Il Superuovo

Amnesty International compie gli anni e ci mostra l’importanza di tutelare le minoranze

Amnesty International compie gli anni e ci mostra l’importanza di tutelare le minoranze

Amnesty International compie 60 anni: numerose le battaglie combattute per difendere i diritti umani e denunciarne le numerose violazioni all’ordine del giorno

Sono moltissimi i cosiddetti ”prigionieri di coscienza” liberati nel mondo, soci attivisti in tutto il mondo e un Premio Nobel, frutto del duro lavoro e dell’impegno quotidiano dell’associazione.

La storia dell’associazione

Amnesty International in occasione del suo anniverario ha prodotto un docufilm con Rai3 e Blob, con filmati e repertori di campagne passate, che andranno in onda il 3giugno su Rai 3. L’origine dell’associazione risale però al lontano 28 maggio 1961, data in cuil’avvocato inglese Benenson avvio la prima campagna per liberare i prigionieri di coscienza. Si tratta di gente comune, che aveva espresso semplicemente la propria opinione e fatto valere i propri diritti, sotto dittature come quelle di Salazar. Si tratta di un grande impegno tutt’ora portato avanti, seguendo casi come quello dello studente egiziano all’Università di Bologna Patrick Zaki. Sono quindi più di 50.000 le donne e gli uomini liberati da A.I. Ogni diritto umano non può essere subordinato a dettami politici. Numerose sono anche le altre battaglie del XX secolo, sopratutto per quanto riguarda l’abolizione della pena di morte e delle torture. Alla definizioni di prigionieri di coscienza può essere aggiunta quella dell’attivismo contro la persecuzione per motivi etnici o di orientamento sessuale, o quella più generale del rispetto delle minoranze.

Attivismo nel nuovo millennio

Anche il nuovo millennio è stato caratterizzato da garnde attivismo e moltissime questioni ancora irrisolte. A caratterizzare gli anni 2000 è la lotta per la tutela dei diritti contro il terrorismo, soprattutto in seguito all’abbattimento delle Torri Gemelle. Ci furono poi forti disordini e violazioni a Genova in occasione del G8, che alimentarono un clima di rivolta, a cui A.I ha sempre risposto con  parole chiave come tutela, sicurezza e stabilità. Emblematico è dunque ciò che è successo alla scuola Diaz, con un bilancio di 100 feriti e forti problematiche sociali. A.I si schierò apertamente per inserire leggi aggiornate e maggiormente adeguate, come l’ introduzione del reato di tortura e di codici alfanumerici identificativi per la polizia, che hanno significato certamente un forte passo in avanti, anche semplicemente a livello di attivismo e impegno. Inoltre Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ci ricorda come tutt’oggi molti Paesi europei abbiano legislazioni inadeguate.

Storia delle minoranze

Si tratta di un tema molto delicato, che però recentemente sta acquistando sempre maggiore dignità, anche a livello non accademico. Si tratta di riscoprire il grande valore e contributo delle minoranze nella storia, che certamente sono state sempre ignorate. I tagli storiografici ed i programmi rigidi hanno portato ad ignorare eventi e dinamiche che certamente meriterebbero maggiore attenzione e sopratutto rispetto. Una rivoluzione culturale parte anche dallo studio e dal rispetto del passato. Cosaì l’attenzione si concentra asugli eventi passati in secondo piano, come le diaspore ebraiche, gli omosessuali e qualsiasi oggetto di discriminazione nel corso della storia. Si tratta di approfondire le proprie conoscenze ma allo stesso tempo entrare in empatia con le minoranze e riattualizzare e translare nel presente grandi temi e grandi difficoltà, con spirito critico e di analisi.

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