Immagina di essere solo una delle tante versioni di te. Di essere su una linea che prende mille diramazioni ma di cui conosci solo un percorso. Immagina ci siano infiniti altri te che si differenziano per poche caratteristiche, o completamente diversi tra di loro. Che il tessuto dell’Universo sia in realtà una bolla in un multiverso che sarebbe un’enorme schiuma. O che ci siano migliaia di universi paralleli ai confini con il nostro. Questa è la teoria del Multiverso, ed è la stessa teoria su cui poggia tutta la trama di uno dei videogiochi campione d’incassi nel 2013: Bioshock Infinite

Come esisti tu, esistono migliaia di te, tutti molto simili, e allo stesso tempo diversissimi tra di loro. Questo è uno degli assunti delle teorie del Multiverso, la teoria fisica (anche se in alcuni la additano come pseudoscientifica) secondo cui il nostro Universo osservabile sarebbe solo uno dei tanti possibili.
Le diverse Teorie del Multiverso
Senza scendere eccessivamente nei dettagli, possiamo dire che le posizioni teoriche riguardo a come sarebbe organizzato questo multiverso principalmente sono tre. La prima formula la possibilità che gli Universi paralleli al nostro si trovino al di fuori di quello che definiamo “L’universo osservabile“, e che per questo per noi rimangano un mistero. La seconda, proposta da Hugh Everett III nel 1956 postula la possibilità che esistano migliaia di Universi paralleli che occupano lo stesso spazio fisico, ma che una volta ‘scissi‘ diventino dei fantasmi gli uni per gli altri, senza possibilità (ancora) di comunicazione reciproca. La terza possibilità è quella del “multiverso inflazionario“, modello secondo cui, seguendo il meccanismo della inflazione eterna, dalla spuma del multiverso nascano e si sviluppino vertiginosamente sempre nuove ‘bolle’ ciascuna contenente un Universo diverso.
Il fascino di queste teorie
Perché queste teorie attraggano così tanto è facilmente intuibile. L’idea che possano esistere tante realtà in cui per un motivo o per l’altro la realtà differisca anche solo di poco è altamente intrigante. Se poi prendiamo in considerazione l’idea di Everett, tutto diventa ancora più interessante: le diverse realtà qui si differenzierebbero in base alle infinite possibilità che ci si presentano davanti. Se lanciassimo un dado, o se andassimo a giocare al casinò, la realtà si separerebbe in tante diverse realtà parallele, in ciascuna delle quali una delle possibilità si è avverata. Se perdete sempre giocando, non è sfortuna, è l’Universo sbagliato.
Il modello di Bioshock Infinite

Bioshock Infinite, celeberrimo videogioco di casa Irrational Games, si basa proprio su questo principio. Nel corso della storia veniamo a scoprire della coesistenza di diversi piani di realtà, ciascuno leggermente diverso dall’altro: le differenze stanno nelle decisioni prese dai protagonisti. Elizabeth, personaggio cardine dell’intero gioco, è una delle poche a poter viaggiare da un Universo all’altro quasi senza conseguenze. Tutti gli altri non possono sostenere la collisione di diversi Universi Paralleli. Il gioco è eccezionale ma di non così semplice comprensione: lasciamo ai lettori il compito di immaginare le implicazioni fisiche di un’eventuale conferma di questo tipo di teoria.