nelle economie moderne. A seconda del luogo di estrazione e del trattamento subito, il petrolio si distingue in differenti categorie. In generale,  troviamo il Brent, che viene estratto nel mare del Nord,  e il WTI, ossia West Texas Intermediate, che viene estratto nel sud degli Stati Uniti d’America. Entrambi vengono generalmente utilizzati per la raffinazione del carburante per auto (benzina e gasolio). La differenza di prezzo tra i due è definita dallo spread Brent/WTI, che viene influenzato dalle dinamiche di domanda e offerta ma anche da fattori geopolitici. Ad esempio, un cambiamento politico nella regione del Nord America, avrebbe influenze rilevanti sul WTI rispetto al Brent, portando ad un aumento di tale spread. O ancora, la pandemia del Covid-19 ha definito un impatto particolarmente pesante sul greggio statunitense, facendo arrivare il suo prezzo al barile addirittura in negativo.

L’importanza del petrolio nel mondo

In linea generale, i principali paesi produttori di petrolio sono Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia, seguiti poi da Canada, Cina, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Brasile, Iran e Kuwait. Secondo alcune ricerche del 2019, solo gli Stati Uniti riuscivano a produrre 19,51 milioni di barili al giorno. Nel 2020 invece, vediamo in vetta il Venezuela, con la produzione di 304 miliardi di barili, seguiti da Arabia Saudita, produttrice di 298 miliardi di barili. Nel 1960 inoltre, è stata fondata l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC), che dal 2019 conta 14 membri. Dall’unione di tali paesi è derivato un cartello economico orientato a facilitare le pratiche di negoziazione con le campagne petrolifere in riferimento a produzione, prezzi e concessioni. Attualmente la sua sede è a Vienna, e i suoi membri controllano congiuntamente circa l’80% delle riserve mondiali (accertate) di petrolio. Parallelamente, nel 1968 e nel Kuwait, è stata fondata l’Organizzazione dei paesi arabi esportatori di petrolio (OAPEC), che vuole coordinare le politiche energetiche dei paesi arabi membri dell’OPEC. Innanzi tutto, l’OPEC agisce affinché si possa mantenere una certa stabilità dei prezzi di tale materiale, intervenendo nella coordinazione della sua produzione negli Stati membri agendo sulle quote. Al contempo, intende adeguare l’offerta del petrolio con l’obiettivo di fronteggiare sia le eccedenze che le carenze, contrastando così la volatilità del prezzo del petrolio a livello internazionale. È inoltre importante sottolineare che Brent e WTI sono scambiati sul New York Mercantile Exchange e sull’Intercontinetional Exchange, dove sono quotati.

Aumento del prezzo del petrolio: la situazione attuale

Secondo alcuni dati dell’8 marzo scorso, la corrente guerra fra Russia e Ucraina sta continuando a determinare un aumento del prezzo del petrolio. Il WTI ha registrato infatti un incremento dell’8% e il Brent del 6,5%. A tal proposito, Joe Biden, Presidente degli Stati Uniti, ha sottolineato l’importanza per il proprio paese di raggiungere uno stadio di completa autosufficienza in merito energetico. Ha inoltre ufficializzato un embargo sulle importazioni di petrolio e gas naturale provenienti dalla Russia, una posizione favoreggiata dal Primo Ministro inglese Boris Johnson, che ha affermato la volontà nazionale di ridurre a zero le forniture energetiche provenienti dalla Russia. Nel frattempo, alcuni paesi, soprattutto quelli appartenenti alla sfera europea, dimostrano di avere una maggiore dipendenza dalla Russia in termini di approvvigionamento di questo bene, motivo per cui si sta avviando una mobilitazione finalizzata all’ottenimento di ulteriori fonti energetiche. Come riflesso, l’aumento del prezzo del petrolio ha comportato ripercussioni sull’innalzamento del costo della benzina e del gasolio, che secondo molti continuerà ad incrementare. Tale realtà si rivela preoccupante a livello economico e nella stessa vita quotidiana, mettendo a rischio molteplici posti di lavoro impegnati in occupazioni collegati all’utilizzo del carburante. L’Associazione produttori pesca di Ancona ha ad esempio organizzato una settimana di scioperi, con l’obiettivo di sensibilizzare il governo rispetto all’incremento del prezzo del gasolio e la conseguente impossibilità di poter continuare a soddisfare la domanda di produzione.

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