Yalta e la Guerra fredda: riscopriamo la denuncia artistica di Picasso

Ottant’anni fa la Conferenza fra i tre grandi vincitori della guerra. Un accordo per costruire la pace, scrivere una nuova storia e  geografia.

Il primo ostacolo fu senza alcun dubbio il dialogo con il leader dell’Unione sovietica. La conferenza segnò un punto di svolta cruciale.

Yalta

Nessuno si accorse che erano 13 a tavola, nemmeno il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, scaramantico al punto da portare sempre con sé la coda portafortuna di Gloucester, il cavallo più bello del mondo. Nella sala dove lo Zar e gli altri leader alleati stavano decidendo il futuro dell’Europa, il fumo dei sigari si mescolava alle ombre proiettate dalle lampade d’epoca. La lunga tavola era apparecchiata con eleganza, ma nessuno badò al numero dei coperti. Roosevelt, immerso nelle trattative, stringeva distrattamente tra le dita il piccolo amuleto ricavato dalla coda di Gloucester, un gesto che ripeteva inconsciamente ogni volta che si trovava di fronte a decisioni cruciali.

Le trattative

Churchill sorseggiava il suo whisky con l’aria pensierosa di chi vede più in là degli altri, mentre Stalin, con il suo sguardo impenetrabile, si limitava ad ascoltare, lasciando che il silenzio pesasse sugli interlocutori. La Conferenza di Yalta, svoltasi dal 4 all’11 febbraio 1945 nella Crimea sovietica, fu un incontro strategico tra Franklin D. Roosevelt, Winston Churchill e Iosif Stalin per definire l’assetto geopolitico postbellico. I tre leader discussero la divisione della Germania in zone di occupazione, il futuro dell’Europa orientale e la creazione delle Nazioni Unite. Sebbene l’accordo sancisse ufficialmente la collaborazione tra le potenze alleate, pose anche le basi per la divisione del continente e l’inizio della Guerra Fredda, con l’Unione Sovietica che consolidò la propria influenza sui paesi dell’Est europeo.

Picasso

Il Massacro in Corea (1951) di Pablo Picasso è un’opera che si inserisce nel contesto della Guerra Fredda, un conflitto ideologico e politico che si sviluppò proprio a seguito delle decisioni prese alla Conferenza di Yalta del 1945. A Yalta, le potenze alleate stabilirono la divisione del mondo in sfere d’influenza, gettando le basi per il confronto tra il blocco occidentale e quello sovietico. Questo scenario si tradusse, negli anni successivi, in conflitti indiretti come la Guerra di Corea (1950-1953), in cui Stati Uniti e Unione Sovietica si affrontarono sostenendo rispettivamente Corea del Sud e Corea del Nord. Picasso, noto per il suo impegno politico, dipinse Massacro in Corea per denunciare le atrocità commesse durante il conflitto. L’opera, ispirata ai massacri della guerra e all’iconografia di Los fusilamientos del 3 de mayo di Goya, rappresenta un gruppo di donne e bambini inermi di fronte a soldati armati, raffigurati come figure disumanizzate e senza volto.

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