Tra elemosina e carità, la povertà del Medioevo vista con Robin Hood

Attraverso la lente di ingrandimento puntata su Robin Hood, vediamo come la società del Medioevo rispose al fenomeno della povertà.

La figura di Robin Hood rappresenta un eroe popolare del Medioevo britannico, nel quale moltissima gente viveva soffrendo la fame. Tra fantasia e realtà questa figura era un nobile decaduto o un bandito che ha dedicato la sua esistenza a combattere la povertà di quel periodo, diffusissima. Impossibile non citare la frase “rubava ai ricchi per dare ai poveri”, tuttavia il saccheggio non era l’unica via per sopravvivere. Infatti, la società di quel periodo, in tutta Europa seppur con delle disuguaglianze, cercò di arginare il problema offrendo un aiuto concreto.

L’elemosina

Una premessa doverosa da fare è che in povertà ci poteva finire chiunque nella società dell’epoca. Bastava solamente un investimento sbagliato o una guerra andata male. Ed è proprio in questo caso che vediamo, secondo la versione più diffusa, il personaggio di Robin Hood che per la sua fedeltà prestata a Riccardo Cuor di Leone, sovrano d’Inghilterra vissuto nel XII secolo, si trovò senza alcun possedimento una volta che il trono venne usurpato dal fratello Giovanni Senzaterra. In questi casi le opzioni non erano tante, infatti si poteva o scegliere la vita da eremita, che è proprio quello che fa Robin Hood, oppure chiedere l’elemosina nelle varie città. La società di quel tempo identifica il problema della povertà e cerca, seppur senza grande successo all’inizio, di offrire aiuto alle persone che lo necessitano. Per una persona benestante, dare l’elemosina era infatti una buona azione in termini religiosi, oltreché morali. Infatti era molto diffusa l’ideologia che attraverso questi aiuti, il paradiso fosse più vicino.

Alto Medioevo (Pandora Rivista)

Distribuzione di soldi, pane e  vestiti

Contrariamente a come ci viene da pensare, fare elemosina non consisteva esclusivamente nel distribuire monete. Le confraternite organizzavano momenti nel quale si distribuivano anche pane e vestiti. La chiesa giocava un ruolo molto importante, sia per l’ideologia di salvezza sopracitata, sia perché concretamente attiva nel cercare di arginare il problema. La figura del mendicante era diffusissima con molti che erano salariati senza lavoro. La visione verso queste persone era tendenzialmente di pena, con molti tra essi che non chiedevano l’elemosina abitualmente, ma solo in momenti di forte crisi. Oltre a questi, moltissimi bisognosi erano invece infermi che non potevano svolgere alcun tipo di lavoro. La loro quotidianità dipendeva esclusivamente dalla generosità e dalla carità di altri. Queste forme di aiuto si davano solamente ai poveri facenti residenza nella città, mentre venivano mal visti i vagabondi e tutte le figure esterne alla società, compresi gli eremiti.

Un aiuto che rappresentò la salvezza

Certamente fenomeni quali furti, violenze e evasioni fiscali erano molto diffusi, come in ogni periodo di carestia. Tuttavia queste forme di aiuto garantivano, quantomeno, un contenimento di tali azioni in quanto molta gente poteva aggrapparsi all’elemosina per sopravvivere, senza rischiare il carcere oppure la vita attraverso azioni poco lodevoli. Ospedali, confraternite, monasteri erano tutti organizzati per aiutare la povera gente. L’aiuto, pertanto, non mancava anche se il fenomeno per diversi secoli non si riuscì a placare e figure come Robin Hood, tra leggenda e realtà, rappresentarono un’ancora di salvezza per moltissime persone

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