Anna Frank comincia il suo diario: la storia attraverso gli occhi di chi ha subito

Il 12 giugno del 1942 Anna Frank comincia il suo diario, nel giorno del suo tredicesimo compleanno…

La parte di storia che comprende la deportazione e l’umiliazione di migliaia di persone vittime di un disegno che ha sovrastato ogni briciola di umanità, è purtroppo – e per fortuna – nota a quasi tutti. Un capitolo buio e tempestoso che non ha portato altro che sofferenza e sconfitte, soprattutto per coloro i quali sono diventati ingranaggi di una macchina letale.

By Anne Frank – Own workEroge1 2013-07-21 00:57:16, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=46014581

La storia attraverso le parole

A raccontare la storia, sono solitamente i libri, tra pagine e nozioni che a volte sembrano infinite. A farla, però, sono ben altri. Il 12 giugno del 1942, Anna Frank a suoi tredici anni comincia il suo diario, come avrebbe fatto una normale ragazza quasi adolescente, anche oggi, probabilmente. Quel diario sarebbe diventato un punto di riferimento, quasi un cardine successivamente, perché ha, al suo interno, il punto di vista di una bambina, che si ritrova a cambiare vita, condizioni, senza che, naturalmente, le fosse stato chiesto permesso.

Con una copertina a quadretti rossi, Kitty, nome che dà al diario, diventerà la sua amica inseparabile, a cui racconterà tutto. Sarà un angolo di sfogo e di chiarezza per la piccola Anna, incosciente che quella sua creazione, quel suo flusso, sarebbe diventato uno dei documenti più importanti di quella parte di storia.

Quando e come Anna comincia il diario?

Come precisato prima, Anna comincia il suo diario all’età di tredici anni. L’aveva probabilmente visto nella libreria vicino casa sua e lo riceve con grande sorpresa il giorno del suo compleanno. È evidente dalla data, che quel compleanno non fu celebrato in una porzione di storia molto felice e, sebbene Anna non ne sia cosciente, riesce a lasciare un tracciato di quei giorni, di quello stato d’animo quasi ovattato che ha attraversato lei e la sua famiglia per circa due anni. Racconta tutto alla sua amica immaginaria, Kitty, che diventa la sua migliore e unica, probabilmente, confidente esterna alla famiglia. Anna, infatti, cominciate le persecuzioni, non è nemmeno libera di andare a scuola per via delle sue origini e passerà i due anni precedenti all’arresto della sua famiglia a documentare piccoli attimi di vita come i compleanni e il primo amore, nella speranza di poter scrivere qualcosa di importante.

Sarò mai capace di scrivere qualcosa di importante, lo. Spero proprio, perché scrivendo podrò confidare alla carta tutti i miei pensieri, i miei ideali, i miei sogni.

uno dei più belli tra i miei doni

Questa è una delle frasi che si leggono nel diario di Anna, considerato da lei un dono speciale e particolare. Purtroppo, dopo che la sua famiglia fu arrestata, anche Anna venne deportata. Furono, infatti, vittime della persecuzione nazista che prese ad Amsterdam e nonostante si siano nascosti in un alloggio segreto, la fine arrivò anche per loro. Passarono dal famoso campo di Auschwitz a quello di Bergen Belsen e l’unico sopravvissuto fu il padre, Otto. Sarà proprio lui a decidere di pubblicare il diario della figlia, dandole così la possibilità di raccontare, di narrare, tutto ciò che aveva sentito e percepito in quei giorni di paura. Oggi, il diario di Anna, è uno dei testi più importanti a livello scolastico e non ed è, soprattutto, un grandissimo simbolo per il popolo ebraico.

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