Ascesa e declino di Alessandro Malaspina: vediamone le sorti dal viaggio intorno al mondo all’incarcerazione

Il caso di Malaspina rappresenta la prova che più in alto si arriva, più lo schianto sarà forte.

Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Alejandro_Malaspina#/media/File:MalaspinaRouteMap.png

Alessandro Malaspina (1754-1810). rampollo di una famiglia nobile della Lunigiana, in Toscana, seguì in Spagna il vicerè di Sicilia, suo zio, entrando nell’Armada spagnola. Capitano di una spedizione navale dai grandi successi, venne condannato ingiustamente a dieci anni di carcere.

La spedizione

Abile uomo di mare, Malaspina maturò notevole esperienza sulle navi spagnole, riuscendo a convincere la corona della fattibilità di un viaggio intorno al mondo. Lo scopo era quello di ottenere più mezzi economici possibili per mettere in piedi una ricognizione scientifica dei luoghi di interesse spagnolo. Il 30 luglio 1789 le navi Descubierta e Atrevida salparono da Cadice con a bordo naturalisti, pittori e cartografi con a disposizione numerosi strumenti scientifici ed una fornita biblioteca. Il 20 settembre Malaspina si trovava già a Montevideo, le ricerche scientifiche potevano adesso avere inizio. 

Avvalendosi dei consigli di scienziati del calibro di Lazzaro Spallanzani e Joseph Banks, cercò di rendere le proprie osservazioni le più complete possibili. I suoi interessi spaziavano dalla storia – politica, economica e sociale – all’antropologia, passando per gli studi naturalistici e mineralogici. Una volta arrivato in Patagonia, fece particolare attenzione al popolo dei “piedi grossi”, così chiamati dagli spagnoli per la loro pratica di avvolgersi i piedi con peli di guanaco. La sua troupe scientifica studiò gli usi e costumi dei Patagoni, abbattendo le credenze popolari che tendevano a demonizzarli a causa della loro diversità.

Superato Capo Horn, seguì a nord la costa americana, valutando all’altezza di Panama, la fattibilità di realizzazione di un canale che tagliasse l’istmo. La Descubierta e la Atrevida a quel punto puntarono sulla ricerca del tanto adirato passaggio a nord-ovest, una rotta navale che collegasse i due oceani attraverso il difficile arcipelago artico canadese. Nel Pacifico la spedizione si impegnò a migliorare la cartografazione delle isole esplorate da Cook, rafforzando la presenza spagnola nella regione per fini commerciali. Il 21 settembre 1794, Malaspina fece ritorno a Cadice con tutte le informazioni raccolte nel corso degli anni, ma nonostante la loro importanza sul piano scientifico, intervennero ragioni politiche a non divulgarne i risultati.

Fernando Brambila, 1875, Le corvette Descubierta e Atrevida in rada a Samar (Filippine).

I viaggi scientifici nel ‘700

Il viaggio condotto da Malaspina si inserisce in un più ampio panorama europeo, che vede gradualmente un cambio di prospettive in questo ambito. Prima di arrivare al nocciolo della questione conviene fare un breve excursus storico per rendere ancora più evidente quanto il concetto di viaggio cambi in età moderna.

A partire dal XV° secolo, gli europei si trovarono di fronte la possibilità di attraversare l’Oceano Atlantico, fino a quel momento visto come ostacolo. Di fronte a spazi nuovi, le scoperte di continenti e di innumerevoli isole si susseguirono per secoli. Le maggiori potenze europee misero in piedi spedizioni su spedizioni per accaparrarsi questa o quell’isola per fini commerciali. Fu un’epoca, quella delle scoperte geografiche, dettata da una irrefrenabile sete di esplorazione, sottomettendo e sfruttando le popolazioni indigene.

A mettere fine all’età delle scoperte furono i tre viaggi intorno al mondo dell’inglese James Cook, che riuscì a carpire quasi ogni segreto del Pacifico. D’altronde fu anche Malaspina a rendersi conto che rimaneva ben poco da scoprire, bisognava piuttosto puntare sulla conoscenza di quelle terre lontane, incentivando le ricerche scientifiche. A partire dunque dal XVIII° secolo, l’Illuminismo dette una forte spinta in questo senso. La capacità degli intellettuali di osservare l’osservabile, portò l’attenzione verso svariati temi come abbiamo visto, a cui va aggiunto il rinnovato interesse verso l’antico con la nascita dell’archeologia come disciplina. 

Olivier van Deuren, Giovane astronomo, ca.1685, National Gallery, Londra.

Carcere ed esilio

Abbiamo iniziato con il trattare l’apice della sua carriera, ma i risultati conseguiti grazie alla spedizione non gli garantirono la fama che si meriterebbe. Di ritorno a Cadice nel 1794, Malaspina, si trovò di fronte una situazione ben diversa rispetto alla sua partenza nel 1789. L’Europa venne scossa dalla Rivoluzione francese, adesso sul trono di Spagna sedeva il debole Carlo IV, che nominò come proprio favorito lo spregiudicato primo ministro Manuel Godoy. 

Il viaggio di Malaspina aveva reso chiaro lo stato di declino dell’Impero, convincendolo che si dovesse riformare la monarchia spagnola. La sua reputazione in ambito scientifico non bastò per farsi prendere in considerazione dal primo ministro, Godoy divenne così l’ostacolo maggiore alla ripresa della Spagna. Malaspina allora stilò un progetto di riforma che prevedesse la sostituzione di Godoy con il duca d’Alba, proposta da far recapitare ai sovrani tramite intermediari. Tuttavia il piano venne intercettato e usato per accusarlo di favorire l’insorgere di una repubblica giacobina, cavalcando l’onda rivoluzionaria francese. 

Condotto a processo, le non chiare accuse di Malaspina non trovarono delle concrete basi di appoggio, allungando i tempi di attesa per una decisione definitiva. Godoy avendo però il coltello dal lato del manico, rigirò la situazione a suo favore, il 20 aprile 1796 riuscì a condannarlo a dieci anni di incarcerazione in Galizia. Nel lungo periodo di privazione della libertà, si dette comunque da fare con la stesura di saggi frutto delle letture intraprese in carcere. Nonostante il divieto, mantenne vive le comunicazioni con i parenti rimasti in Italia, da cui ritornò nel 1802 una volta liberato grazie a Napoleone, il quale riuscì a tramutare la condanna in esilio. 

Anonimo, Ritratto di Alessandro Malaspina, XIX° secolo, Naval Museum of Madrid.

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