Toscana, la Terra degli Uffizi, un connubio vincente tra arte e territorio per un progetto di unificazione diffusa.

Tutti conoscono Firenze e gli Uffizi per le loro bellezze artistiche. Ma in quanti possono dire di essere stati in un borgo rurale appositamente per visitare un museo? Il progetto “Uffizi diffusi” si pone proprio quest’obiettivo, per rendere culturalmente omogenea la Toscana.
Il Trittico di Froment ritorna a casa
A partire dal 31 maggio fino al 6 novembre prossimo, l’opera del pittore francese Nicolas Froment (1430-86) torna nella sua sede originaria dopo quasi 200 anni. Il Trittico “Resurrezione di Lazzaro” (1461), custodito agli Uffizi, è stato protagonista di un restauro ingente che ha permesso di dare nuova vita al capolavoro. Per l’occasione, si è deciso di comprenderlo all’interno del programma “Terre degli Uffizi” e concedergli una location d’eccezione, quella da cui proveniva appunto. D’altronde, quale miglior posto per ammirare un’opera se non quello per cui è stata pensata? Si tratta del monastero di Bosco ai Frati a San Piero a Sieve (FI), da cui il Trittico fu rimosso a causa delle soppressioni napoleoniche.

Uffizi diffusi
“Uffizi diffusi” è un progetto ambizioso che vuole fare dell’intera Toscana un unico complesso museale fatto di sedi distaccate. Il direttore Eike Schmidt ha annunciato che durante il quinquennio 2021-2026 le sedi interessate saranno tra le 60 e le 100. Numeri da capogiro dunque. Se prima eravamo abituati a vedere le opere degli Uffizi solo a Firenze, proviamo ad immaginarci la possibilità di poterle ammirare per esempio in un borgo rurale della Toscana.
Chiaramente vengono prese in considerazione quelle opere che non fanno parte del classico percorso museale fiorentino, il caso del Trittico di Froment ne è la prova. Lo stesso Schmidt ha affermato che:
«È eticamente scorretto tenere le opere chiuse nei depositi»
Il progetto intende creare un connubio vincente tra arte e territorio, andando a sviluppare delle nuove direttive turistiche. Per il 2021 si è registrato un aumento dell’affluenza del 16% nei musei che hanno preso parte all’iniziativa. Inoltre si è incentivata la visita di luoghi altrimenti sconosciuti, ben l’83% dei visitatori ha affermato che, incuriositi dall’evento, quella fosse la loro prima visita. Va riconosciuto poi il merito agli Uffizi se la Toscana è entrata a far parte della lista ”The World’s 100 Greatest Places of 2021” del Time che scrive:
“Molto del fascino della Toscana è costituito dal suo essere senza tempo, quindi quando succede qualcosa di innovativo, come il progetto Uffizi Diffusi del 2021, c’è da prendere nota”

Progetti presenti
Il successo dell’anno passato, con più di 36 mila visitatori per le cinque mostre messe in piedi, ha fatto ben sperare. Per il 2022 si sono previste ben otto mostre, di cui Poppi, Anghiari e Montespertoli fanno il bis ospitando nuove iniziative. Vale la pena nominare “Masaccio e i Maestri del Rinascimento a confronto per celebrare i 600 anni del Trittico di San Giovenale” ospitata a Reggello (FI) dal 23 aprile al 23 ottobre. Si tratta della prima opera a noi nota del Masaccio, in occasione della ricorrenza si ha avuto l’intenzione di andare più in profondità nella sua formazione artistica cercando di individuare dei legami con la pittura del tempo.
Quest’anno il programma prevede anche un capoluogo di provincia tra i suoi itinerari. Sto parlando di Arezzo, forse una delle location da cui ci si aspetta maggior successo in ragione della sua posizione ottimale e facilmente raggiungibile. Andrebbe inoltre ad intercettare quelle direttive dello slow tourism che vedono già Arezzo come pit stop d’eccellenza.
Insomma, da Galleria a Terra degli Uffizi è un attimo. Un progetto innovativo, lungimirante e condivisivo che guarda al futuro della Toscana come ad un sistema in tutto e per tutto diffusamente unito.
