Con “The handmaid’s tale” andiamo alla scoperta delle caratteristiche dell’apparato riproduttivo femminile

Le funzioni sostenute dall’apparato riproduttivo femminile, nei mammiferi, sono piuttosto complesse ma, nonostante questo, risultano essere decisamente affascinanti.

La serie “The handmaid’s tale” parla di un futuro in cui le donne, molte delle quali colpite da sterilità, vengono classificate in base alla propria capacità di procreare o meno. A partire da questo, andremo ad approfondire le caratteristiche anatomiche, fisiologiche ed endocrine dell’apparato riproduttivo femminile nei mammiferi marini.

GENERALITA’ DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE

Nelle femmine, le gonadi prendono il nome di ovaie e sono caratterizzate da due principali funzioni: quella gametogena (ovvero la funzione di produzione dei gameti, cioè le cellule uovo) e quella endocrina (ovvero la produzione di ormoni). Le ovaie presentano una forma variabile a seconda della classe di mammiferi marini considerata (sono ad esempio a grappolo nei misticeti) e al loro interno si verifica lo sviluppo delle cellule uovo. Una volta mature, verranno poi trasportate nelle tube di Falloppio e, proprio a questo livello, si verificherà la fecondazione. A questo punto, la gravidanza verrà portata avanti nell’utero che, nei cetacei, risulta essere composto di tre parti. In direzione cranio-caudale si distinguono infatti: le corna uterine (sono due e la gravidanza viene portata avanti solitamente nel sinistro), il corpo dell’utero e, infine, la cervice. Questa, sporge nel canale vaginale che si continua nel vestibolo vaginale, per poi aprirsi nella fessura genitale. A questo punto, si possono distingue le grandi labbra, le piccole labbra e il clitoride, presente anche nei cetacei.

CICLO ORMONALE

Nei mammiferi, il GnRH (ormone rilasciante gonadotropine) determina il rilascio di FHS (ormone follicolo stimolante) e LH (ormone luteinizzante). Durante la fase follicolare del ciclo estrale, si verifica un aumento dell’FSH, determinando lo sviluppo dei follicoli con conseguente produzione di estrogeni. Gli estrogeni inibiscono il rilascio di FSH e LH e, una volta raggiunto il picco, determinano effetti sul GnRH con aumento del rilascio di  LH. A questo punto si verifica l’ovulazione, durante la quale si verifica il rilascio di progesterone che, agendo sul GnRH determina una diminuzione di LH e FSH. Arrivati a questo punto, se non si verifica una gravidanza, si verifica la diminuzione di estrogeni e progesterone, ricominciando quindi un nuovo ciclo.

CICLO RIPRODUTTIVO

Nel caso dei cetacei, il ciclo riproduttivo presenta delle fasi ben distinte che vanno dall’ovulazione fino alla nascita del piccolo, a cui fa seguito un a fase di riposo con la successiva ripresa dell’ovulazione. Nonostante queste fasi siano ben distinte fra loro, la durata di ognuna può risultare influenzata da diversi fattori esterni, come ad esempio lo stato nutrizionale. Parlando di animali che trascorrono molto tempo in immersione, anche il ciclo circadiano risulta essere un fattore in grado di influenzare il ciclo riproduttivo. Nel caso dei misticeti, invece, il ciclo riproduttivo risulta essere influenzato dalle migrazioni che vengono effettuate stagionalmente. In alcune specie, l’inizio della gravidanza è in inverno mentre l’animale si trova a basse latitudini. Nell’inverno successivo, si recherà in luoghi tranquilli per poi partorire.  Negli odontoceti la durata della gravidanza è inferiore all’anno, anche se nelle orche si estende fino a 17 mesi. In questi animali, il periodo di allattamento risulta essere molto lungo, estendendosi anche per diversi anni in alcune specie.

 

 

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