Scopriamo come la serie anime “C’era una volta… Pollon” ci ripropone i miti dell’antica Grecia

“Pollon” è una serie anime che ci racconta i miti greci, andiamo a scoprire come questi vengono modificati. 

Esistono molti miti greci, e tutti ne conosciamo almeno un paio; che si parli dell’origine dei fiori o dello scorrere delle stagioni, in questi miti abbiamo una risposta. Oggi vedremo come qualcuno di questi miti viene modificato da questo cartone.

C’era una volta… Pollon

C’era una volta… Pollon” è un anime di 46 episodi trasmesso dal 1982 al 1983; viene dal manga “Pollon” scritto e disegnato da Azuma e pubblicato dall’editore Akita dal 1977. In Italia la serie anime viene trasmessa su Italia 1 dal 1984. La serie ci mostra le avventure della protagonista, Pollon, figlia del dio Apollo; i due vivono sull’Olimpo insieme alle altre divinità dell’antica Grecia, ma notiamo anche che sembra di vedere il mondo di oggi per la presenza di televisioni, supermercati e degli abiti di alcune protagoniste con l’aggiunta di calze a rete. Durante le varie puntate Pollon cresce sempre di più, passa dall’essere una ragazzina combina guai, all’essere più responsabile. Pollon vuole diventare una dea vera e propria e per permetterle questo Zeus (suo nonno) le dà una moneta per ogni buona azione, queste monete vanno in un salvadanaio a forma di trono; il salvadanaio diventerà più grande man mano che lei aggiungerà queste monete, quando sarà abbastanza grande lei potrà diventare una vera dea. In tutte le sue avventure Pollon è accompagnata da Eros, il dio dell’amore, e ogni avventura (e quindi anche ogni puntata) è la rivisitazione di un mito greco; i miti, anche quelli più tragici, sono rivisti in chiave moderna e umoristica. Adesso scopriamo qualcosa in più sull’antica Grecia e i suoi miti.

L’antica Grecia e i suoi miti

Quando parliamo di antica Grecia facciamo riferimento a diversi periodi storici che si succedono nel tempo. Inizialmente parliamo di civiltà cicladica ed elladica, influenzata da quella minoica (che si sviluppa a creta nell’età del bronzo); intorno al XVI secolo a.C. si sviluppa la civiltà micenea che arriva fino all’XI secolo a.C., quando iniziano a sorgere le prime città-stato. Dal IX secolo a.C. nel mondo greco possiamo parlare di periodo arcaico; poi tra V e IV secolo a.C. parliamo di periodo classico, che chiamiamo anche periodo ellenico e convenzionalmente facciamo terminare con la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C.. Proprio tra il periodo arcaico e quello classico (del IX secolo a.C.) vediamo la nascita dei miti greci. La religione greca è una religione politeistica ed è dinastico-dipartimentale; quindi le divinità hanno rapporti matrimoniali e di parentela tra loro e ognuna ha un proprio dipartimento di cui occuparsi (nessuna può svolgere le funzioni di un’altra). I miti greci servono per dare una spiegazione ad alcuni fenomeni (come l’alternarsi delle stagioni) o all’origine di alcuni elementi (come i fiori). Adesso analizzeremo due miti come esempio per vedere come vengono modificati poi dalla serie anime che abbiamo visto poco sopra; nello specifico andremo ad analizzare il mito di Apollo e Dafne e quello di Narciso.

Apollo e Dafne” e “Narciso

Il mito di Apollo e Dafne è un mito naturalistico e ci spiega la nascita della pianta di alloro. Abbiamo più varianti di questo racconto ma tutte concordano sul fatto che Apollo si invaghisce di Dafne (che in alcuni racconti è una ninfa e in altri è una mortale) e che la rincorre; lei fugge dal dio e disperata chiede aiuto al padre (il fiume Peneo) o alla madre della terra (Gea), e alla fine lei si trasforma in un albero di alloro. Il dio Apollo a quel punto punto rende quello il suo albero sacro e porta le sue foglie tra i capelli, cosa che poi faranno anche i grandi eroi. Nella puntata 3 di “Pollon” vediamo che la protagonista vuole a tutti i costi avere una madre e allora con una freccia di Eros fa innamorare Apollo di Dafne, ma poi colpisce lei con una freccia del non-amore; Apollo rincorre Dafne, ma lei per scappare da lui si trasforma in un albero. Apollo a questo punto non porta più in giro il sole e Pollon allora si butta da una scogliera; la salva uno scienziato e le dà una pozione per far tornare Dafne alla normalità. Eros colpisce Dafne con la freccia dell’amore e lei si innamora di Apollo, ma poi si trasforma in un cavallo; poi Pollon sperimenta con le pozioni magiche e dopo varie trasformazioni Apollo, Dafne e le altre divinità diventano per metà alberi di alloro e Pollon è costretta a prendersi cura di tutti. Per quanto riguarda il mito di Narciso, leggiamo la storia di questo ragazzo che rifiuta l’amore di Eco e la porta al suicidio, per questo poi gli dei lo puniscono e lo fanno innamorare del suo riflesso; quando il ragazzo capisce cosa era successo si lascia morire e su quel luogo nascono dei fiori che saranno chiamati come lui, narcisi. Anche di questo mito esistono diverse varianti, in alcuni racconti invece di Eco si parla del giovane Aminia e in altri si racconta che Narciso era destinato a morire da giovane se avesse visto il suo riflesso (e quindi non era una vendetta degli dei per la morte di Eco, ma una situazione che sarebbe accaduta comunque). Nell’episodio 4 di “Pollon” vediamo che Narciso è un ragazzo non di bell’aspetto ed era innamorato di Eco, una donna bellissima; Eco lo rifiuta e lui tenta di impiccarsi, ma Pollon lo vede e decide di aiutarlo facendolo diventare bellissimo. Narciso fa innamorare tutte le ragazze di lui ma poi le tratta male e le fa diventare brutte; gli dei allora si vendicano e lo fanno innamorare del suo riflesso. L’effetto della magia di Pollon passa e Narciso diventa di nuovo un ragazzo brutto e alla fine della puntata decide di piantare dei bei fiori che gli ricordano del periodo in cui era un bel ragazzo; poi chiama questi fiori narcisi. Negli ultimi secondi comprare un piccolo omino che racconta come finisce il mito vero. Vediamo che le puntate cambiano i miti, possiamo dire che li stravolgono, per renderli più interessanti per il pubblico a cui si rivolgono.

Lascia un commento