La scomparsa di ”mamma Concetta”, resa celebre da Danilo Masotti, riaccende il dibattito sull’invecchiamento cerebrale e le demenze.

Con la sua dolcezza e il sorriso che ha conquistato molti attraverso i video su TikTok, Concetta è diventata un simbolo, non solo di affetto, ma anche di un tema che interessa milioni di persone: l’invecchiamento del cervello umano.
La scomparsa di “mamma Concetta” e la divulgazione di Danilo
Danilo annuncia la scomparsa di sua mamma Concetta, che a 94 anni era diventata una figura amata e simbolica grazie ai momenti di quotidianità che Masotti condivideva su TikTok. I suoi video, che univano tenerezza e leggerezza, hanno avvicinato molti alla realtà della demenza senile, rendendo questo tema complesso più umano e meno astratto. Danilo ha sempre voluto mostrare la parte più autentica della malattia: non solo i momenti di smarrimento, ma anche quelli di profonda connessione, con l’obiettivo di sensibilizzare su un disturbo che solo in Italia colpisce piu’ di mezzo milione di individui.
Invecchiamento patologico e demenze
Ma quali sono le cause di insorgenza di una demenza? L’invecchiamento del cervello è un fenomeno inevitabile, ma può assumere due forme distinte: quella fisiologica, legata ai normali cambiamenti legati all’età, e quella patologica, che porta a malattie cognitive come l’Alzheimer, la demenza e il Parkinson. L’invecchiamento patologico si distingue da quello fisiologico per un progressivo e anomalo declino delle funzioni cerebrali, che va oltre i normali cambiamenti legati all’età e spesso porta a malattie come le demenze.
Una demenza per definizione è un disagio che porta a una perdita di funzioni cognitive, in particolare la memoria, tale da compromettere l’autonomia funzionale nella vita quotidiana.
Il processo comune fondamentale che porta alla demenza è sempre la perdita o l’alterata funzione delle cellule nervose, che sono il substrato anatomico delle funzioni cognitive. Tra le principali cause di insorgenza di demenze troviamo le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, causato da un accumulo nei neuroni di proteine beta-amiloide e TAU. Una demenza può anche insorgere come conseguenza di una malattia cerebro-vascolare (ictus), e la diagnosi può essere fatta solo a seguito dell’insorgenza della patologia vascolare stessa (ci deve essere anche un associazione temporale tra i due disturbi). Altre forme di demenza, invece, sono causate dalla carenza di neurotrasmettitori vitali, che porta alla morte di gruppi di neuroni. Inoltre alterazioni nei normali processi cellulari, in particolare disfunzioni mitocondriali, provocano un’eccessiva produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), che danneggiano lipidi, proteine e DNA nei neuroni, accelerando la morte cellulare.
Le demenze quindi sono una conseguenza di disfunzione e morte neuronale, che può derivare da varie condizioni. A seconda delle aree cerebrali coinvolte si alterano diverse funzioni cognitive, ma quasi sempre la memoria, l’apprendimento e le capacità motorie.

Consigli pratici in relazione all’interazione con i pazienti e opzioni terapeutiche
Quando ci si interagisce con pazienti, soprattutto in contesti di deterioramento cognitivo, è fondamentale mantenere un atteggiamento positivo e incoraggiante. I comportamenti del paziente non devono essere visti come un attacco personale; è importante non sottolineare gli errori, ma piuttosto sostenere e rinforzare i progressi. La pazienza è essenziale: è normale che il paziente manifesti difficoltà che non sono sotto il suo controllo. Inoltre, è utile creare punti di riferimento spazio-temporali negli ambienti in cui si interagisce, per facilitare la loro orientazione e ridurre l’ansia. Con questo approccio, si favorisce un ambiente più sereno e rispettoso, che aiuta il paziente a sentirsi compreso e sostenuto.
Purtroppo, ad oggi, le opzioni terapeutiche per queste malattie rimangono molto limitate, anche causa di un frequente ritardo nella diagnosi. Quando la patologia si manifesta, infatti, i primi segni spesso passano inosservati, e il disturbo viene riconosciuto solo dopo mesi o addirittura anni, quando il declino cognitivo e la morte neuronale sono così avanzati da rendere difficile, se non impossibile, intervenire efficacemente.
In questo contesto, promuovere un invecchiamento sano diventa fondamentale. Un’alimentazione equilibrata, l’esercizio fisico regolare, il mantenimento di una vita sociale attiva e una buona salute emotiva sono tutti fattori che possono prevenire l’insorgenza di demenze e delle malattie neurodegenerative. Sebbene oggi non esistano cure risolutive, questi fattori, combinati con i trattamenti farmacologici disponibili, possono migliorare significativamente la qualità della vita di chi vive con queste malattie.