Aspettando l’uscita di Dune 2: il grande verme delle sabbie esisterebbe anche sulla Terra

Dall’arabo “cosa eterna”, Shai – Hulud è il simbolo della celebre sega di Frank Herbert che tornerà al cinema a Novembre.

Il verme delle sabbie, chiamato Shai – Hulud dalle popolazioni Fremen, è il simbolo del pianeta Arrakis. Nonostante sia un luogo desertico e inospitale, è anche l’unico ambiente dove viene raccolta la spezia, una droga prodotta direttamente dai sandworms e fortemente rischiesta per le sue possibili applicazioni.

Chi è Shai – Hulud

Venerati come divinità della terra, i vermi delle sabbie che abitano i deserti fantascientifici di Arrakis, sono anche chiamati “I grandi padri del deserto” o “I vermi che sono dio”. Sono colossali organismi dai lunghi denti aguzzi, caratterizzati da una forte aggressività e da una spiccata territorialità.

Il loro nome scientifico è Geonemotodium arraknis (o anche Shaihuludata gigantica) e hanno molte caratteristiche in comune con i lombrichi terrestri (nonostante siano decisamente più piccoli) e le lamprede (nonostante siano organismi acquatici). Le dimensioni sono variabili e, in media, arrivano fino ad una lunghezza di quattrocento metri e un diametro di quaranta.

Grazie alla loro incredibile resistenza, questi potenti predatori hanno ben pochi rivali. Sono immuni dal calore, anche quello estremo, e ogni segmento metamerico del loro corpo ha vita propria. Per ucciderli, sembra infatti che le uniche strategie potenzialmente efficaci siano le armi atomiche o scosse di folgorazione, ripetute in ogni singola loro parte. L’acqua è inoltre un cruciale punto debole, ma non una minaccia abbastanza reale da rappresentare un pericolo: Arrakis è infatti un pianeta quasi totalmente desertico, e quindi arido.

La dieta di questi giganteschi vermi non è particolarmente variegata: si nutrono di resti inorganici, che trovano nella sabbia, e di rocce, che raschiano con i denti affilati. L’aspetto fondamentale del loro ciclo vitale è il loro stadio larvale: sono infatti i cuccioli a produrre la spezia, sostanza usata come droga con effetti di preveggenza e proprietà geriatriche.

Anellidi e Lamprede

Il termine Anellide indica il più grande phylum di animali metamerici. La peculiare caratteristica di questi organismi è la metameria, ovvero una suddivisione seriale del corpo, sia esternamente che internamente. Per esempio, a questa classe appartengono sia i lombrichi (Oligocheti) che le sanguisughe (Irudinei).

La similitudine tra i vermi delle sabbie di Frank Herbert e gli Anellidi non è affatto casuale. Sono infatti entrambi animali segmentari caratterizzati da una metameria in quasi tutte le parti corporee, compreso il sistema nervoso. Oltre a questo aspetto comune, entrambi (anche se non tutti gli anellidi sono terrestri) abitano il suolo (o i fondali) e si muovono sommariamente nello stesso modo: contraggono longitudinalmente e circolarmente i muscoli di ogni metamero.

L’ordine dei Petromyzontiformes comprende un gruppo di organismi acquatici comunemente noti come petromizonti o lamprede. Nonostante siano simili alle anguille, questi animali sono privi di mandibola e mascella (fanno parte del super classe Cyclostomata) e sono quindi definiti agnati.

Nonostante vivano in acqua e siano dei parassiti, Frank Herbert ha preso spunto dalle lamprede grazie alla loro caratteristica bocca. L’apparato boccale è infatti a ventosa e pieno di denti, disposti in uno schema concentrico. É proprio questa la similitudine tra i vermi della sabbia dell’universo di Dune e le lamprede della nostra Terra: la disposizione circolare dei denti affilati.

Il verme della morte terrestre

Di che cosa tratta la Criptozoologia? Ce lo spiega il verme della morte della Mongolia, un animale leggendario che, secondo alcuni, vivrebbe nel deserto del Gobi. La sua esistenza, fino ad ora, non è mai stata testimoniata e, nonostante sia stato cercato in lungo e in largo da esploratori e zoologi, nessuno è mai riuscito a fotografarlo o a vederlo con i propri occhi.

Secondo le tribù della Mongolia, il suo nome sarebbe Allghoi Khorhoi, tradotto letteralmente in “Il verme intestino” o “Il verme intestinale”. Viene descritto come una sorta di lombrico, spesso quanto un braccio umano, lungo approssimativamente un metro, dal colore rosso acceso e rassomigliante l’intestino di una mucca. Vivrebbe, proprio come Shai – Hulud (anche se non su Arrakis), sotto la sabbia, nel deserto mongolo meridionale, al confine con la Cina.

La sua particolarità, nonostante non sia di certo in grado di produrre la tanto agognata spezia e non sia nemmeno venerato come un dio, sarebbe, perlomeno stando a quello che dice il folklore mongolo, quella di poter uccidere le sue prede (tra cui anche l’uomo), con un veleno mortale o una scarica elettrica. Sputerebbe infatti acido solforico anche da lunghe distanze.

Nonostante non ci siano testimoni oculari diretti della sua apparizione, l’animale incute timore nelle popolazioni mongole, le quali evitano addirittura di pronunciare il suo nome ad alta voce, per scongiurare sventure o sfortune. I popoli indigeni sospettano, infatti, che anche solo toccarlo provochi la morte istantanea in atroci sofferenze.

Per essere ancora più specifici, un’altra similitudine tra il verme intestino e il verme delle sabbie di Dune sarebbe quella di viaggiare sottoterra, formando onde sulla sabbia ai rispettivi passaggi.

I vermi delle spiagge

Ci sono vermi terrestri, di cui si ha una vera documentazione, che vivono sotto la sabbia? La risposta è sì, e ora li conosciamo!

I vermi da spiaggia australiana, a differenza del verme della morte del Gobi, sono decisamente reali e molto più numerosi di quello che si potrebbe sospettare.

Comunemente chiamati beachworms, questi animali si trovano nelle zone della battigia australiana. Anche loro sono anellidi e vivono completamente immersi nella sabbia del bagnasciuga, allungandosi di poco, solamente se attratti dal cibo. Sono animali onnivori che scavano la sabbia cercando alghe e materia organica. Posso arrivare a misurare anche più di due metri e sono spessi quasi quanto un dito. Sono generalmente presi di mira dai pescatori, per essere usati come esche da pesca.

Nel mar Mediterraneo, e in generale nei mari non troppo freddi, si trovano invece i vermi Bobbit (Eunice aphroditois). Anche questi organismi sono dei vermi che passano la loro vita nascosti nel sedimento sabbioso, lasciando fuori solamente la testa. Con le loro antenne avvertono l’arrivo di una preda e, con la faringe estroflessibile, uccidono e divorano anche piccoli pesci. Oltre ai loro colori brillanti, gli esemplari di questa specie sono anche in grado di secernere un veleno anestetizzante.

A questo link, la cattura di un verme della sabbia australiano: https://vm.tiktok.com/ZGJ4MUpG9/

Un paio di curiosità

Da quanto è stato detto, il caro Shai – Hulud di Arrakis, è in grado di produrre una droga con particolari caratteristiche, la spezia. La domanda che viene ora da porsi è: esiste un animale in grado di secernere o produrre un qualche tipo di droga per gli uomini? La risposta, che potrebbe sembrare sorprendente, è sì.

Incilius alvarius, un anfibio che vive nel deserto di Sonora, di fatto, è in grado di produrre sostanze allucinogene, tra cui la bufotenina, contenuta anche nella Amanita muscaria. In particolare, questa molecola ha effetti psichedelici che, in una persona, possono anche durare una trentina di minuti. Le popolazioni indigene ne fanno largo uso, sopratutto durante la caccia e per gli effetti sbalorditivi che provoca al corpo. Da ultimo, e non per importanza, le secrezioni di questa grossa rana potrebbero avere delle implicazioni in medicina, nonostante non siano ancora state legalizzate o testate.

Per concludere, va anche citato un gruppo musicale statunitense metalcore che si chiama proprio Shai – Hulud, in richiamo al grande verme della sabbia di Dune.

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