Il mare è un ambiente molto dinamico sotto tanti aspetti. Uno di essi è il suo livello, che a volte si alza ed altre si abbassa. Proprio per questo motivo il rischio di inondazioni è concreto in diverse località. Secondo un recente studio condotto dall’INGV, infatti, 163 coste mediterranee correrebbero questo pericolo a causa del continuo innalzamento del livello del mare. Di ciò si è parlato durante una conferenza dedicata svoltasi a Roma, nella quale sono stati esposti i dettagli del progetto SaveMedCoasts, il cui scopo è salvaguardare le aree costiere del Mediterraneo.

Dettagli dei risultati
Le aree con un rischio inondazioni maggiore sono tendenzialmente pianure costiere, ad esempio la laguna di Venezia. Non mancano in tutto questo anche alcuni siti protetti dall’UNESCO. Lo scenario che si prospetta non è dei migliori, poiché entro fine secolo questi siti potrebbero addirittura scomparire a causa dell’innalzamento del livello del mare. Il progetto appunto nasce dall’esigenza di preparare le popolazioni al pericolo delle inondazioni. Per vedere le previsioni più nel dettaglio, si parla di un innalzamento del mare di circa 1,30 metri per Lipari, 85 centimetri per Venezia e circa 60 centimetri per le Cinque Terre entro il 2100. Sarà quindi necessario conoscere bene l’andamento del clima nei prossimi decenni per migliorare la gestione dei siti e prendere le dovute misure.

Perché abbiamo un rischio inondazioni così alto?
In tal senso entrano in gioco diversi fattori, soprattutto geomorfologici. L’Italia infatti ha una varietà di paesaggi che da altre parti non si trova, soprattutto in rapporto alla superficie totale. Ciò è merito dell’isolamento geografico che contraddistingue il Paese, poiché a Nord abbiamo le Alpi e per il resto siamo circondati dal mare. Anche la geologia del territorio italiano è molto varia, poiché si passa dai nuclei metamorfici alpini alle rocce sedimentarie dell’Appennino. Ciò porta ad avere tante tipologie di coste diverse, da spiagge di sabbia finissima a fasce costiere molto frastagliate. Alcune località quindi sono più esposte al pericolo delle inondazioni, soprattutto se le case sono molto vicine al mare.

Un caso particolare: la Liguria
Se si pensa alle inondazioni, la prima regione che viene in mente è la Liguria, poiché vi si scontrano fattori sia geomorfologici sia climatici. Qui infatti le aree costiere sono molto frastagliate a Levante e più regolari a Ponente, ma a fare la differenza è il clima. Poiché ci sono molti rilievi le perturbazioni mediterranee si fermano lì, portando piogge abbondanti, vento forte e di conseguenza mareggiate. In tutto questo sono presenti anche diversi corsi d’acqua, i quali si ingrossano e portano ad alluvioni. Basti pensare alle Cinque Terre o alla provincia di Genova, che anche in tempi recenti hanno risentito di questi eventi.

Cosa si potrebbe fare contro le inondazioni?
Agire direttamente sulla forza del mare e sulle sue conseguenze è impensabile, poiché non la si può arginare. Ciò che si può fare quindi è la prevenzione dei rischi, ad esempio studiando dei piani di evacuazione e di messa in sicurezza delle aree più sensibili. Non è raro infatti, dopo una forte mareggiata, trovare dei ristoranti sul mare gravemente danneggiati, oppure delle imbarcazioni rovesciate sulla spiaggia. Al momento più che lanciare allerte meteo in previsione di questi fenomeni e vietare l’accesso alle zone sensibili è difficile fare. Perché le allerte meteo siano efficaci, però, è necessario ascoltarle.
Matteo Trombi