Anniversario della strage di Gioia Tauro: ricostruiamo la storia del riscatto meridionale

Strage di Gioia Tauro: era un afoso pomeriggio del luglio 1970 quando il treno Freccia del Sud con a bordo 200 persone andò incontro a un destino tragico nei pressi di Gioia Tauro.

Fortunatamente a rimetterci la vita furono solamente sei, mentre altri  settanta furono i feriti. In ogni caso il bilancio non fu positivo

L’evento tragico

L’episodio fu a meno una settimana dallo scoppio della rivolta di Reggio, che vide protagonisti  migliaia di cittadini, coordinati principlamente dal Movimento Sociale Italiano, intenti a protestare per la scelta di Catanzaro come capoluogo di regione. Il convoglio in un attimo si spaccò in due, con le prime cinque carrozze che rimasero in piedi e le ultime invece  deragliano in diverse direzioni, arrivando a impattare i pali dell’elettricità. Diversi furono gli episodi di sabotaggio alla rete ferroviaria dei giorni precedenti che fecero pensare a un collegamento con il deragliamento del treno. L’inchiesta  giudiziaria del Tribunale si chiuse senza un vero e proprio verdetto finale. Si indica l’attentato come una delle ipotesi  più plausibili, senza indagare sui responsabili e sul movente del gesto.

Gioia Tauro e l’ndustralizzazione del sud

L’area di Gioia Tauro venne designata come fulcro del piano di aiuti economici per il meridione e sede di una nuova centrale elettrica d a carbone mai realizzata. Avrebbe dovuto risolvere parzialmente il problema della disoccupazione del sud e avviare il processo di industrializzazione del mezzogiorno. A un periodo favorevole per l’economia caratterizzato dal noto ‘’boom economico’’ italiano, seguí una fase di depressione, con un aumento dei salari sostenuto dal socialismo. Le richieste furono  principali furono quelle di un aumento degli stipendi che portò a perdere la competitività con le merci straniere. Dopo una prima fase di aiuti grazie alla Cassa per il Mezzogiorno, oggi possiamo  tranquillamente affermare che si sia trattato di un progetto ambizioso e inizialmente parzialmente riuscito, ma alla lunga fallimentare, poiché incapace di riscattare un sud  ancorato per una buona parte al primo settore.

La ripartenza del sud

Il divario economico con il nord a differenza delle previsioni più ottimistiche non é ancora stato colmato, ma una serie di accorgimenti e innovazioni potrebbe rappresentare davvero un punto di svolta cruciale per il meridione. Per il prossimo futuro, approfittando anche dei fondi europei, l’obiettivo dovrebbe essere quello di un territorio che offra opportunità anche ai giovani, dotato di infrastrutture all’altezza, che sia frontiera dell’innovazione ma anche luogo di tutela di tradizioni millenarie, con un particolare occhio di riguardo al Mediterraneo. Ma, soprattutto, un Sud che sia il motore evologi dell’Italia, con le sue risorse naturali che certamente non scarseggiano. Sole e vento in primis, ma non solo. Questo significherebbe compiere un importante progresso, andando incontro anche alle generazioni future, combattendo il fenomeno dell’e­migrazione giova­nile, ormai un vero e proprio habitus del meridione.

 

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