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Con il passare del tempo alcune emoji hanno assunto un significato sempre più ambiguo, nella maggior parte dei casi legato alla sfera sessuale. Fare attenzione alle emoji inviate e ricevute è certamente un buon modo per evitare brutte figure. Ci sono alcuni ambiti però che si basano su una comunicazione chiara, efficace e soprattutto senza ambiguità.

Nessuno di noi può più fare a meno di scrivere messaggi, chiamare ed inviare messaggi vocali. Applicazioni come Whatsapp sono diventate indispensabili nella vita di tutti i giorni, così come la comunicazione attraverso le emoji. Queste ultime molto spesso ci permettono di rendere facilmente un concetto, un pensiero o una frase e di risparmiare tempo nel farlo. Purtroppo però alcune di queste nel giro di pochissimo tempo presentano un doppio significato, oltre a quello palesemente manifesto. Molte emoji infatti hanno assunto dei doppi sensi o sono diventate estremamente ambigue a causa del diverso significato che ciascuno le attribuisce.

La pesca

Si tratta di un’emoji che, per l’appunto, rappresenta una pesca. Basta però fare un giro veloce tra gli hashtag di Instagram per scoprire che questo frutto viene sempre più spesso associato al fondoschiena (generalmente a quello femminile). Effettivamente guardandola bene potrebbe ricordare la forma di un sedere a causa della sua rotondità e della linea che divide a metà il frutto. Sembra però che la pesca fosse associata al fondoschiena già molto tempo prima della diffusione delle emoji.

Pesca
L’emoji della pesca.

Un aneddoto curioso in merito risale al 2016, anno in cui la Apple voleva modificare il design della pesca proprio per renderla meno fraintendibile e per restituirle il significato originale. Molti utenti però non hanno preso affatto bene la notizia, tant’è che sono riusciti a convincere la Apple a lasciarla così come la vediamo noi oggi, mentenendo quindi l’ambiguità.

La melanzana

L’utilizzo della melanzana supera addirittura l’uso della banana per indicare l’organo sessuale maschile. Sembrerebbe che questo simbolo oggi sia utilizzato più per il suo doppio senso che per il suo reale significato, stando a quanto riportato dal Dizionario del lessico erotico (UTET). L’aspetto particolare è che sono solo i giovani tra i 18 ed i 24 anni a cogliere il significato sessuale dell’emoji della melanzana e ad utilizzarla come tale.

Melanzana
L’emoji della melanzana.

La fiamma

L’ambiguità della fiamma è legata prevalentemente alla lingua inglese, in cui l’aggettivo caldo è traducibile con hot. A sua volta è usato come sinonimo di bollente dal punto di vista sessuale, diventando così il simbolo che indica l’essere sexy.

Il segno zodiacale del cancro

Agli appassionati di astrologia non sarà di certo sfuggita la somiglianza del segno zodiacale del cancro con due numeri, rispettivamente il 6 ed il 9. A rendere ancora più ambigua l’emoji in questione è il fatto che il 6 ed il 9 sono posti uno sopra l’altro e questo richiama una posizione sessuale molto nota, conosciuta come 69.

Le gocce di sudore

Le gocce di sudore sono rappresentate come tre goccioline che dovrebbero proprio ricordarci le ‘perle di sudore’. In situazioni particolari però queste innocenti goccioline possono essere trasformate in un intenso compiacimento sessuale. Non a caso infatti vengono utilizzare per indicare lo stato di lubrificazione degli organi sessuali sia maschili (prevalentemente) sia femminili, che precede l’eccitazione. Per riportare un’espressione di dictionary.com: ‘nei contesti sessuali, le emoji del sudore sono usate per rappresentare i fluidi sessuali‘.

Mani e dita

Le mani e le dita volevano richiamare la gestualità con la quale ciascuno di noi è solito esprimersi. Entrambe quindi rappresentano gesti che tutti noi utilizziamo più o meno quotidianamente quando ci esprimiamo verbalmente. Un’emoji che non avrebbe bisogno di tante spiegazioni potrebbe essere quella di una mano dove indice e pollice stanno per toccarsi, ma non lo fanno, come se volessero dare un pizzicotto. Potrebbe significare piccolo, perciò non c’è neanche bisogno di esplicitare quale portebbe esserne il doppio senso.

La lingua

Originariamente la lingua era ispirata a tutte quelle espressioni facciali durante le quali si è soliti tirare fuori la lingua. Non a caso infatti questa emoji doveva simboleggiare uno scherzo, una smorfia giocosa. Oggi però la lingua sembra aver perso il suo significato originale che è stato soppiantato da un decisamente più ambiguo. Per non scendere troppo nel dettaglio, limitiamoci a dire che il suo significato è strettamente correlato all’emoji che solitamente accompagna la lingua.

Altre ambiguità

Accanto a questi equivoci ed ambiguità che ci fanno sorridere, ce ne sono altre che invece dovrebbero seriamente essere prese in considerazione. Inoltre sembrerebbe che, in base al paese, ci siano doppi sensi diversi attribuiti alla stessa emoji. Per esempio in Inghilterra in quotidiano inglese The Sun nel 2017 ha sottolieanto l’esistenza di un codice emoji utilizzato dagli spacciatori per comunicare con i loro clienti senza correre alcun pericolo.

L’importanza di una comunicazione chiara ed efficace nella costruzione delle relazioni

Ci sono degli ambiti però nei quali la comunicazione non può essere né ambigua né sottindendere doppi sensi. Questo è particolarmente valido in ambito terapeutico, dove la comunicazione è alla base della relazione che si instaurerà tra il paziente ed il terapeuta. In generale più le relazioni sono positive più saranno fonte di benessere per entrambi i partecipanti. La relazione si basa sulla comunicazione che può essere sia verbale sia non verbale; naturalmente in base all’andamento della relazione la comunicazione si svilupperà di conseguenza. Per far sì che tutto ciò avvenga è necessario che entrambi i partecipanti alla relazione siano mossi da un desiderio costruttivo. In altre parole entrambi devono impegnarsi nel riconoscere l’altra persona come tale, cioè come un individuo portatore di un proprio mondo interiore che deve essere sempre rispettato sotto tutti i punti di vista.

Empatia, unipatia e simpatia

Gli stati d’animo sono fondamentali nella costruzione di una buona relazione perché inevitabilmente vengono portati all’interno di qualsiasi relazione. Questo processo si fonda su tre condizioni: l’empatia, l’unipatia e la simpatia. L’empatia è una capacità che ci consente di metterci nei panni degli altri, di comprendere i loro stati mentali e la loro sofferenza senza però caricarsene emotivamente. Nell’unipatia invece avviene il contagio emotivo, cioè i problemi dell’altra persone è come se diventassero anche i nostri. Infine la simpatia è una situazione in cui chi ascolta partecipa emotivamente alla sofferenza dell’altro.

Comunicazione
Una comunicazione chiara e senza ambiguità è alla base di una buona relazione terapeutica.

L’ideale in una relazione terapeutica sarebbe mantenere un approccio empatico perché ci consente di comprendere l’altro, ma senza prenderci il peso della sua sofferenza. In questo modo si riesce a mantenere la giusta distanza dall’altro che permette di essere il più oggettivi possibile, per poter delineare in modo chiaro il disagio dell’altro.

L’ascolto attivo

Sembra una banalità, ma ascoltare attivamente l’altro ed il suo racconto è fondamentale per poterlo comprendere. Si parla di ascolto attivo perché anche chi ascolta ha un ruolo attivo in quanto si sintonizza su quello che viene detto, restituendo dei feedback che dimostrano la sua attenzione a ciò che l’altra persona sta dicendo. Questi feedback possono essere di natura non verbale o verbale. I primi comprendono tutti quei gesti e comportamenti che indicano apertura verso l’altro, mentre i secondi comprendono diverse tecniche, come per esempio rispecchiare (ripetere quanto detto dall’interlocutore) e chiarificare (fare delle domande per capire meglio quanto è stato appena detto).

Alla base di una buona relazione terapeutica quindi deve esserci la capacità di comprendere l’obiettivo da raggiungere, il quale può essere dedotto solo a seguito di una comunicazione chiara e senza ambiguità. I discorsi ambigui infatti lascerebbero l’interlocutore con mille dubbi e perplessità, impedendogli di poter aiutare la persona che si sta rivolgendo a lui.

Martina Morello

 

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