Gli abusi dell’editing genico ci avvicinano all’oscuro mondo di warhammer 40k

Gli sviluppi biotecnologici e gli azzardi di alcuni scienziati, specie cinesi, ci mostrano che l’universo di warhammer 40k non è poi così tanto un lontano futuro.

Quando parliamo di editing genico parliamo di una pratica biotecnologica che mira a fare dei veri e propri taglia-incolla nel genoma di organismi anche complessi come gli esseri umani.

Si tratta di una tecnologia avanzata e molto potente che sfrutta “forbici molecolari” per rimuovere o anche solo aprire il DNA ed inserirvi dentro nuove sequenze prese da varie fonti.

La domanda che ora frulla in mente a tutti è: Ok, tutto bellissimo, ma quando si accorgeranno che oltre a curarci le malattie a base genetica possono creare dei mostri genetici veri e propri?

Bene, la lore di warhammer40k  parte proprio da qui…

Nella tetra oscurità del lontano futuro, c’è solo guerra…

Già nei primi ventimila anni (D.C. anche se il cristianesimo è una religione eretica nell’Imperium dell’uomo) erano comparsi super soldati geneticamente modificati.

Grazie a quelli conosciuti come Thunder warriors l’Imperatore dell’umanità unificò alla fine del ventinovesimo millennio l’umanità sulla terra, ponendo fine alla così detta era dei conflitti.

Tuttavia questi ultimi erano inadatti per colpa della loro stessa predisposizione genetica ad affrontare il successivo compito che l’Imperatore avrebbe affidato alle sue forze.

L’Imperatore infatti volgeva ora lo sguardo alle stelle, dove l’umanità era dispersa su milioni di pianeti, preda di guerre civili, xeno (alieni, nel senso di xeno, diversi rispetto agli umani) e della sempiterna minaccia del chaos che dal reame demoniaco del warp artiglia da sempre la coscienza degli esseri senzienti.

Creò così gli Adeptus astartes, ossia gli space marines, e venti generali, i Primarchi creati a partire dal suo stesso seme genetico, da cui i marines stessi prendevano la discendenza genenetica. Questo atto  è conosciuto come prima fondazione.

L’Imperatore infatti era il sommo signore dell’ingegneria genetica, oltre che uno psionico (una creatura dotata di poteri psichici connessi al warp ed al limite con la magia) di indicibile potere ed uno stratega ed un guerriero senza paragoni.

Gli space marines, per quanto più deboli dei thunder warriors erano perfetti dal punto di vista genetico e non incorrevano nel rischio di sviluppare malattie degenerative o tumori come i loro precursori. Inoltre erano in grado di sopravvivere per centinaia di anni senza invecchiare grazie alle modifiche che li caratterizzavano rispetto agli umani “normali”.

Ciò che rende gli Space Marine superiori a qualsiasi comune essere umano, è il cosiddetto “seme genetico”, un insieme di organi e impianti addizionali, ottenuti da altri Space Marine e inseriti tramite chirurgia nel corpo della recluta. Esistono diciannove impianti standard.

Gli impianti sarebbero:

  • Cuore secondari- il preservatore
  • Osteomorfo- il cuore di ferro
  • Biscopea- la forgia della forza
  • Emostame- il generatore di sangue
  • Organo di Larraman- il guaritore
  • Nodo catalettico- il non dormiente
  • Preomaso- il neutralizzatore
  • Omofagea- il rimembrante
  • Multipolmone- l’imbibitore
  • Lobo oftalmico- l’occhio della vendetta
  • Orecchio di Lyman- la sentinella
  • Membrana di An-sos- l’ibernatore
  • Melanocromo- il produttore di melanina
  • Rene Olistico- il purificatore
  • Neuroglottide- il divoratore
  • Mucranoide- il tessitore
  • Ghiandole di Betcher- il morso venefico
  • Progenoidi- i semi genetici
  • Interfaccia- il carapace nero

Dai tempi della Prima Fondazione i Marines hanno perso le conoscenze per creare nuovi o diversi impianti, o hanno visto il proprio capitolo perdere la capacità di adoperarne alcuni. I capitoli più “puri”, che hanno ancora tutti gli impianti funzionali, sono i Cavalieri Grigi, gli Ultramarine e gli Angeli Oscuri. È interessante notare che, nel corso dei secoli, le operazioni necessarie all’impianto degli organi si sono trasformate in una sorta di rituale dai connotati religiosi. Come succede all’Adeptus Mechanicus questo provoca spesso conseguenze indesiderate (la maggior parte degli organi viene impiantata senza alcuna anestesia) e inefficienze di tipo prettamente medico (spesso dopo la cerimonia si rendono necessarie complesse operazioni riparatrici) anche se le condizioni igienico-sanitarie sono lasciate volontariamente in stato di abbandono, anzi addirittura vengono immessi gas tossici per vedere se sopravvive e quindi capire se gli organi impiantati funzionino.

Gli organi vengono solitamente impiantati in quest’ordine:

  1. Cuore secondari: il preservatore: è sempre il primo, in quanto il più semplice da installare. Questo secondo cuore incrementa pressione e flusso sanguigno; è in grado di sostituire interamente il cuore originario in caso di gravi danni e permette di sopravvivere in ambienti a bassa ossigenazione.
  2. Osteomorfo: il cuore di ferro: quest’organo rilascia speciali ormoni che, abbinati a una dieta ad alto contenuto ceramico, rinforzano lo scheletro del Marine. Dopo due anni, lo scheletro avrà incrementato la sua resistenza in modo esponenziale. In particolare la gabbia toracica si trasforma in una massa solida, in grado di resistere anche ai proiettili.
  3. Biscopea: la forgia della forza: impiantato nel torace, oltre che in caso di emergenza estrema fungere da terzo cuore, questo piccolo organo stimola la crescita muscolare.
  4. Emostame: il generatore di sangue: inserito in un vaso sanguigno principale, quest’organo modifica la composizione del sangue, aumentando la capacità di trasportare ossigeno e nutrienti. Inoltre funge da regolatore di crescita per alcuni impianti successivi. Solitamente 2) 3) e 4) vengono impiantati contemporaneamente.
  5. Organo di Larraman-il guaritore: le cellule di Larraman agiscono come piastrine estremamente efficienti. In caso di ferita, le cellule creano quasi istantaneamente uno spesso strato di tessuto cicatriziale. Questo permette di sopravvivere a gravi ferite senza gravi emorragie e senza infezioni
  6. Nodo catalettico-il non dormiente: inserito alla base del cranio, quest’organo permette al marine di sopravvivere se dovesse risultare impossibile dormire. In mancanza di riposo l’organo si attiva, permettendo al marine di “disattivare” alcune parti del cervello lasciando attive le altre. Una squadra dei Magli Scarlatti, tramite quest’organo, riuscì a rimanere attiva per 328 ore.
  7. Preomaso, il neutralizzatore: inserito a monte dello stomaco, funge da camera di decontaminazione. Il marine può così nutrirsi di cibi normalmente immangiabili e resistere ai veleni.
  8. Omofagea, il rimembrante: inserito nella colonna spinale, permette di estrarre sensazioni e memorie dal DNA attraverso la nutrizione. Un marine può quindi guadagnare informazioni utili su un mondo ostile, semplicemente mangiando qualche animale di quel mondo. Può inoltre percepire le ultime sensazioni di un cadavere nutrendosi del suo cervello. Probabilmente sono malformazioni di quest’organo ad aver generato i vari rituali di cannibalismo o di bere sangue tipici di alcuni capitoli.
  9. Multipolmone, l’imbibitore: si tratta di un terzo polmone, collegato a uno sfintere nella trachea. In ambienti a bassissima ossigenazione, o contaminati da tossine, un apposito muscolo chiude le normali vie respiratorie e apre lo sfintere.
  10. Lobo oftalmico, l’occhio della vendetta: quest’organo aumenta la capacità visiva del marine, permettendogli inoltre di vedere chiaramente in assenza di luce quasi totale.
  11. Orecchio di Lyman, la sentinella: questo impianto rende il marine immune a nausea o perdita di equilibrio, consentendogli inoltre di filtrare ogni tipo di rumore bianco
  12. Membrana di An-sos, l’ibernatore: quest’organo, quando attivato, arresta il metabolismo e porta a uno stato di letargo. Il Marine cade in stato catatonico: per risvegliarlo sono necessari forti stimoli esterni. Se non viene risvegliato, il marine può sopravvivere in questo stato per centinaia di anni. I Magli dell’Imperatore hanno perso l’uso di questo impianto.
  13. Melanocromo: inserito in diversi punti del sistema linfatico, altera la produzione di melanina, inscurendo la pella del marine in caso di forti radiazioni solari e proteggedolo da altre radiazioni elettromagnetiche; malfunzionamenti di questo impianto sono responsabili della pelle pallide degli Angeli Sanguinari e dei loro capitoli successori e della pelle molto scura delle Salamandre (Warhammer 40.000).
  14. Rene Olistico, il purificatore: agendo insieme con il Preomaso, quest’organo filtra in modo molto efficiente le tossine del sangue. In caso di grave intossicazione il cuore secondario e il rene operano una particolare procedura: il marine viene reso incosciente e il flusso sanguigno accelera, eliminando quei veleni in grado di superare il multipolmone.
  15. Neuroglottide-il divoratore: quest’organo permette al marine di riconoscere un’ampia varietà di elementi chimici semplicemente usando il gusto.
  16. Mucranoide, il tessitore: altera le ghiandole sudoripare. Con opportuni stimoli esterni, il marine secerne dalla pelle una sostanza oleosa, adatta a ripararlo dalle temperature estreme e in qualche misura dal vuoto dello spazio.
  17. Ghiandole di Betcher, il morso venefico: impiantate in diversi punti del cavo orale, queste ghiandole trasformano la saliva del Marine in un potente acido velenoso, abbastanza forte da sciogliere il ferro. Magli dell’Imperatore hanno perso l’uso di questo impianto.
  18. Progenoidi, i semi genetici: si tratta dell’organo più prezioso. Impiantate nel collo e nel torace, le ghiandole maturano lentamente (rispettivamente cinque e dieci anni). Giunte a maturazione possono essere estratte in qualsiasi momento. Ciò che le rende così importanti è il loro contenuto: ognuna di esse contiene una copia completa del seme genetico Capitolare (ogni marine quindi permette di crearne altri due). Questo spiega anche la lentezza nel ripristinare le perdite e la rarissima creazione di nuovi capitoli (nessuno avrà mai a disposizione 1000 Progenoidi di troppo!). In caso di emergenza le ghiandole immature vengono impiantate in apposite cavie (in genere Servitori paralizzati), ma il procedimento, appena più rapido, è brutale e inaffidabile. Tentativi di clonare il seme genetico hanno portato solo mutazioni orribili (vedi il caso dei mostruosi “raptor” creati dalla Guardia del Corvo nel tentativo di rigenerare le perdite subite durante l’eresia di Horus).
  19. Interfaccia, il carapace nero: ultimo e fondamentale impianto questo materiale neuroreattivo viene inserito sotto la pelle del dorso. Dopo qualche ora si indurisce e si interfaccia con il sistema nervoso. Quando è completamente maturato, in esso vengono aperti canali per collegarlo con i sistemi dell’armatura potenziata. L’armatura in realtà funziona anche senza l’interfaccia, ma chi la usa non può raggiungerne il pieno potenziale.

La mutazione più rilevante è quella contenuta nel seme genetico dei Lupi Siderali. Prima di ricevere gli impianti, le nuove reclute bevono un preparato creato dal genoma del Primarca Leman Russ: questo fluido, definito Canis Helix, genera mutazioni speciali. I Lupi Siderali più anziani hanno sensi più acuti, ma presentano mutazioni estetiche di carattere canino (zanne allungate, crescita di una pelliccia, occhi gialli).

I nomi come Magli Scarlatti, Lupi Siderali, Guardia del Corvo, sono i nomi dei vari capitoli, ossia i vari “gruppi” di space marine organizzati in insiemi di 1000 unità. Oltre ai 10 originari rimasti lealisti e non corrotti dal Chaos ne sono poi sorti molti altri detti di seconda fondazione che pur facendo riferimento ad un primarca, non fanno parte dei 20 iniziali.

Ma tornando a noi, tutto questo cosa centra con il nostro presente?

Beh, alcuni scienziati cinesi stanno tentando da tempo di fare tutte quelle cose che nell’occidente, pur avendo le tecnologie per farle, non vengono fatte, specie per ragioni etiche.

I primi casi di editing sugli esseri umani:

Un caso significativo di editing genico è stato effettuato alcuni anni fa da un ricercatore cinese che per immunizzare due gemelle (Lulù e Nanà) dal virus HIV rimosse dal loro genoma il pathway metabolico per far sì che le cellule esponessero il corecettore CCR5 sulla superficie del linfocita.

Lo studio originario fu condotto da He Jiankui.

Questo non è il recettore di legame vero e proprio, quello è CD4. CCr5 si occupa di stabilizzare il legame e di conseguenza privare il virus di questo corecettore significa veramente fargli lo sgambetto in un certo senso.

Risultato: le due bambine ( il cui embrione in se e per se era stato modificato) sono in un certo senso immuni al virus HIV, in quanto il virus non riesce ad avere un approccio stabile quando cerca di infettare nuovi linfociti.

Sarebbe tutto bellissimo se non fosse per alcuni dettagli:

  1. Nessuno ha autorizzato questo tipo di esperimenti. Infatti per quanto riguarda le staminali embrionali e fetali ci sono regole internazionali stringentissime
  2. Questo scienziato si è vantato inutilmente di questo risultato. Infatti le conoscenze e le tecnologie per compiere questo tipo di intervento son tutt’altro che una prerogativa strettamente cinese. Nel mondo occidentale siamo in possesso dagli anni ’80 di nucleasi utili al fine, tuttavia se un biotecnico facesse anche solo finta di dire: gene editing su esseri umani lo avrebbero verrebbe arrestato prima ancora di finire la frase ( io per primo allungo le orecchie per paura delle sirene).
  3. Andare a rimuovere dei corecettori in questo modo rappresenta senza alcun dubbio un ottimo modo per tagliare le gambe alla possibilità di un’infezione, tuttavia va a tagliare le gambe a vie di trasduzione del segnale che dipendevano potenzialmente proprio da quel corecettore di cui si ignorava la presenza. Dunque rappresenta un approccio ottuso, oltre che arrogante. In fatti non sappiamo con precisione ad ogni recettore e corecettore che pathway biochimici e di attivazione genica sono associati! Rappresenta un vero azzardo a livello di biologia molecolare

Ben su questo ultimo punto ci sono stati recentemente degli sviluppi.

Sembra infatti che la delezione del segmento di genoma abbia apportato mutazioni impreviste al fenotipo delle bambine. Banalmente potrebbe non portare a nulla, come renderle vulnerabili a malattie da cui prima, grazie alla presenza di CCR5 erano al sicuro, come portare anche a fenomeni peggiori. Prevedere le cose da qui in poi diviene difficile, specie perchè come ogni biologo sa, quando entra in gioco il sistema immunitario è un intrico di interazioni tra cellule e fattori attivanti ed un ginepraio biochimico più unico che raro.

 

Diciamo che da quando un signore con dei baffetti brutti nella prima metà del secolo scorso iniziò a ragionare di umani migliori di altri e persone di serie A e di serie B, ogni volta che qualcuno dice: ehy ma che figo se mio figlio nascesse con questo super carattere!, alla comunità scientifica passa un brividino lungo la schiena.

Quindi buoni tutti a fare queste cose in regimi illiberali e dove dei diritti degli esseri umani ci si ricorda solo quando fanno comodo per ottenere riconoscimenti internazionali.

Diviene abbastanza semplice immaginare una nazione dove la vita umana viene stimata importante più o meno come un tostapane, come la sede perfetta per generare super soldati da impiegare negli scenari più disparati. La guerra è guerra e d’altro canto come diceva lo spadaccino giapponese Musashi: è stupido morire quando si ha una spada nel fodero. Dunque bisognerebbe chiedersi cosa porterebbe queste nazioni al trattenersi dallo schierare questo tipo di risorse, in confronto delle quali, i Black Hobs sono dei casinisti del parchetto di fronte alla scuola elementare.

In passato che tipo di esperienze ci sono state quanto a supersoldati o comunque combattenti “potenziati”?

Quando dopare i soldati era ancora trandy:

La Wehrmacht era un esercito di dopati. La formidabile macchina da guerra di Adolf Hitler vinceva grazie alle anfetamine. La tattica rivoluzionaria del Blitzkrieg e l’autosuggestione di essere gli indistruttibili guerrieri della razza ariana non spiegano da sole i successi dell’esercito nazista nei primi anni del conflitto. In realtà un ruolo determinante ebbe l’uso sistematico fra i ranghi di Pervitin, una pillola a base di metanfetamina brevettata nel 1937 da Theodor Temmler e distribuita regolarmente dai medici militari ai soldati.

A sfatare il mito dell’armata resa invincibile dall’ideologia e dalla superiorità tecnica, è un nuovo libro che esce oggi in Germania per i tipi di Kiepenheuer & Witsch. In Der totale Rausch. Drogen im Dritten Reich , lo scrittore Norman Ohler, storico per caso, racconta un capitolo poco conosciuto del Terzo Reich. Quello di un regime superomistico dove moltissimi, dalla guida suprema alle casalinghe, indulgevano nell’uso di stimolanti chimici.

(Grazie tante, voglio proprio vedere come fai a sconfiggere un avversario che banalmente non si stanca mai ed è sempre concentrato e carico.)

Partito con l’idea di scrivere un romanzo, una storia di abuso di droga ambientata nella Germania nazista, Ohler ha fatto lunghe ricerche negli archivi di Friburgo e Coblenza. Nella sede della Cia a Washington ha potuto leggere i protocolli degli interrogatori del famigerato dottor Morell, il medico personale di Hitler, che soprattutto negli anni di guerra tenne di fatto il dittatore «sotto siringa», trasformandolo poco a poco in un tossicodipendente. Così, dall’idea del romanzo l’autore è approdato al saggio.

Il risultato finale è clamoroso. Perfino Hans Mommsen, decano degli storici del nazismo che ha fatto da consulente scientifico all’opera, riconosce la bontà del lavoro: «La storia del nazionalsocialismo non dev’essere riscritta, ma questo libro cambia il quadro generale» ha detto alla Sueddeutsche Zeitung . Grazie al suo direttore di laboratorio, Fritz Hauschild, Temmler era riuscito a produrre per sintesi la metanfetamina, brevettandola come Pervitin. Ma soprattutto aveva saputo, grazie a una perfetta campagna pubblicitaria, far diventare di moda la pillola magica: eliminava la stanchezza, combatteva la depressione, rendeva euforici, insomma esaltava lo Zeitgeist del nazismo. Ne abusavano in tanti: professionisti, militari, studenti, artisti, impiegati, casalinghe.

Quando nel 1939, Hitler invade la Polonia, i medici della Wehrmacht conoscono bene prodotto ed effetti: «Una sostanza di grande valore militare», dice Otto Ranke, capo degli psicologi dell’esercito, nonostante le riserve di alcuni colleghi. I generali non fanno obiezioni: per von Kleist, Guderian, Rommel, distribuire il Pervitin ai soldati insieme alla razione di cibo quotidiana può solo tornare utile ai loro ambiziosi piani d’attacco .

E al momento dell’offensiva contro i francesi attraverso il Belgio, la capacità di resistenza delle truppe tedesche diventa fattore decisivo. I reparti motorizzati devono muoversi il più velocemente possibile per aggirare la linea Maginot e inoltrarsi in profondità per prendere alle spalle il nemico. Avanzano nelle Ardenne per 72 ore, senza pause. In 4 giorni i francesi sono annientati. Effetto sorpresa, logistica e superiorità tecnica, certo. Ma come moderni ciclisti, anche soldati dopati in grado di prestazioni sovrumane. «La guerra lampo fu guidata dalle anfetamine», conclude Peter Steinkamp, storico della medicina.

Ma come tutte le vittorie col doping, prima o poi i nodi vengono al pettine. Anzi, come scrive Ohler, già nei successi iniziali delle armate hitleriane si celava il germe della catastrofe. Giunse infatti il momento in cui la droga non funzionò più, la dipendenza diventò eccessiva e non ci fu più Pervitin che tenesse nelle lande innevate della Russia o nel deserto nord-africano.

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