Il Natale non è sempre stato cristiano, scopriamo insieme le origini pagane della festa

Natale pagano e Natale cristiano, la storia del successo cattolico del riadattamento della festa pagana

 

 

                          Simboli dei due Natale a confronto

La tradizione cattolica, ormai considerata la culla della nostra civiltà, non è riuscita a stabilire i giorni sacri per i credenti senza ricorrere a qualche “trucchetto” come appoggiarsi alla già esistente festa pagana del “Sol Invictus”, il risultato? Fu sorprendende e si può dire che fu il miglior riadattamento fatto dalla chiesa cattolica.

 

Il Sol Invictus, la festa del sole pagana: dalle origini del culto alla cultura romana

Il sole affascina l’umanità dall’alba dei tempi, e il motivo è ovvio. Senza il sole, così come senza l’acqua, non ci sarebbe vita sul pianeta. Al suo splendore rosso-dorato è contrapposto il fievole chiarore lunare. Il sole rappresentava invece il centro dell’universo, la sapienza raggiante, la luce della Conoscenza, lo spirito di tutte le cose. Il mitico Ermete Trismegisto lo identificò con una divinità maschile invisibile ma sempre presente, il Nascosto. Il faraone eretico Akhenaton ne fece il dio per eccellenza, l’incontrastato Aton signore del cielo. Anche la Roma antica di Romolo e Remo aveva il suo dio del sole. La tradizione vuole il culto della divinità Sol Indiges già presente su suolo latino ai tempi della fondazione, istituito dal leggendario re dei Sabini Tito Tazio. Il Sol Indiges veniva adorato insieme al suo pendant Luna in un tempio proprio, che era situato nel Circo Massimo. La giornata in onore del Sol Indiges e della Luna era il 28 agosto, giorno di fine estate. Ma la popolarità di questa divinità antichissima aumentò nel periodo finale della Repubblica e il Sole finì per divenire la divinità protettrice degli imperatori romani. Il culto acquisì importanza a Roma per la prima volta con Eliogabalo un ragazzo proveniente da Emesa, in Siria, dove era sacerdote del culto di Elagabalus Sol Invictus, il Dio-Bolide solare della sua città natia. Nel 218, divenuto imperatore a quattordici anni, dopo vicende complesse e turbolente, Eliogabalo si adoperò in ogni modo per diffondere il culto con editti e la costruzione di un sontuoso tempio dedicato alla nuova divinità sul Palatino, incontrando una fortissima opposizione da parte del senato e della guardia pretoriani. La celebrazione del Sole Invitto proprio il 25 dicembre è tuttavia testimoniata solo nel Cronografo del 354 insieme alla testimonianza del Natale, di cui si trova traccia già nel Commentario su Daniele di sant’Ippolito di Roma, risalente al 203-204 d.C. Durante il regno di Licinio la celebrazione del Sol Invictus si svolse il 19 dicembre, data forse più prossima al solstizio astronomico nel calendario allora in vigore.

          Sol Invictus e Jupiter Dolicenus, II sec. d. C., Terme di Diocleziano.

 

Il Natale cristiano, le sue origini e i primi festeggiamenti ufficiali.

Dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330 l’imperatore ufficializzò per la prima volta il festeggiamento cristiano della natività di Gesù, che con un decreto fu fatta coincidere con la festività pagana della nascita di Sol Invictus. Il “Natale Invitto” divenne il “Natale” Cristiano. La prima testimonianza della celebrazione del Natale cristiano successiva al Cronografo del 354 risale al 380, grazie ai sermoni di san Gregorio di Nissa. La festa del Natale di Cristo, infatti, non è riportata nei più antichi calendari delle festività cristiane in quanto i cristiani prediligevano altre feste fra cui oltre alla Pasqua anche l’Epifania/Battesimo di Gesù e il concepimento, ipotizzato 33 anni esatti prima della morte di Gesù. Fra le date festive più antiche figurano proprio il 6 gennaio e il 28 marzo. Eppure alle radici del Natale c’è proprio una festa dedicata al sole, al Sol Invictus di cui abbiamo già parlato sopra, l’astro invitto e quindi anche invincibile, quello che sempre sconfiggerà la tenebra, la luce della notte per gli iniziati ai misteri sacri. Da festa pagana del Sole a commemorazione della nascita di Gesù è bastato solo l’insediamento del cristianesimo come religione ufficiale dell’impero romano ed il gioco fu completo. In fin dei conti anche in questo sta il successo del Natale cristiano: essere riusciti a sfruttare buna festa già presente nella nmente del popolo e cambiarne solo il significato.

 

Il significato della parola Natale e assonanze tra le due tradizioni.

Letteralmente natale significa “nascita”. La festività del Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) veniva celebrata nel momento dell’anno in cui la durata del giorno cominciava ad aumentare dopo il solstizio d’inverno: la “rinascita” del sole. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa letteralmente “sole fermo”.  Infatti nell’emisfero nord della Terra tra il 22 e il 24 dicembre il sole sembra fermarsi in cielo. In termini astronomici, in quel periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”. Questa interpretazione “astronomica” può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro. Tutto parte da una osservazione attenta del comportamento dei pianeti e del sole, e gli antichi, per quanto possa apparire sorprendente, conoscevano bene gli strumenti che permettevano loro di osservare e descrivere movimenti e comportamenti degli astri. Sia per il cristianesimo che per il paganesimo questa festa ha il significato di Rinascita, anche in astronomia ritroviamo questo legame tra la nascita del nuovo anno e la Rinascita della vita del sole e la nascita di un nuovo ciclo della vita. Altra similitudine la ritroviamo anche nella raffigurazione del Dio Sole, dal culto di Mitra all’Egitto, passando per la Grecia e Roma, rappresentato con una corona brillante intesta dalla quale partono i raggi e l’iconografia cristiana dei Gesù con una aureola brillante.

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