Arriva il nuovo album di Baby Gang, il trapper con oltre due milioni di follower che farà sicuramente discutere molto.

Esce mentre si trova ai domiciliari a Lecco con braccialetto elettronico, ed è in corso il procedimento relativo all’istanza della sorveglianza speciale per due anni.
Il nuovo album
I giudici, che lo hanno già condannato in primo grado a 5 anni e 2 mesi nel processo per una sparatoria nell’estate del 2022, hanno aggravato la precedente misura cautelare per l’accusa di lesioni aggravate perchè avrebbe sparato, il 20 gennaio, ad un suo amico. . La prossima udienza è a giugno. Il nuovo album vede però la collaborazione con alcuni tra i più importanti artisti che ormai si sono affermati anche tra i meno giovani, come Sfera Ebbasta, Geolier, Marracash, Blanco, Lazza, Tedua e tanti altri. L’album è il manifesto di Baby, un racconto del bene e del male delle esperienze vissute dall’artista. Una descrizione del brutto e del bello durante i suoi anni di vita. Vivere una situazione travagliata ha sicuramente agevolato il processo creativo e rafforzato la volontà di esprimersi attraverso la musica, a prescindere dal messaggio trasmesso.

Il processo creativo
Brani che già solo nei titoli raccontano la storia di Zaccaria Mouhib, nato a Lecco il 26 giugno 2001 da genitori immigrati, originari del Marocco, cresciuto in strada. Dopo la Francia anche l’Italia comincia ad avere artisti affermati figli du seconda o terza generazione. Egli inizia a credere nelle sue capacità artistiche, grazie anche all’aiuto di don Claudio Burgio dell’associazione Kayros, e comincia una nuova fase della sua vita. Proprio questa associazione sta aiutando molti ragazzi a sperare nuovamente in un futuro migliore. Kayros accoglie in comunità residenziali minori adolescenti e giovani maggiorenni con procedimenti penali, allo scopo di promuovere progetti personalizzati finalizzati al reinserimento sociale autonomo e responsabile. Don Caludio inoltre è stato anche ospite del noto podcast ”Muschio Selvaggio”.

Gramsci
Ovviamente fare un paragone tra le due persone sarebbe impossibile, ma ciò che è accompagnato il processo creativo di entrambi potrebbe essere quantomeno messo in parallelo. Le “Lettere dal Carcere” di Antonio Gramsci sono una raccolta di lettere che ha scritto durante il suo periodo di prigionia dal 1926 al 1937. Come noto si tratta di un libro postumo. La sua storia inizia il giorno dopo la morte del suo autore, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937. La prima edizione contava 218 lettere. Ora sono 511. Le lettere corrono parallele alla stesura dei Quaderni del carcere, tradotti e studiati in tutto il mondo. Durante la sua detenzione, Gramsci scrisse numerose lettere a parenti, amici e colleghi, in cui affrontava una vasta gamma di argomenti, tra cui politica, filosofia, letteratura e questioni personali.