Il simpatico ragazzo dai voluminosi capelli ricci che qualche anno fa saltava sul palco dell’Ariston ringraziando il cielo per averci donato Carla Bruni, adesso si è tramutato in un tranquillo e profondo poeta barbuto colmo di voglia di emozionare e di commuovere. Con “Abbi cura di me”, Simone Cristicchi regala al pubblico italiano un vero e proprio inno alla vita rivolto, come dichiarato dall’artista, a tutte quelle persone che hanno voglia di rimanere sensibili all’intrinseca bellezza dell’esistenza. Alla maniera dei poeti romantici, tramite similitudini e metafore, il cantante romano è in grado di evocare immagini oniriche di rara raffinatezza ed efficacia e di riflette su grandi temi quali la ricerca della felicità, il superamento del dolore e la voglia di condividere la vita con qualcuno.

«To see a world in a grain of sand
And a heaven in a wild flower,
Hold infinity in the palm of your hand,
And eternity in an hour.»
«Per vedere un mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvatico,
Tieni l’infinito nel palmo della mano,
E l’eternitá in un’ora.»

-William Blake

Per analizzare e comprendere a fondo la hit di Cristicchi, può risultare utile rifarsi a William Blake ed alla poetica romantica. I temi affrontati sono i medesimi e le immagini adottate sono molto simili, basti pensare al verso della canzone che recita “Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo” ed a “To see a world in a grain of sand”, tratto dal famoso passo di “Auguries of Innocence” di cui sopra. Come Blake, l’artista favorito del festival ci trasporta in un mondo in cui la felicità e l’amore universale sono raggiungibili tramite il più potente dei mezzi: la natura.

“Perché la natura è un libro di parole misteriose
dove niente è più grande delle piccole cose
è il fiore tra l’asfalto lo spettacolo del firmamento

È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento
è la legna che brucia che scalda e torna cenere
la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere

Cristicchi canta la evidente bellezza delle cose ed il dovere morale di aprire gli occhi a chi non riesce a coglierla. Questo brano urla il bisogno dell’essere umano di condividere questa sensazione, di riconoscersi nell’altro e di amarlo quanto ama se stesso.

Un’altra analogia fra il cantate ed il famoso poeta britannico sta nel modo in cui i due trattano il tema del dolore. Il dolore va affrontato e superato insieme ed è nobile non solo chi tende la mano, ma chi decide di stringerla al cuore ed accettare l’aiuto. L’empatia sta alla base del successo della nostra specie, “Abbi cura di me” invita ad abbandonarsi all’altro, a riporre in lui la propria piena fiducia.

“Quando ho finito di scrivere il mio brano l’ho fatto sentire a persone a me vicine ma anche a perfetti sconosciuti, volevo vedere che effetto facesse. La quasi totalità di loro si è commossa”. Così, ci racconta Cristicchi, egli ha capito che si trattava del brano giusto da cantare agli italiani. In un momento storico in cui un intero popolo viene continuamente incitato all’odio, al razzismo ed al conservatorismo, ogni tanto c’è bisogno che qualcuno ricordi in diretta nazionale gli ideali di fratellanza, di amore e di rispetto verso l’altro che dovrebbero contraddistinguere ogni essere umano. “Basta mettersi al fianco invece di stare al centro”, ci ricorda il cantante romano.

-a cura di Andrea Arrigo

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