Se Irène Némirovsky guardasse il film ‘Suite francese’ sarebbe soddisfatta? Analizziamo insieme le differenze

Cosa succede quando si vogliono mettere in scena poche parti di un romanzo, subordinando e dimenticando altri elementi importanti.

Non sempre è facile trarre un film da un grande romanzo. È il caso di suite francese, capolavoro di Irène Némirovsky, film diretto da Saul Dibb. Un film con un cast eccezionale, ma manca di tantissimi elementi che, rispetto al libro, vengono trascurati, riducendolo così a una classica storia d’amore impossibile tra un soldato e una civile francese.

FILM

Suite francese è un film uscito nel 2014, diretto da Saul Dibb e basato sulla seconda parte dell’omonimo romanzo, di Irène Némirovsky, dal sottotitolo Dolce. Il personaggio femminile principale è Lucile Angellier, una giovane donna che vive assieme all’autoritaria suocera Madama Angellier in una splendida casa nella campagna francese. Le loro vite già sconvolte a causa della partenza dei mariti e dei figli maschi per la guerra, vengono messe nuovamente alla prova nel momento in cui i soldati nazisti occupano la Francia, senza risparmiare il paesino di campagna dove vivono le due donne. Ai soldati vengono assegnate come alloggi le case degli abitanti e la tenuta di Madama Angellier viene indirizzata all’ufficiale Bruno Von Falk. La presenza di Bruno turba la vita di Lucile: è scissa tra il dovere di rimanere fedele nei confronti del marito, nonostante non abbia più sue notizie da tanto tempo, e il volere lasciarsi andare a quei sentimenti che in rare occasioni si ha la fortuna di provare e di essere ricambiati. Chiaramente il problema è il fatto che i due innamorati sono un soldato nazista e una civile francese, il carnefice e la vittima, un rapporto che fino alla permanenza di Bruno sarà costretto a rimanere nascosto e soppresso da qualcosa che nessuno dei due è in grado di controllare: l’andamento di una guerra inutile e l’umiliazione che Lucile dovrebbe sopportare se solo questo venisse reso pubblico. Chiaramente ciò non accade: nonostante Lucile e Bruno non si oppongono ai loro sentimenti, quest’ultimo viene mandato a combattere sul fronte russo, lasciando Lucile con la vana speranza che forse un giorno si sarebbero rincontrati.

LIBRO

Pietro Citati, scrittore, saggista e critico letterario, a proposito del libro, scrive

“Quasi senza saperlo, per una specie di grazia infusa, Irène Némirovsky possedeva i doni del grande romanziere, come se Tolstoj, Dostoevskij, Balzac, Flaubert e Turgenev le fossero accanto e le guidassero la mano mentre lei scriveva i suoi quaderni”

Suite francese è un romanzo incompiuto di Irène Némirovsky. Venne pubblicato con questo titolo nel 2004, quando le due figlie, Elisabeth Gille e Denise Epstein, riscoprono gli ultimi manoscritti della madre. Irène voleva pubblicare una serie divisa in cinque parti, tutte contenute all’interno di un unico libro, ma quando nel 1942 venne deportata ad Auschwitz la sua opera rimase incompiuta, concludendo solo i primi due volumi dal sottotitolo Temporale di giugno e Dolce. Gli altri titoletti dei volumi sarebbero stati: Prigionia, Battaglia e La pace. La prima parte narra le vicende di alcune famiglie francesi nel momento in cui devono fuggire dall’invasione nazista nella loro terra, in particolare la famiglia Péricand, la famiglia Michaud e protagonisti individuali come Gabriele Conte e Charlie Langelet. Il secondo volume, Dolce, è ambientato a Bussy, villaggio di campagna nel centro della Francia che tratta dell’incontro tra Bruno Von Falk, ufficiale nazista, e la giovane Lucile, cittadina francese.

CHI SONO BRUNO E LUCILE

Le differenze tra il film e il secondo volume del libro sono piuttosto evidenti: nel libro viene specificata meglio la storia dei personaggi; per esempio, si parla del matrimonio di Lucile e del perché si sia sposata “Mi sono sposata perché ero un’oca e perché mio padre mi aveva detto ‘è un bravo ragazzo, ti farà felice’. Non immaginavo che mi avrebbe tradita l’indomani delle nozze con una modista di Digione” Lucile si è sposata per volere del padre; Gaston ha accettato il matrimonio per approfittare delle ricchezze della famiglia di Lucile, che però il padre di lei ha sperperato lasciandole poca dote. Gaston poi, un uomo grasso e annoiato, ha comprato casa a Digione, dove trascorreva molto tempo con la sua amante. Nel film, Lucile, scopre di essere tradita durante la permanenza di Bruno, mentre nel libro lei è a conoscenza di questo fatto fin da subito. Ciò mette l’ufficiale Bruno sotto una luce differente: il lettore percepisce il marito di Lucile come un uomo riluttante, e di conseguenza vede in Bruno una sorta di uomo ideale, per lo meno migliore dello sposo. Anche Bruno è sposato con una donna tedesca e quando lo dice a Lucile riflette su come la sua condizione di soldato potrebbe cambiare il suo matrimonio

“Oh mia moglie… Mia moglie si consolerà. Ci siamo sposati giovanissimi, eravamo quasi due bambini […] Mia madre me lo diceva, di non sposare Edith. Ma ero innamorato. Ach, Liebe … Bisognerebbe poter crescere assieme, invecchiare insieme… Ma arrivano la separazione, la guerra, le prove difficili, e uno si trova legato a una ragazzina che ha sempre diciotto anni, mentre lui ne ha a volte dodici, a volte cento”

DUE LATI ROMANTICI

Deve essere chiarito fin da subito che l’autrice del libro ha sempre creduto nel valore dei sentimenti, la bontà e la gentilezza e questo viene messo in risalto nel libro. Irène descrive Bruno non come una macchina da guerra, ma come un giovane ragazzo di ventiquattro anni in grado di provare nobili sentimenti e di essere in grado di capire la sua misera condizione, il suo essere destinato ad uccidere altre persone per vili ordini imposti dalla società. Irène mette in luce i suoi sentimenti di angoscia, di frustrazione, perché è lontano dalla sua casa e dalla sua famiglia e sa che la sua fine sarà la morte in una terra straniera

“Signora, io sono un soldato, e i soldati non pensano. Mi dicono di andare in un posto, e ci vado. Di combattere, e combatto. Di farmi uccidere, e muoio. L’esercizio del pensiero renderebbe la battaglia difficile e la morte più terribile”

Nel film, i personaggi di Bruno e di Lucile vengono ridotti a due ragazzi che si innamorano a prima vista, infrangendo le regole di condotta morale sociale. Inoltre la scena del loro bacio perde di valore: Bruno si dichiara e bacia Lucile; lei cede, non cerca di fermarlo, anche se questo la confonde, perché si rende conto di essersi realmente innamorata, ma allo stesso tempo ha dei doveri morali: il suo ruolo di moglie fedele nei confronti del marito prigioniero di guerra. Nel libro la situazione è differente: Bruno bacia Lucile o almeno ci prova, ma lei va contro questo bacio e la sua mente rimanda alle parole NEMICO. Quindi si stacca e inizia a prendere le distanze dall’ufficiale nazista. Ma perché non rendere evidente ciò anche nel film? Viene fatta leva sul lato romantico, il pubblico deve provare pena e tenerezza per questi ragazzi che non potranno mai vivere la loro storia d’amore a causa della Seconda Guerra Mondiale. Ma viene anche usato l’accostamento della bestia alla bella, il nazista, in grado di provare dei nobili sentimenti, come l’innamorarsi e la cittadina francese, in pena per il marito in guerra.

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