I mostri degli ormoni di “Big mouth” esistono e vivono negli abissi

Anche gli organismi che conducono la propria vita negli abissi sono in grado di riprodursi ed accrescersi nonostante le complesse condizioni ambientali.

“Big mouth” è una serie Netflix in cui vengono narrate le vicende di alcuni adolescenti il cui pensiero fisso, come giusto che sia, è il sesso. Nonostante gli ambienti degli abissi siano estremamente complessi e con numerose particolarità, gli organismi che li abitano sono in grado di riprodursi e garantire quindi la sopravvivenza della specie.

GENERALITA’

Prima di entrare nello specifico dei diversi organismi degli abissi è bene precisare una cosa molto importante: le informazioni relative a questi organismi sono carenti o incomplete in quanto non è assolutamente facile compiere studi e analisi a profondità così elevate. Un concetto che risulta essere applicabile ad ogni ambiente, terrestre o marino che sia, è che il successo di qualunque specie esistente è legato innanzitutto alla riproduzione ma anche alla crescita. I meccanismi che determinano il verificarsi dei fenomeni riproduttivi sono legati ad esempio al sistema endocrino, ma anche ad alcuni parametri ambientali come luce e temperatura. Negli abissi, tuttavia, i fattori appena elencati, ovvero luce e temperatura, ma anche più in generale tutto quell’insieme di parametri chimici e fisici che regolano la riproduzione nelle acque meno profonde, risultano passare in secondo piano. A grandi profondità, il parametro più importante che determina il verificarsi della riproduzione è la disponibilità di cibo. Le caratteristiche degli ambienti di profondità, determinano inoltre alcune accortezze negli stadi giovanili dei pesci, ovvero nelle fasi subito successive alla schiusa. Le larve infatti si nutriranno del tuorlo a disposizione oppure, ancora, si assiste alla nascita di individui che risultano essere direttamente uguali agli adulti, solamente però di dimensioni più ridotte. Per quanto riguarda il raggiungimento della pubertà (con lo sviluppo delle gonadi) e conseguente riproduzione, negli abissi risulta essere stagionale ed è direttamente legato all’aumento di alimento che si verifica in alcuni periodi dell’anno.

INVERTEBRATI

Tra gli invertebrati degli ambienti profondità, possiamo innanzitutto trovare le stelle marine. Alcune di queste possono vivere anche a profondità di 2,5 Km dove, per riprodursi, sono in grado di produrre fino a 60.000 uova. Altre stelle marine, invece, sono in grado di vivere fino a 4 km di profondità, producendo tuttavia un numero più ridotto di uova. Invece, per quanto concerne i crostacei, questi presentano una produzione di gameti del tutto simile a quelli locati a profondità minori. Una caratteristica che tuttavia li contraddistingue, è la presenza dell’ermafroditismo, strategia riproduttiva piuttosto comune negli ambienti dove la possibilità di trovare un partner sessuale del sesso opposto ai fini riproduttivi risulta essere piuttosto complicata. L’ermafroditismo si manifesta per le stesse ragioni anche nei cefalopodi che conducono la propria vita a profondità elevate. Un caso piuttosto interessante è quello del calamaro gigante: le informazioni sono ancora piuttosto frammentarie, ma si ritiene che la maturità sessuale venga raggiunta intorno ai 3 anni di età. Considerando la taglia dell’animale e considerando anche che le femmine negli ambienti marini hanno quasi sempre una taglia ben maggiore rispetto ai maschi, le uova che vengono deposte hanno un peso di circa 4-5 kg.

VERTEBRATI

I pesci che conducono la propria esistenza ad elevate profondità, presentano un metabolismo estremamente lento rispetto ai pesci di bassa profondità. Considerando quindi il metabolismo, la crescita risulta essere più veloce, consentendogli anche di raggiungere taglie piuttosto notevoli. Anche in questo caso, la disparità di dimensioni tra maschi e femmine risulta essere estremamente evidente. Per quanto riguarda le femmine queste risultano essere di grandi dimensioni ed estremamente longeve mentre i maschi, alla stessa età delle femmine, risultano essere nettamente più piccoli. In alcune specie, considerando la netta disparità di taglia, tra maschi e femmine si instaura una sorta di “parassitismo” dove i maschi si attaccano alle femmine fondendosi permanentemente con loro. Pertanto, i maschi utilizzeranno le risorse nutritive della femmina in quanto i sistemi circolatori si fondono tra loro, mentre la femmina avrà a disposizione lo sperma. Maschio e femmina, in questo processo, entrano quindi in continuità anatomica e, pertanto, il maschio perderà gli organi non necessari attraverso un fenomeno di regressione (per esempio si assiste a una regressione degli occhi in quanto non risultano essere utili), mentre altri organi come i testicoli aumenteranno di taglia.

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