Risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico nelle città è sempre più un difficile. Fermare la viabilità o la produzione industriale per impedirci di respirare sostanze tossiche è evidente che sia impossibile, dunque l’attenzione dei ricercatori si è spostata verso l’invenzione di metodi atti alla progressiva eliminazione degli agenti dannosi per l’organismo, man mano che questi vengono rilasciati nell’aria. Quando ci si approccia a questo tipo di studi si punta sempre su soluzioni economiche e a impatto zero che quindi non richiedano particolari sforzi energetici per poter funzionare. Si tratta quindi di inventare oggetti passivi, come tende, soprammobili o gli stessi capi di abbigliamento che possano intervenire purificando l’aria.
In questo senso un team di scienziati italiani provenienti dalla realtà dell’imprenditoria così come da centri di ricerca pubblici, hanno ideato TheBreath, un nuovo tipo di tessuto capace di adsorbire la stragrande maggioranza dei composti di origine organica presenti nell’aria, rilasciati dall’attività umana. Attorno all’acquisizione del brevetto è poi nata la start-up Anemotech che tutt’ora si occupa di perfezionare la composizione del nuovo materiale.
Come funziona

TheBreath si compone di tre livelli multifunzione. Quello più frontale e quello posteriore sono composti da un materiale impermeabile e battericida che permette il passaggio dell’aria. Il livello centrale, anima e fulcro dell’intero tessuto è una struttura composta da nanomolecole che hanno la funzione di adsorbire e disgregare le particelle di inquinante presenti nell’aria. Per poter essere purificata l’aria non necessita di alcun sistema di convogliamento verso questo “filtro” poiché quest’ultimo sfrutta i normali moti convettivi delle particelle sospese che lo attraversano e che ne vengono intrappolate.
I numeri
Si è dimostrato che TheBreath ha un’azione adsorbente verso le principali sostanze derivate dalla combustione di carburanti come NO2, CO2 e VOC (composti organici volatili). Gli studi sulla sua efficacia realizzati con l’Università Politecnica delle Marche dicono che con questo metodo si riescono ad adsorbire la quasi totalità di VOC, più dell’80% di ossido di azoto e più del 60% di benzene presenti nell’aria. In particolar modo un metro quadro di tessuto, in un anno, riesce ad annullare l’effetto inquinante di 1450 auto diesel, 3625 auto a benzina e 15 caldaie. In tal modo si riesce a sopperire al cosiddetto “effetto canyon urbano” per il quale l’aria calda rimane intrappolata tra gli edifici composti da materiali che trattengono i raggi solari creando così una cappa di aria calda insalubre soggetta al continuo peggioramento in termini di composizione di inquinanti. Thebreath attraverso la sua azione adsorbente permette di attenuare significativamente la bassa qualità dell’aria nei centri urbani.

Fino ad ora TheBreath è stato impiegato nelle coperture delle impalcature per la costruzione o restauro di edifici, ma essendo un tessuto questo può essere impiegato in molteplici campi oltre quello pubblicitario ed edilizio. Si pensi ad esempio all’arredamento casalingo o agli interni degli ambienti di lavoro. Insomma, si parla di un vero e proprio materiale rivoluzionario, del tutto made in Italy.