Gli effetti del cambiamento climatico, stranamente, hanno migliorato la qualità del Bordeaux, ma peggiorato quella della birra.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico avrà effetti sempre peggiori sulla Terra e sul suo ecosistema, non risparmiando neanche l’agricoltura. Questo infatti influenza anche il sapore di due bevande in particolare: il Bordeaux e la birra.
IL BORDEAUX …
Questi vigneti così importanti del sud-ovest della Francia, erano presenti sin dall’antichità: i notabili di Burdigala (l’antica Bordeaux) avrebbero deciso di creare i propri vigneti a causa dei prezzi elevati dei vini italiani e narbonesi. Il commercio vinicolo continuò a svilupparsi nel XII secolo sotto il regno di Enrico II, conte d’Angiò e re di Inghilterra. La città di Bordeaux nel frattempo divenne un porto esportatore di vini privilegiato a destinazione britannica; il re d’Inghilterra concesse quindi importanti privilegi fiscali ai negozianti bordolesi comprendendo anche l’estensione dei vigneti.
Nel XVII secolo, la famiglia bordolese Pontac, proprietaria della regione di Bordeaux, scelse di migliorare la qualità della coltivazione del suo vino: curò il territorio, le vigne e i vini vennero messi in barrique nuove e di quercia, fin quando Arnaud III de Pontac fece conoscere i suoi vini in Inghilterra, così apprezzati che finirono per essere venduti ad un prezzo più alto rispetto agli altri Bordeaux. Anche gli altri negozianti seguirono quindi questa strada, che si rivelò vincente: i vigneti si estesero ulteriormente fino al Medòc e al Sauternes, e nelle regioni di Blaye e Bourg.
…E LA BIRRA NELLA STORIA
Per quanto riguarda la birra invece, sembra essere una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, registrata nella storia scritta dell’Antico Egitto e della Mesopotamia, dove sembra essere nata la professione del birraio. In Egitto invece, veniva considerata anche come una medicina, infatti una birra a bassa gradazione o diluita con acqua e miele veniva somministrata ai neonati quando le madri non avevano latte. Anche le popolazioni preitaliche avrebbero prodotto la birra, ma i vari artefici della diffusione furono le tribù germaniche e celtiche, e fu nel Medioevo che questa bevanda iniziò a diventare famosa. Nel 822 un abate carolingio menzionò il luppolo come ingrediente principale e fu proprio merito dei monasteri il salto di qualità nella produzione della bevanda. La birra prodotta prima della rivoluzione industriale era fatta e venduta su scala domestica; soltanto successivamente la produzione passò da una dimensione artigianale ad una industriale.

LE CONSEGUENZE
Secondo l’ Università di Oxford il cambiamento climatico con i suoi inverni umidi e le estati secche, sta portando ad un miglioramento della qualità dei vini, in particolare nella regione storica del Bordeaux, celebre per la sua produzione vinicola. In quest’area della Francia tra l’altro, le piante vengono irrorate quasi esclusivamente dalle piogge, motivo della scelta di concentrarsi in quest’area. Studiando questa regione, molti critici enologici hanno hanno verificato che dal 1950 al 2022 i sapori dei vini di Bordeaux sono risultati più forti e intensi.
La birra in Europa invece sembra essere minacciata dal cambiamento climatico a causa della siccità: entro il 2050 infatti si prevede un calo della qualità e della quantità del luppolo. Un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’ Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca ha esaminato i dati relativi alla produzione del luppolo tra il 1971 e il 2018 nelle regioni europee con la più fiorente coltivazione del luppolo. Hanno così scoperto che quest’ultimo inizia a maturare con 20 giorni di anticipo, i raccolti sono calati di almeno 0,2 tonnellate per ettaro all’anno (cosa che potrebbe portare ad un drastico aumento dei costi) e il contenuto degli acidi che influenzano il sapore della bevanda si sono ridotti a causa delle alte temperature.