Dal 1997 “One Piece” ha trovato posto nel cuore di milioni di fans in tutto il mondo, ma ad oggi ancora non si sa cosa sia questo agognato tesoro. Un possibile indizio ce lo può dare la “Navigatio sancti Brendani”.

Il 31 Agosto 2023 è uscita per Netflix la nuova serie live action incentrato sul manga di Eiichiro Oda: One Piece. Anche se l’opera godeva già di immensa fama, la serie è riuscita a rilanciare ancora più in alto il nome del manga. L’adattamento copre solo i primi capitoli, ma già sono state annunciate delle future stagioni.
Con questo reboot ripartono le avventure di Monkey D. Luffy e la sua ciurma, alla ricerca del One Piece, un misterioso tesoro lasciato dal fu pirata Gol D. Roger.
One Piece, l’opera e il tesoro
Eiichiro Oda inizia da giovanissimo a scrivere ed illustrare la sua opera, che ad oggi conta 106 volumi, 1086 capitoli e 1075 episodi per l’adattamento anime. La storia dura da 26 anni e ancora – chi è in pari con la lettura ne è consapevole – non si vede all’orizzonte la parola “fine”. È un viaggio che è durato e durerà ancora a lungo. Ha battuto ogni record, considerando che è il manga più venduto della storia e per numero di copie batte anche le vendite di “Harry Potter”.
Il nome dell’opera è anche il nome del tesoro che i protagonisti (e non solo) stanno cercando. È un tesoro misterioso e nessuno sa di cosa si tratta a parte Gol D. Roger, giustiziato al patibolo. Proprio in questa occasione ha fatto sì che la sua morte non fosse la fine, ma l’inizio di una nuova era di pirateria. Le sue parole sono nella mente di tutti coloro che poi decisero di intraprendere la vita di pirata.
“Il mio tesoro? Prendetelo pure se volete, cercatelo! In esso è racchiuso quanto di più prezioso al mondo. Chissà se qualcuno di voi lo troverà!”
Luffy e la sua ciurma si faranno conoscere, viaggiando da un mare all’altro, di isola in isola, aiutando persone e sconfiggendo i nuovi avversari. La sua fama diventerà mondiale, non solo nel mondo fittizio di One Piece, ma piano piano lo sta diventando anche nel mondo reale.

La “Navigatio sancti Brendani”
L’opera è in realtà anonima, giunta sino a noi tramite una serie di manoscritti, a partire dal X secolo d.C. Si tratta di un’opera di finzione, in cui il protagonista, appunto Brendano, compie un viaggio alla ricerca del paradiso terrestre. Nel medioevo si pensava che il paradiso terrestre esistesse davvero e che si trovasse all’estremo est. Con maestria, l’autore, rappresenta quindi un’opera di fantasia, con creature e terre totalmente immaginate o ispirate al folklore contemporaneo, usando la tecnica del diario di viaggio e in parte anche di agiografia (o vita di santo).
Nell’opera c’è molto rispetto per la natura e le creature che si incontrano. Anche se alcune fanno male all’uomo, non lo fanno per cattiveria, ma come risposta naturale. La natura, quindi, non è maligna, ma ogni entità ha un suo modo di agire.
Alla fine dell’opera Brendano giungerà finalmente al paradiso terrestre, ma quello che riscontra è che una volta giunto a destinazione non è appagato per aver toccato la meta, ma per la ricchezza che ha accumulato durante il viaggio. Ovviamente, trattandosi anche di una figura cristiana, non si tratta di ricchezza materiale. Si parla delle esperienze, delle nozioni, di tutto ciò che ha imparato durante il viaggio.
In parole povere, cadendo ineluttabilmente in un cliché, conta di più il viaggio che la destinazione.
Oda e il finale di One Piece
Nel corso di questi 26 anni, i fans hanno provato a capire in quale direzione stesse andando l’opera. Migliaia di discussioni online parlano di cosa potrebbe essere il One Piece, quando si concluderà, se alla fine sarà effettivamente Luffy a diventare il re dei pirati. Le risposte certe non sono arrivate. Quello che possiamo assicurare è che per tutti coloro che apprezzano l’opera, il viaggio è diventato effettivamente un grande tesoro. Accompagnare questi personaggi per così tanti anni non può che far trovare loro almeno un piccolo spazio nel cuore.
Potrebbe darsi che qualche fan abbia indovinato il finale. Oda ha dichiarato che il finale l’ha ben chiaro dal 1999 e che non lo cambierà anche se qualcuno lo dovesse indovinare. Ora sta semplicemente indirizzando la trama verso quella direzione.