Come viene declinato nel cinema e nella letteratura il tema del loop temporale? Quali sono le sue caratteristiche ricorrenti?
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Il nuovo film di Ficarra e Picone Il Primo Natale, la cui uscita nelle sale è prevista per il prossimo 12 Dicembre, è incentrato sulle vicende di Salvo e Valentino costretti a tornare indietro nel tempo e a rivivere il giorno del Natale. La pellicola è un’ulteriore prova di come il tema del loop temporale è ormai sempre più diffuso nel cinema e nella letteratura contemporanea e sempre più apprezzato dal pubblico al punto da poter essere definito come un nuovo topos dell’arte cinematografica e letteraria.
Il topos del loop
Il tema del loop temporale, ossia la ripetizione di una medesima situazione, può ormai essere definito un topos della letteratura e del cinema contemporaneo; basti pensare a film come Memento, Ricomincio da Capo, A Christmas Carol, o ai più moderni Edge of Tomorrow, Looper, Auguri per la tua morte. Il motivo del loop temporale è stato declinato in diversi generi: in Auguri per la tua morte, ad esempio, il loop temporale viene utilizzato per raccontare una storia horror in cui la protagonista è costretta a rivivere il giorno della sua morte per mano di un assassino; oppure viene utilizzato come espediente per costruire una storia comico-surreale come nel film di Harold Ramis, Ricomincio da capo. Il loop temporale si ripropone anche in recentissime opere: la serie Netflix Russian doll, in cui la protagonista è condannata a rivivere il giorno del suo compleanno, il libro thriller Le sette morti di Evelyn Hardcastle, del giovane scrittore Stuart Turton e il nuovissimo film di Ficarra e Picone, Il primo Natale, la cui uscita è prevista nelle sale italiane il prossimo 12 dicembre, e in cui i due protagonisti Salvo (Ficarra) e Valentino (Picone) si ritrovano a ritornare nell’anno zero e rivivere il giorno della nascita di Gesù.
L’apprezzamento da parte del pubblico di questo tema e la sua continua riproposizione da parte di scrittori, registi e comici invita ad interrogarsi sui motivi del successo del tema del loop temporale e su come viene utilizzato e indagato nel cinema e nella letteratura moderna.

Loop morale e loop temporale
Da cosa è originato un loop temporale?
Un loop temporale può avere un’origine chiara e definita, come in Memento, di Christopher Nolan, in cui il protagonista è costretto a ripercorrere da capo i momenti della sua vita a causa una grave amnesia che gli impedisce di formare ricordi a lungo termine; oppure come in Edge of tomorrow, dove i protagonisti sono intrappolati in un loop temporale a causa della manipolazione del tempo da parte di una specie extraterrestre; o ancora come in A Christmas Carol in cui Mr. Scrooge rivive il giorno di Natale, lungo diversi piani temporali, grazie al poter soprannaturale degli spiriti del Natale. O diversamente, un loop temporale può avere un’origine non definita, come ad esempio in Ricomincio da capo o in Russian doll in cui i protagonisti si ritrovano improvvisamente costretti a rivivere lo stesso medesimo giorno, senza nessuno motivo apparente o senza nessuna spiegazione del come si ritrovano intrappolati nel loop temporale.
Sembrerebbe che le spiegazioni fisiche, scientifiche o soprannaturali non rappresentino un aspetto essenziale dell’espediente narrativo del loop temporale: non è importante il come o il perchè ci si ritrova intrappolati nel loop, ciò che conta è chi viene intrappolato e cosa gli è richiesto di fare per uscire dalla trappola. Ad esempio, Phil Connors (Bill Murray) protagonista di Ricomincio da capo e Mr. Scrooge protagonista di A Christamas carol sono due uomini arroganti, solitari ed egoisti: il loop temporale, nel loro caso, sembra intervenire, metaforicamente, come una punizione per i loro caratteri. E lo stesso vale per Nadia (Natasha Lyonne), protagonista di Russian doll, donna cinica e sprezzante. Analizzare e indagare a fondo chi è intrappolato nel loop temporale è più importante di capire come esso sia stato intrappolato: il loop temporale offre l’occasione di aprire il suo progioniero, svelare le sue debolezze, indagare le sue paure, comprendere i suoi limiti. Più che un viaggio nel tempo, il loop temporale assume il valore di un viaggio morale nell’animo di chi è prigioniero della trappola della ripetizione.

Rompere il circolo
Altra caratteristica del nuovo topos del loop temporale è la sfida a spezzare il loop, rompere la trappola e ritornare alla normale dimensione del tempo. Il loop temporale, infatti, viene generalmente vissuto dal looped (l’intrappolato nel loop) come una sorta di prigione nonostante il loop offra straordinarie possibilità: la vita eterna, il poter ripetere incessantemente la stessa cosa che ci piace. Eppure il looped rimarrà tormentato, si sentirà un prigioniero e non riuscirà a godere a pieno dei vantaggi della sua nuova vita immortale; ad esempio, Phil Connors, in Ricomincio da capo, intuisce subito l’opportunità offertagli dal loop e si lascia ad uno stile di vita dissoluto e godereccio, ma continuerà a sentirsi un prigioniero e non smetterà di desiderare di liberarsi dalla sua trappola temporale. Lo sforzo per il looped è capire che la prigione temporale è, ancora una volta, una prigione morale: non sono fattori esterni a causare il suo disagio interiore e ad impedirgli di essere libero, piuttosto sono le prigioni del suo animo ad intrappolarlo. Ogni looped è costretto nella sua prigione interna: Phil Connors nel suo carattere scontroso, Mr. Scrooge nel suo egoismo, Nadia nel suo eccessivo cinismo; tutti i looped manifestano un vecchio e conservato disagio interiore che non è mai andato via e che, per questo, assume le sembianze esterne di un loop temporale.
Il filosofo Nietzsche, nella sua opera La Gaia scienza si chiedeva “Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: ‘Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte[…]’? Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato?”. Un looped risponderebbe “Sì” all’interrogativo di Nietzsche finchè non avrà capito come rompere finalmente il circolo temporale: per spezzare il loop è necessario spezzare le proprie catene interiori. Soltanto all’ora il looped avrà il coraggio di liberarsi della sua prigione e ritornare ad “amare [s]e stesso e la vita – continua Nietzsche – per non desiderare più altra cosa che quest’ultima eterna sensazione”, il loop.
Assenza di un’origine o una spiegazione precisa, intreeccio di piano temporale e piano morale, volontà di spezzare la ripetizione sono le caratteristiche ricorrenti che rendono il loop temporale un nuovo topos dell’arte cinematografica e letteraria contemporanee.