Il Partito azione e solidarietà di Maia Sandu risulta vincitore nelle elezioni parlamentari, lasciando indietro i partiti filorussi.

Il clima di tensione dovuto alle elezioni politiche è stato influenzato dalle interferenze russe nei siti elettorali e nella piattaforme social.
Le elezioni
I risultati delle elezioni parlamentari avvenute questa domenica potrebbero rappresentare un momento decisivo per la Moldova: infatti il Partito azione e solidarietà (Pas) filoeuropeista ha vinto le elezioni ottenendo il 50,2% delle preferenze, superando notevolmente il Blocco Patriottico (24,8%) e il Blocco Alternativa (7,96%), entrambi partiti filo russi. Il partito della presidente Maia Sandu otterrà quindi 52 seggi di 101, sufficienti per portare avanti un governo monocolore, ma la conquista dell’elevato numero di seggi non è l’unica cosa ritenuta rilevante in questa tornata elettorale. La vittoria del Pas sancisce anche un passo in avanti verso quel processo di avvicinamento all’Unione europea, portato avanti dalla presidente Sandu ed evidentemente sostenuto anche dalla maggior parte degli elettori, che permetterebbe alla Moldova di uscire dall’orbita di influenza esercitata dalla Russia. Sono state tante le congratulazioni provenienti dai leader europei, tra cui la presidente della Commissione Von der Leyen, Roberta Metsola e Kaja Kallas, che da un lato ribadiscono l’importanza della scelta fatta dalla Moldova verso un futuro di Europa, democrazia e libertà, ma dall’altro sottolineano il tentativo di intervento da parte della Russia per influenzare le elezioni.

Le influenze russe
Oltre a “costituire un mandato forte per il processo https://naturheilpraxis-hauri.ch/ di adesione”, la presidente della Moldova Maia Sandu ricorda nel suo discorso a Chisinau che il risultato elettorale favorevole al partito europeista dimostra il coraggio del popolo moldavo che “non si è lasciato intimidire”, facendo riferimento proprio alle ingerenze russe avvenute in questi giorni di votazione. Non soltanto la presidente Sandu ma anche il Presidente ucraino Zelenskij denuncia la tentata influenza sovversiva della Russia per destabilizzare il risultato elettorale e a lui si unisce Kaja Kallas che parla di “massicci sforzi dalla Russia per creare disinformazione”. In questi giorni infatti diverse irregolarità sono state registrate intorno ai siti elettorali in Romania, Italia, USA e Spagna, che hanno portato addirittura all’arresto di alcuni soggetti sospettati di appartenere ai servizi segreti della Transnistria. Ma le interferenze russe sono avvenute soprattutto attraverso i canali social e piattaforme digitali utilizzando una rete di troll informatici per diffondere false informazioni e propaganda anti-europea. Molte accuse però derivano anche dalla controparte filorussa: Igor Dodon, il leader del Blocco Patriottico filorusso, afferma infatti che è stato il Pas a “rubare” i voti e chiede una “protesta pacifica” da parte del popolo per ripetere le elezioni.
Un clima non democratico
Alla luce delle accuse provenienti dai due fronti politici, le votazioni in Moldova si sono svolte in un clima di tensione, che potrebbe risultare normale a ridosso di importanti elezioni politiche, ma non quando questo comporta imbrogli e destabilizzazioni che influenzano la sicurezza dei cittadini e intaccano la democrazia di uno Stato.