Le donne possono causare una guerra oppure no?

 

Quando Elena mise in guerra tutta la Grecia e toccò a Gorgia difenderla

Per vendicare il rapimento di Elena da parte del principe troiano Paride (al quale Afrodite aveva promesso la più bella delle donne), Menelao e suo fratello Agamennone organizzarono una spedizione contro Troia chiedendo aiuto a tutti i partecipanti al patto di Tindaro. Conosciamo tutti l’incipit di questa storia, è proprio l’inizio dell’Iliade, della Guerra di Troia. Elena è una figura della mitologia greca assunta, nell’immaginario europeo, a icona dell’eterno femminino. Proprio questa sua caratteristica archetipica fa sì che, Elena non venga mai considerata responsabile dei danni e lutti provocati dalle contese nate per appropriarsi della sua bellezza.

Lo stesso Gorgia si sofferma su questa donna e scrive “L’Encomio di Elena”. In esso l’autore si pone l’obiettivo di scagionare Elena dalla terribile colpa di aver provocato, abbandonando il marito per seguire Paride a Troia, la sanguinosa guerra di Troia. l filosofo, in questo testo, per discolparla presenta una serie di implicazioni logiche secondo le quali Elena non è realmente rea del conflitto tra i greci e i troiani: si riferisce infatti alla τύχη (tyche, “destino”), all’eros, alla persuasione della parola e alla forza fisica.

Elena è innocente, poiché il movente del suo gesto è esterno alla sua responsabilità. Elena può aver agito per questi motivi:

  1. Per decreto degli dei: non si era potuta opporre al fato;
  2. Era stata rapita con la forza
  3. Era stata persuasa dalle parole di Paride
  4. Era stata vinta dalla passione amorosa
  5. Per volere della sorte
  6. Per volere del destino

In qualunque di questi casi, Elena è innocente e non può avere colpe.Rimane il fatto che Elena è stata la causa, o la falsa causa, di una guerra che si è protesa per 10 anni e che ha portato alla distruzione di Troia.

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