E se il potere di manipolare i filmini fosse più una questione di scienza che di capacità sovraumane?

Siamo tutti affascinati da quelle folgoranti strisce luminose che appaiono improvvisamente nel cielo. Molti da bambini ne erano spaventati, altri affascinati, altri ancora restavano incantati all’idea di poter controllare i fulmini. È stato forse questo desiderio a far nascere nella mente dell’uomo l’idea che possa davvero esistere qualcuno capace di farlo, e chi se non un dio. Che si tratti di Zeus, Di Thor, di Eneiru o di qualsiasi altro dio del tuono è innegabile la genialità della fantasia umana, la quale ci ha condotto a conoscenze scientifiche tali da poter diventare noi stessi divinità del fulmine.
Cos’è un fulmine
Un fulmine, anche chiamato saetta o folgore, altro non è che un fenomeno dovuto all’elettricità atmosferica. Esso consiste in una scarica elettrica di grandi dimensioni, instaurata fra due corpi con elevata differenza di potenziale, osservabile sia tra nuvole e suolo, tra due nuvole o all’interno di una stessa nuvola. Un caso particolare sono i cosiddetti fulmini globulari, tutt’ora in fase di studio e ricerca per comprenderne le cause. Ancora più affascinanti sono poi le tempeste di fulmini ovvero sequenze ininterrotte di saette a brevissima distanza l’una dall’altra per una durata complessiva anche di un’ora.
Nella religione e nella mitologia di numerosissimi popoli c’era sempre un’entità suprema o una divinità concepita in forte connessione con il cielo e con le manifestazioni meteorologiche: tra cui, ovviamente, quella del fulmine. Nelle religioni politeistiche è spesso il principale attributo delle divinità sovrane come: Giove, Zeus, Teshup (degli Ittiti), il germanico Thor e Perun (degli antichi Slavi). La credenza di tale fenomeno come evento divino è sopravvissuta poi nelle religioni monoteistiche fino al XVIII secolo quando Benjamin Franklin inventò il parafulmine, dimostrando che le dinamiche relative a una saetta fossero prive di una qualsiasi volontà e scopo.
Ciò non vuol dire che il fenomeno abbia smesso di attrarre e stimolare la fantasia degli uomini, soprattutto per quanto riguarda il mondo degli anime. Vi ricordate di Eneiru? Per chi non lo sapesse si tratta di un personaggio della saga di One Piece detentore dei poteri di uno dei frutti del mare. Essendo capace di controllare i fulmini si autodefiniva un dio onnipotente prima di essere sconfitto da Lufy. Beh, in effetti il nostro capitano è fatto di gomma, quindi l’esito della battaglia era più che prevedibile.

Come nasce una saetta?
A livello microscopico la scarica è generata dalle particelle cariche negativamente presenti sulla superficie esterna della nube, che vengono attratte dalle particelle positive presenti nel suolo creando una specie di ponte di collegamento. Quest’ultimo consiste in un canale ionizzato che avanza nell’aria verso il basso con una velocità media di circa 1 metro/microsecondo.
Quando il canale ionizzato raggiunge il punto di contatto con il suolo (o su una linea elettrica ad esempio) fluisce verso terra una elevata corrente. Da lì le cariche ritornano al punto di partenza propagandosi verso la nube rendendo via via notevolmente luminoso il condotto di fulmine e le sue ramificazioni. Questo vuol dire che ciò che vediamo non è la scarica che colpisce il suolo, bensì un flusso di cariche positive che risale a velocità incredibile verso la nube.

Fulmini fai-da-te
Se vi state chiedendo come creare un fulmine in casa sappiate che può essere fatto in tutta sicurezza utilizzando (correttamente) gli attrezzi giusti.
L’esperimento classico condotto in tutti i licei riguarda la famosa macchina di Wimshurst. Il funzionamento di questo dispositivo è molto semplice: attraverso lo sfregamento si genera un accumulo di cariche sull’estremità di una sferetta metallica. Il tutto genera una differenza di potenziale tra la prima e una seconda sfera che dà vita a un mini fulmine di qualche centimetro.
È possibile creare delle scintille simili a quelle dei fulmini anche chimicamente mediante del semplice etanolo, acido solforico e permanganato di potassio, come mostrato nel video sottostante. Quest’ultimo esperimento, tuttavia, è molto pericoloso in quanto l’energia liberata dalla reazione potrebbe rompere il vetro della provetta facendo schizzare schegge di vetro e acido in ogni direzione.