In molti racconti gialli di Agatha Christie, l’avvelenamento da cianuro rappresenta la causa di un efferato delitto. Ma perché questo composto è tanto dannoso per l’uomo?

I libri di Agatha Christie sono famosi in tutto il mondo, soprattutto quelli del genere giallo. Nelle varie avventure raccontate dalla penna della straordinaria scrittrice incontriamo personaggi come Hercule Poirot e Miss Marple.
Il cianuro nelle opere della Christie: Dieci Piccoli Indiani e Nido di vespe
Ci sarebbero numerosi esempi che si potrebbero riportare per dimostrare la centralità del cianuro come arma nei racconti della Christie, ma in questo articolo prenderemo in esame due forse delle opere più famose della scrittrice.
Dieci Piccoli Indiani (titolo originale, And There Were None) parla di otto persone, tutti sconosciuti fra loro, che vengono invitati a Indian Island dalla stessa persona. Ognuno pensa di andare lì per un motivo differente, chi per motivi di lavoro, chi pensando di ricontrare degli amici e chi per sorvegliare l’isola di pattuglia. Quando arrivano sull’isola, gli ospiti sono accolti dai coniugi Rogers che lavorano per il fantomatico Mr. Owen il quale non raggiungerà gli ospiti fino al giorno dopo. Durante la cena, una voce registrata accusa ognuno degli ospiti di un particolare omicidio che hanno commesso nel passato e che non è mai stato scoperto. La prima vittima, come si può immaginare, muore bevendo del whiskey avvelenato con del cianuro. Una delle ospiti nota la somiglianza fra la morte dell’invitato e il primo verso di una filastrocca, detta Dieci Piccoli Indiani, che è appesa ad un muro in ogni stanza. Da qui in poi la trama prosegue con una spirale di omicidi e un finale sorprendente e per nulla scontato.
Nido di vespe è un racconto pubblicato sul Daily Mail il 20 Novembre 1928. La storia parla di John Harrison che riceve l’inaspettata visita di Poirot il quale dice di essere giunto lì per sventare un omicidio che, stranamente, non è stato ancora compiuto. La conversazione poi si sposta, senza apparente motivo, sui metodi con cui eliminare un nido di vespe posto su un albero vicino alla terrazza dell’abitazione. Dopo una complicata trama di relazioni esposte dai due interlocutori, alla fine l’investigatore riesce a sventare un tentativo di avvelenamento con cianuro che si scopre essere un tentato suicidio.

Cianuro: caratteristiche chimico-fisiche
Con il termine cianuro si intende una qualsiasi sostanza che contiene un gruppo formato da carbonio e azoto uniti fra loro da un triplo legame chimico. Alcuni sali, come il cianuro di sodio o di potassio, sono estremamente tossici e rappresentano dei cianuri inorganici. Quelli organici invece sono solitamente detti nitrili e, siccome non rilasciano ioni cianuro, sono solitamente molto meno tossici dei sali precedentemente citati.
I cianuri sono prodotti da alcuni batteri, funghi ed alghe e possono essere ritrovati in differenti specie vegetali, soprattutto nei semi (es. mandorle amare, mele, pesche e albicocche). Nelle piante i cianuri sono solitamente legati a molecole di zucchero sotto forma di glicosidi cianogenici (ossia che possono rilasciare cianuro) e difendono le piante dall’attacco degli erbivori. La manioca, ad esempio. contiene dei glicosidi cianogenici. Solitamente i sali di cianuro si presentano sotto forma di polveri bianche che possono avere un odore simile a quello delle mandorle. Tuttavia, nonostante questo odore caratteristico, non è un metodo sicuro per riconoscere la presenza di tale composto estremamente nocivo. Infatti, dopo averlo annusato per qualche volta, si perde la sensibilitù all’odore per assuefazione.
Le persone possono essere esposte a bassi livelli di cianuri nelle loro vite quotidiane attraverso i cibi, il fumo e altre fonti.

Avvelenamento da cianuro: meccanismo d’azione ed antidoti
L’avvelenamento da cianuro è una forma di ipossia istotossica causata dal fatto che la cellula di un organismo non può creare ATP, primariamente attraverso l’inibizione dell’enzima mitocondriale citocromo c ossidasi. Il cianuro viene rapidamente metabolizzato ad un particolare acido carbossilico e al tiocianato con un’emivita di 10-30 minuti cone meccanismo detossificante. Dopo poche ore dall’ingestione, nessun livello di cianuro è osservabile siccome tutto è stato metabolizzato, ammesso che non avvenga prima la morte. Il tiocianato ha una lunga emivita di più di 24 ore e viene infine escreto mediante i reni.
Fra i principali antidoti ricordiamo:
- Idrossicobalamina = considerata come prima scelta nell’Europa continentale e in Australia, è una sostanza approvata dall’FDA per trattare casi noti o sospetti di avvelenamento da cianuro. La co-somministrazione di tiosolfato di sodio sembrerebbe avere un effetto sinergico sulla detossificazione;
- Tiosolfato di sodio = in quantità minime, il cianuro viene metabolizzato da un enzima mitocondriale detto rodanasi, che utilizza il tiosolfato come substrato. Tuttavia, in caso di dosi massiccie di cianuro, il processo di smaltimento è troppo lento per evitare danni collaterali a livello mitocondriale. Per tale motivo viene somministrato del tiosolfato.
