Molte donne per attenersi ad uno standard culturale di ruolo femminile nella famiglia, tendono a minimizzare abusi psicologici indiretti.

A sensibilizzare sul tema è l’influencer Chiara Ferragni, che dichiara di aver giustificato in passato violenze psicologiche e verbali per salvaguardare il bene della propria famiglia; ritiene che sono tante le donne a subire atteggiamenti inaccettabili in contesti familiari.
La dichiarazione personale
L’imprenditrice Chiara Ferragni è stata ospite ad un evento di presentazione del progetto contro la violenza sulle donne “oltre il silenzio” promosso dal Codacons, e ha deciso di utilizzare il palco per parlare di un argomento di cui spesso si fa portavoce: la violenza psicologica e verbale. L’influencer ha dichiarato di essere stata vittima in diverse relazioni di abusi psicologici in quanto spesso è più semplice riconoscere la violenza fisica sottovalutando quella nascosta: lei stessa sostiene che in passato era difficile riconoscere la situazione nella quale si trovava, e di conseguenza giustificava i comportamenti del partner.

Comprendere i segnali d’allarme
L’influencer e imprenditrice digitale ha parlato di un argomento a lei molto caro, con lo scopo di utilizzare la sua figura mediatica per diffondere un messaggio che potrebbe aiutare più donne a riconoscere atteggiamenti sospetti e rintracciare i campanelli d’allarme. Durante l’evento sottolinea l’importanza di non sottovalutare comportamenti che possono essere dei chiari segnali di violenza, dal tipo di violenza psicologica, verbale o economica a cui bisogna fare attenzione. Sostiene, inoltre, che le donne per cultura sono abituate a fare sacrifici per la famiglia e per la coppia e questo porta a giustificare azioni e parole inaccettabili. Chiara Ferragni ha raccontato di essere riuscita a decodificare situazioni abusanti anche grazie ai social network, dove si è imbattuta in video e racconti di donne che seppur diversi, avevano dei punti in comune con la sua situazione.

L’analisi sociologica sul ruolo della donna in famiglia
La dichiarazione dell’influencer mostra come le donne, dalle più note a quelle senza visibilità, assorbono l’idea di dover mantenere un’immagine familiare compatta, spesso a discapito del proprio benessere. Alla base di questa idea vi sono però delle radici culturali di cui la sociologia riesce a darci una spiegazione dettagliata: la concezione del ruolo tradizionale della donna come pilastro portante e custode della famiglia, la quale grava più di quanto sembra sullo stato d’animo femminile e comporta la normalizzazione della violenza psicologica e verbale. Questo concetto è spiegato dalle analisi di Talcott Parsons, sociologo statunitense i cui studi richiamano alle idee di Weber e Durkheim, che apre una parentesi sulla questione familiare. Parsons introdusse una distinzione tra due tipi di ruolo all’interno della famiglia:
- ruolo strumentale (maschile): responsabilità lavorativa e sostentamento economico.
- Ruolo espressivo (femminile): riguarda la coesione familiare e la responsabilità affettiva.
Questa teoria mostra quanto la donna sia ritenuta principalmente responsabile del ruolo espressivo, dunque una figura centrale su cui pesa il dovere di crescita ed educazione di figli con il conseguente vincolo di non riuscire a mostrarsi vulnerabili e accettare atteggiamenti errati passivamente. Sebbene queste teorie siano state ampiamente criticate successivamente, ancora oggigiorno c’è un mancato sradicamento di quella concezione tradizionale che presuppone la donna su un vertice sul quale piovono carichi emotivi che la induce a sopportare tensioni e abusi, perché ancora intrinseca nella mente l’idea che la loro tolleranza sia necessaria per il mantenimento del nucleo di familiare, dunque per proteggere figli o partner. Quando l’influencer afferma di “giustificare per il bene della famiglia” esprime un peso tipico di queste concezioni culturali e antiche. L’attenzione va quindi data a qualsiasi forma di violenza, anche a quelle apparentemente inesistenti che spesso in contesti dove grava il peso di responsabilità familiare sono sottovalutate e non riconosciute immediatamente: rompere il tabù è importante per aiutare chi a causa della volontà di proteggere i figli e la famiglia, non riesce a denunciare e parlare delle violenze subite.
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