Trascorriamo circa un terzo della nostra vita a dormire. Deduciamo, quindi, che si tratta evidentemente di un qualcosa di cui non possiamo fare a meno. È davvero così?
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Il sonno è una necessità biologica e non dormire a sufficienza può avere conseguenze a vari livelli, intaccando il benessere psico-fisico dell’individuo. Scopriamo insieme come una sana dormita possa influire sul sesso, sulla memoria, sull’attenzione e sul sistema immunitario. Vediamo quanto tempo possiamo stare senza dormire e sveliamo, infine, i segreti per riuscire a riposare meglio.
1. Sonno e sesso: défaillance e dimensioni potrebbero dipendere da quanto dormi
Matt Walker (1974-), neuroscienziato e studioso del sonno, ha affermato che esiste una correlazione tra il numero di ore di sonno per notte e i livelli di testosterone e le dimensioni dei testicoli.
Pare, infatti, che gli uomini che dormono cinque ore a notte abbiano i testicoli molto più piccoli rispetto a quelli che dormono più di sette ore. E chi dorme poco ha un livello di testosterone pari a quello di un uomo più anziano di dieci anni. Insomma, dormire poco fa invecchiare prima, anche a livello sessuale.
Inoltre, alcuni disturbi degli apparati riproduttore e urinario -come la disfunzione erettile e l’incontinenza- potrebbero essere concausati da una cattiva qualità del sonno.
D’altro canto, sembrerebbe che la privazione del sonno sia connessa a un aumento dell’eccitazione sessuale (come affermato in un recente studio portoghese).
Le ricerche in questa direzione sono ancora in corso, ma è certo che sonno e sessualità si influenzino a vicenda.

2. Sonno e memoria: dormire per ricordare e dimenticare
Il sonno profondo contribuisce al consolidamento dei ricordi ed è, quindi, fondamentale per la memoria.
Se non dormiamo, rischiamo di ridurre del 40% la capacità di assimilare nuove informazioni perché è come se il nostro cervello non avesse avuto modo di “riposarsi” e resettarsi, eliminando la spazzatura.
Esiste un vero e proprio sistema di pulizia costantemente attivo (sistema glinfatico) che rimuove gli scarti soprattutto durante le fasi del sonno. Inoltre, sono state scoperte delle onde celebrali (dette “fusi del sonno”) che trasferiscono le informazioni rilevanti dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine e inibiscono, dunque, l’elaborazione di informazioni non necessarie.
Se non dormiamo abbastanza, la mente è incapace di assorbire nuove informazioni e le respinge perché non ha “spazio” a sufficienza per accoglierle, poiché satura di tutti quei file inutili e non rilevanti che non ha potuto smaltire durante il sonno.
3. Sonno e sistema immunitario: dormire a sufficienza può salvarti la vita
La deprivazione del sonno ha effetti negativi sull’apparato riproduttore e sui centri del cervello che si occupano dell’immagazzinamento delle informazioni, ma anche sul sistema cardiovascolare e immunitario.
È stato stimato che gli adulti che dormono cinque ore a notte hanno un rischio di infarto quattro volte più elevato rispetto a coloro che dormono almeno sette ore.
Inoltre, la brevità del sonno è connessa al rischio di sviluppare forme tumorali (al momento, i tumori inclusi negli studi sono quelli all’intestino, alla prostrata e al seno). Durante il sonno notturno, infatti, agisce un tipo particolare di cellule immunitarie -denominate Natural Killer– che è programmato per distruggere gli elementi pericolosi (comprese cellule potenzialmente tumorali): se si viene privati del sonno, l’attività di queste cellule diminuisce del 70%.
A tal proposito, già nel 2007, l’OMS aveva definito il lavoro notturno come probabile fattore cancerogeno poiché altera i ritmi sonno-veglia.
4. E tu sei un gufo o un’allodola?
Dormire è un’attività fondamentale per il nostro organismo. Ma ci sono persone che non dormono o che dormono poco? La risposta è sì.
A parte i rari casi “clinici” di persone affette da Insonnia Familiare Fatale (IFF) o da altri disturbi gravi del sonno, in media un individuo dorme circa 7,5 ore per notte. Si distinguono i brevi dormitori o allodole che dormono meno di 6,5 ore a notte e i lunghi dormitori o gufi che dormono più di 8,5 ore. Le allodole sono mattiniere e sono generalmente più attive nella prima parte della giornata, mentre i gufi nella seconda parte e tendono a svegliarsi a mattino avanzato.
5. Cosa succede se non dormiamo?
Tra i Guinness World Record per la privazione del sonno troviamo Randy Gardner che nel 1964 all’età di diciassette anni rimase senza dormire per più di undici giorni; Maureen Weston che nel 1977 ha battuto il record con 449 ore di veglia (corrispondenti a 18 giorni e 17 ore) e Robert McDonald che, nel 1986, è riuscito a rimanere sveglio per 453 ore.
Privarsi del sonno non compromette la capacità di ragionamento o il QI, ma provoca una drastica diminuzione delle risorse attentive e della capacità di memoria a breve termine.
Ad esempio, Gardner dopo una settantina di ore stentava a rimanere concentrato e aveva problemi di orientamento e, alla fine dell’esperimento, iniziò a soffrire di allucinazioni.
In Weston, ad esempio, già dopo pochi giorni di veglia ininterrotta comparvero i microsonni, ossia cali improvvisi della vigilanza di pochi secondi in cui il soggetto “si assentava”.
Fortunatamente, i soggetti si ripresero poco tempo dopo il test e non ebbero danni permanenti né problemi a lungo termine.

6. Difficoltà a dormire? Prova queste soluzioni
L’insonnia è un problematica molto diffusa che rischia di diventare una vera e propria patologia dilagante. Infatti, solo negli Stati Uniti il 30% degli adulti e il 66% degli adolescenti ne soffre regolarmente.
Tutti noi abbiamo avuto -almeno una volta nella vita- difficoltà ad addormentarci… Come possiamo cercare di migliorare la qualità del nostro sonno?
Oltre ai soliti (ma essenziali) consigli, come evitare caffè e alcol, non usare dispositivi elettronici prima di coricarsi, evitare i sonnellini pomeridiani… Gli esperti consigliano di investire in:
- regolarità: cercando di andare a letto la sera e di svegliarsi la mattina sempre alla stessa ora (anche durante il weekend);
- rinfrescamento: dormendo in una stanza che abbia una temperatura di circa 18° perché il nostro corpo -per dormire- ha bisogno di far calare la propria temperatura interna di 2-3°.
Ricorda che dormire è fondamentale per preservare la salute fisica e mentale. Un regolare sonno ristoratore può davvero salvarti la vita. “Meno dormi, meno vivi”, questo è il messaggio di Matt Walker (cfr sopra).