L’autrice della saga di Harry Potter è già stata oggetto di forti critiche per i suoi pensieri transfobici, ma negli ultimi giorni ha ricevuto una notevole critica da parte di Pedro Pascal.

La saga di Harry Potter ha avuto un notevole successo sin dalla pubblicazione del primo capitolo. Sia i libri che i film sono apprezzati tutt’oggi (con l’incombere della nuova serie TV). Nessuno si sarebbe aspettato che l’autrice, J. K. Rowling, avesse dei pensieri xenofobi nei confronti delle persone transessuali. La saga del giovane mago, infatti, è all’insegna di valori che si oppongono a questo genere di pensieri. Tutta la storia trasmette qualità morali come l’amore incondizionato, il coraggio di scegliere il bene e si critica molto anche il pregiudizio. Vi è dietro una critica fortissima contro il razzismo e il classismo. Non a caso il male è personificato in qualcuno che crede che ci sia qualcosa di diverso tra “purosangue” e “mezzosangue”. Allora com’è possibile che l’autrice, colei che ha prodotto determinati personaggi e determinate idee, possa in qualche modo avere delle idee contrarie a quelle del proprio prodotto?
Boicottaggio di Harry Potter
La corte suprema britannica ha emanato di recente una sentenza che non riconosce alle donne trans gli stessi diritti garantiti alle donne biologiche (cisgender). In merito a questo accaduto, l’autrice dei libri di Harry Potter ha postato un tweet quantomeno discutibile. Nel post, infatti, l’autrice festeggia con drink e sigaro, dichiarandosi felice della sentenza. Non è oscuro, ormai, che la donna sia contraria al riconoscimento di egualità per le persone transessuali.
In risposta a tale post risalta il commento di Pedro Pascal, l’attore di “The last of us” (e a breve in uscita anche “Fantastici 4”). Nel commento, l’attore descrive la Rowling come “perdente odiosa” e invita a boicottare ogni prodotto riferito al mondo di Harry Potter, in segno di protesta all’ideologia dell’autrice. L’invito, in realtà, era già stato promosso dall’attivista Tariq Ra’ouf, anche se il post originale è stato rimosso da TikTok.

Opera e autore
In situazioni come quella presentata, gli attivisti cercano di inneggiare le persone a boicottare le opere per danneggiare l’autore. Sicuramente le ripercussioni ci saranno e l’opinione pubblica cambierà. La stessa persona che una volta veniva amata ed acclamata per le proprie creazioni, può essere disprezzata per avere dei pensieri non in linea con quelli della società. Di certo è spregevole un pensiero come quello della Rowling, che non conserva un briciolo di dignità postando una foto in cui festeggia in maniera esosa; ma è effettivamente una cosa nuova il distacco dell’autore con la morale presente nelle sue opere? Inoltre, è corretto sabotare un’opera, che di insegnamenti buoni ne ha, solo per danneggiare l’autore? La risposta più immediata è sicuramente affermativa, ma a ragionarci un attimo, non è così. Tutti noi che abbiamo letto i libri e visto i film, abbiamo apprezzato molto i personaggi, le loro evoluzioni, i loro contrasti e tutta la trama che li connette. Perché dovremmo far sì che queste opere non circolino più solo per danneggiare una persona?
Ipocrisia autoriale
Nel corso del tempo ci sono stati molti autori che hanno scritto grandi opere, ma che nella vita privata si sono dimostrate persone contrarie alle idee esaltate da loro stessi. Prima dell’avvento dei social era molto più oscura questa diversificazione tra autore dell’opera e persona, ma ad oggi è certamente più facile riconoscere il distacco che esiste. In alcune circostanze non si vuole quasi credere a determinate incongruenze. Sono molti gli autori, anche della modernità, che hanno scritto grandi opere e quindi sono passati alla storia, ma che avevano pensieri non accettabili al giorno d’oggi. Lovecraft e Ezra Pound, per esempio, erano rispettivamente xenofobo (nei confronti dei non anglosassoni) e apertamente sostenitore del fascismo. Anche un autore come Charles Dickens aveva i suoi lati oscuri. Da un lato, imprime nei suoi romanzi un’empatia verso le classi sociali più basse, ma dall’altro trattava molto male la moglie, addirittura cercando di farla internare in un manicomio per non doverla più vedere. Un po’ meno drastico, invece, il caso di sir Arthur Conan Doyle, che nei suoi celebri romanzi esalta la razionalità e il pensiero logico (personificato da Sherlock Holmes), ma paradossalmente credeva in maniera ferma all’esistenza di creature magiche e del paranormale, rovinandosi la propria reputazione.