Asia Argento è stata una delle prime attrici ad accusare Harvey Weinstein di molestie ed a qualificarsi per questo come figura di spicco del MeToo movement, eppure ora è accusata di stupro.

Nell’ottobre del 2017 raccontò come durante la carriera da attrice avesse subito diverse violenze e vessazioni, tra cui quelle di Harvey Weinstein (ripetutesi negli anni) e di un altro regista statunitense, che le avrebbe somministrato droghe da stupro. Da quel momento è diventata una leading figure nell’industria cinematografica, battendosi contro gli abusi, in particolare nei confronti delle donne.

E’ diventato virale il suo discorso a Cannes in cui afferma, guardando il pubblico, “You know who you are and you will be held accountable for it”- sapete chi siete e sarete responsabili di ciò-. Alla luce delle nuove accuse, è spontaneo chiedersi se non si riferisse anche a se tessa, infatti nello stesso periodo negoziava i dettagli del suo accordo con la presunta vittima.

A scatenare lo scandalo è Jimmy Bennett, un attore statunitense. Nel primo film che ha girato con Asia Argento – “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa“- aveva sei anni ed interpretava il figlio della stessa. Da quel momento l’ha sempre indicata come sua mentore e figura materna, mentre la stessa Argento l’ha definito il suo figlio perduto.

Eppure, durante un incontro tra i due nell’hotel nel quale alloggiava al tempo la regista, Bennett sostiene- nell’intervista raccolta dall’avvocato di Weinstein- che questa gli abbia somministrato dell’alcol, gli abbia letto alcune lettere che aveva scritto per lui e poi l’abbia spogliato e costretto a fare alcune foto dopo il rapporto sessuale. A quel tempo l’attore aveva 17 anni, mentre la Argento 37.

Foto di Jimmy Bennett e Asia Argento pubblicata dalla stessa il giorno del presunto stupro.

Secondo l’avvocato del ragazzo, la minaccia di azione legale è stata fatta cinque anni dopo, quando è diventato insopportabile vedere la sua stessa carnefice ergersi a vittima per eccellenza, la quale in seguito ha accettato di patteggiare alla cifra di 380.000 dollari. Altri, invece, sostengono che il tempismo sia dovuto al fallimento di Bennett come attore, caduto da tempo nel dimenticatoio.
Da quando il NYT ha pubblicato la notizia, nè gli avvocati di Asia Argento, nè la stessa, hanno rilasciato dichiarazioni. Eppure molti altri non hanno mancato di farlo.

Per primo, l’avvocato di Weinstein ha indicato i documenti mandati al New York Times come l’ulteriore prova che le dichiarazioni di Asia Argento sono false, ribadendo non solo che il rapporto tra lei e Weinstein sia stato consensuale, ma anche che si sia trattata di una vera e propria relazione.

Mentre Tarana Burke, fondatrice del movimento, ha scritto in merito che il MeToo movement comprende anche “giovani ragazzi coraggiosi”, mostrando supporto verso Bennett. Ha continuato ribadendo che la violenza sessuale non riguarda il genere, ma il potere ed il privilegio: “sexual violence is about power and privilege. That doesn’t change if the perpetrator is your favorite actress, activist or professor of any gender.”

In molti in queste ore stanno utilizzando la notizia per screditare il movimento e per rovinare il duro lavoro che è stato fatto dagli attivisti, e proprio per questo è necessario sottolineare che Asia Argento è un individuo, un essere umano, e proprio per questo imperfetto, tanto da poter essere perfino colpevole di stupro.

Ciò non toglie il suo essere stata vittima a sua volta, tantomeno sminuisce il messaggio in sé. Il movimento, infatti, è sì composto da singoli individui, ma costituisce più della somma delle sue parti: può avere un impatto che questi singoli a sé stanti non potrebbero mai avere, può influenzare la cultura e la percezione della realtà. Tanto più che Asia Argento è soltanto uno dei volti della campagna: Tarana Burke, Alyssa Milano, Uma Thurman, Gwyneth Paltrow e tanti altri si sono distinti per il loro coinvolgimento nel movimento. Il valore degli effetti positivi della campagna non deve essere intaccato dal comportamento -presuntamente- ipocrita di un sostenitore.

Anzi, è sempre più chiaro che abbiamo bisogno di questo messaggio ora più che mai: lo stesso Bennett è visto come un codardo o perfino un ingrato, per essersi “lamentato” del sesso orale ricevuto dalla Argento.

Viviamo in una società che non accetta, in larga parte, che un uomo possa essere vittima di una donna e che una donna possa non apprezzare le avances di un uomo, soprattutto se questo è potente. Proprio per questo motivo abbiamo bisogno di persone che siano tanto coraggiose da ribellarsi quando gli è intimato di fare silenzio e di denunciare qualsiasi tipo di imposizione o abuso, da chiunque questo sia perpetrato.

Per ora, le autorità della California stanno indagando sul caso, per capire se vi sia stato o meno un crimine.

Non resta che attendere che la stessa Asia Argento rompa il silenzio.