Tramite la drammaturgia, la messa in scena e la fotografia, Bertolt Brecht e Walker Evans mostrano la loro visione della struttura sociale per rendere giustizia a chi vive nei margini della società.

Bertolt Brecht, regista teatrale e drammaturgo, con il suo capolavoro “L’opera dei tre soldi” e Walker Evans, fotografo statunitense con l’interesse di immortalare la vita quotidiana delle persone semplici, danno voce a chi non è mai stato considerato solo per le loro condizioni economiche e sociali.
Ahimè, di cosa vive l’uomo?
“L’opera dei tre soldi”, Die Dreigroschenoper, scritta da Bertolt Brecht e rappresentata per la prima volta a Berlino nel 1928, pone l’attenzione verso lo stile di vita dei bassifondi londinesi di inizio Novecento, in cui viene messa in risalto come la classe sociale sfruttatrice che grava sulle spalle della classe sociale sfruttata, il mondo borghese che con brutalità danneggia il mondo di coloro che conducono una vita di stenti e miseria, considerati ormai i reietti della società. All’interno di questo capolavoro la presenza di momenti musicali, che richiamano il genere del Jazz e del Cabaret, propone interventi importanti perché tramite questi intervalli i personaggi esprimeranno i loro pensieri e le loro emozioni. Rappresentate della classe sociale povera è Macheath Messer, anche detto Mackie. Nel primo atto sposa Polly Peachum; il padre di Polly però, che è possibile definire il ‘capo’ di tutti i mendicanti di Londra, non è contento di questo matrimonio e vuole farlo arrestare e poi condannarlo all’impiccagione. Polly e il padre sono altri due personaggi facenti parte della cerchia sociale povera, e la loro condizione ribadisce come le loro vite siano legate al vizio e al peccato, simboli di inasprimento della vita umana
“Su, svegliati, marcia canaglia la vita del vizio ti aspetta. Dimostra il peccato ch’hai in corpo. Iddio, tu lo sai, non ha fretta”
Queste persone hanno una visione cinica della realtà; per esempio, i genitori di Polly non vogliono che lei sposi Mackie, loro sanno cosa significherebbe per lei vivere con un uomo di strada, d’altronde anche suo padre lo è. Ma Polly è innamorata e nel momento in cui esprime i suoi sentimenti entra in gioco un paradosso: è nei ranghi inferiori della società, dovrebbe essere cinica e crudele, eppure crede fortemente nell’amore e nel matrimonio
“Su questa terra l’uomo ha ben diritto di vivere felice e non da cane, di godere la sua parte di gioia, di non mangiare ciottoli, ma pane. Chiunque è vivo ha ben questo diritto. Ma, ahimè, finora non s’è mai veduto che il buon diritto sia riconosciuto. Chi non vivrebbe ligio all’onestà? Ma all’atto pratico – non va, non va! […] Lo so ch’è saggia la mia voce, che il mondo è misero e feroce”
Chi vive all’interno di questa ragnatela, queste mosche che aspettano di essere mangiate dal ragno, subisce la colpa di macchiare il tessuto sociale, renderlo sgradevole, questi miserabili rovinano la ragnatela costruita su una base di ipocrisie e futili apparenze.
Ma anche in questo caso Brecht non si lascia intimidire e dando voce a Jenny, una prostituta, decide di condannare questa condizione “Prima di tutto fateci mangiare, poi, se volete, potete parlare. Voi che godete a spese del nostri disonore, date ascolto, sappiatelo, è così: solo saziato l’uomo può farsi migliore”

La fotografia come oggettività
Walker Evans nasce nello stato del Missouri. Il padre lavorando nel settore pubblicitario introduce Walker, fin da piccolo, al mondo della fotografia. Una tappa importante della sua carriera da fotografo è nel 1933, quando è a Cuba per collaborare al libro “The Crime of Cuba” del giornalista Carleton Beals. All’Havana concentra i suoi scatti sulla vita quotidiana delle persone semplici, i suoi soggetti sono poliziotti, pescatori e mendicanti.
Durante il New Deal di Roosevelt, per essere in grado di far fronte alla Grande Depressione, basa i suoi scatti sulla vita dell’America di provincia, perché il suo scopo era quello di fornire una serie di fotografie sull’America rurale negli stati del Sud degli USA. I soggetti erano principalmente piccole chiese di campagna, lavoratori e insegne sbiadite, il tutto immortalato con una camera obsoleta, per voler ribadire il concetto di miseria e povertà che andava a gravare su quelle persone in quel momento di crisi internazionale.
Nel 1941 Evans collabora con lo scrittore James Agee al volume “Let us now Praise Famous Men”, una serie di fotografie che immortalano la realtà della Grande Depressione, grazie a soggetti quali coltivatori di cotone nelle zone povere degli Stati Uniti. Evans non era interessato alla fotografia estetica, ovvero quella fotografia che ritraeva la vita di coppia in una casa di borghesi, ma voleva che le persone, tramite la sua professione, si rendessero conto di come il consumismo e l’industrializzazione gravassero sui ceti sociali meno abbienti.

Uno sguardo in ambito letterario
La letteratura inglese è satura di romanzi che designano la differenza di classi sociali. Pensiamo alle opere di Charles Dickens come “Oliver Twist” o “Grandi Speranze”, in cui i protagonisti sono dei bambini che nascono e crescono in una famiglia povera, spesso maltrattati e che per guadagnare devono intraprendere la vita di strada dove i maschi si dedicano principalmente ai furti, come rubare borsellini alle persone ricche o cibo nei mercati, mentre le femmine seguono la strada della prostituzione. Nessuno aveva scelta, fin da bambini il loro destino era segnato. Nei capolavori di Dickens questi bambini di strada avranno un finale felice, il suo scopo è stato quello di concludere queste opere come le fiabe con un lieto fine, ma nella realtà ciò non accadeva.
Se queste persone non volevano intraprendere la vita di strada l’unica possibilità era lavorare nelle fabbriche in cui venivano brutalmente sfruttati, vivendo in pessime condizioni di vita. Solo un numero ristretto di queste persone andava a lavorare come sguattero nelle case delle famiglie aristocratiche, ma anche in questo caso la loro vita non era affatto semplice: i padroni si prendevano gioco di questi ragazzi, erano maltrattati e spesso abusati. Il fatto che lavorassero nelle case dei nobili non garantiva loro un tetto sulla testa e un posto caldo durante l’inverno, perché dormivano in scantinati piccoli, umidi e bui. Un esempio è riscontrato in “Cime tempestose”, Wuthering Heights, unico capolavoro di Emily Brontë, i cui personaggi principali, Heathcliff, il servo, e la sua padrona Catherine Earnshaw, si innamorano, ma il codice sociale impedisce di coronare la loro unione e, infatti, Catherine sarà costretta a sposare un altro uomo del suo stesso rango sociale.