Scopriamo uno dei passaggi più importanti della storia della Russia attraverso il testo del cantautore Franco Battiato.

Attraverso il testo di “Prospettiva Nevski” il cantautore Franco Battiato ci offre un quadro di San Pietroburgo subito dopo l’avvenuta della cosiddetta “Rivoluzione di ottobre” descrivendoci le trasformazioni politiche e sociali in atto in Russia in quel periodo.
LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE E LE SUE CONSEGUENZE
Tra l’estate e l’autunno del 1917 il governo provvisorio di Kerenskij perse progressivamente consensi presso l’opinione pubblica russa. A fronte di ciò cresceva senza sosta l’influenza dei bolscevichi, che conquistarono la maggioranza nel soviet di Mosca e in quello di Pietrogrado; Lenin era ancora in clandestinità ma incitava i suoi seguaci a diffondere le “tesi di aprile”, nonostante l’aperto disaccorto di menscevichi e socialrivoluzionari. Per uscire dallo stallo, il 10 ottobre i dirigenti della corrente bolscevica decisero di conquistare il potere con l’insurrezione armata. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre (6-7 novembre per il calendario gregoriano) le truppe bolsceviche occuparono tutti i punti strategici di Pietrogrado. Il 25 ottobre si formò un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e di cui faceva parte anche Trockij, ministro degli Esteri, detto Stalin, responsabile della nazionalità, cioè delle minoranze etniche. Nello stesso giorno fu indetto il Congresso panrusso dei soviet, formato da una maggioranza di delegati bolscevichi. Si compiva così quella che sarebbe passata alla storia come la “Rivoluzione di ottobre”. Vennero emanate alcune importanti deliberazioni governative; nello specifico il controllo delle fabbriche passò agli operai e agli impiegati, fu riconosciuta l’uguaglianza di tutti i popoli che componevano la Russia e il loro diritto di autodeterminarsi, le banche furono nazionalizzate, la stampa contraria al nuovo governo fu soppressa e si costituì una potente polizia politica (la Ceka), incaricata di individuare e imprigionare gli oppositori. La rivoluzione di ottobre fu il preludio della nascita dell’Unione Sovietica e le parole di “Prospettiva Nevski” del cantautore Franco Battiato ci permettono di passeggiare con l’immaginazione per le strade della San Pietroburgo del tempo facendoci cogliere quelle piccole trasformazioni sociali, che nei libri di storia non vengono raccontate, legate a quell’importante momento di transizione che la Russia stava vivendo.

“PROSPETTIVA NEVSKI” DI BATTIATO
“Prospettiva Nevski” fu scritta da Franco Battiato e Giusto Pio, suo collaboratore, violinista e compositore. Venne pubblicata nel 1980 nell’album “Patriots” e nel 1994 ripubblicata nell’album “Unprotected”. Nello specifico il periodo in cui è ambientata la canzone fu quello della NEP (Nuova Politica Economica), il sistema economico misto di sinistra radicale lanciato da Lenin, che interessò il periodo compreso tra il 1921 e il 1929. Il cantautore comincia il testo del brano cantando del “vento a 30 gradi sotto zero incontrastato sulle piazze vuote contro i campanili” che “a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve” lasciando alla nostra immaginazione il ritratto di una fredda città vuota in cui, come spiega nei versi successivi, per vedere dei volti femminili era necessario sedersi sui gradini di una chiesa e aspettare che finisse messa e uscissero le donne. Subito dopo descrive il modo in cui con le facce assenti si ammirava la “grazia innaturale” di Nijnsky. Quest’ultimo era un ballerino omosessuale che aveva avuto una relazione con il suo impresario. Ciò che inoltre ci permette di inquadrare bene il periodo di ambientazione è il riferimento a Igor Stravinsky, compositore russo che nel testo della canzone il protagonista avrebbe incontrato un giorno proprio sulla “Prospettiva Nevskij” e Ejzenstein, scrittore e regista sovietico produttore anche di un film sulla rivoluzione che citato nel testo della canzone. Dopo aver descritto questo scenario il cantautore conclude con il famoso verso:
“E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”
In questo verso il cantautore faceva forse riferimento alle criticità legate al periodo storico. Battiato attraverso le sue parole ci descrive con minuzioso realismo l’atmosfera che si respirava per le strade di San Pietroburgo in quel tempo offrendoci un ritratto decisamente lontano da quanto viene descritto nei libri di storia. Il titolo dato alla canzone rimanda proprio all’omonima strada principale che attraversa la città di San Pietroburgo.
LA VERA “PROSPETTIVA NEVSKIJ”
“Prospettiva Neskij” sarebbe la principale strada che attraversa San Pietroburgo, fu richiesta da Pietro il Grande per diventare la strada che avrebbe collegato la città a Valikij Novgorod e a Mosca. La strada all’inizio era chiamata “Grande viale” (Bolsaja Perspektiva), poi l’imperatrice Anna il 20 aprile del 1738 volle continuare i lavori con l’intento di collegare il monastero di Aleksandr Nevskij al palazzo dell’Ammiraglio e di chiamarla “Corso Neva” (Nevskij prospekt). Nei primi anni della Rivoluzione d’ottobre venne chiamata anche “Strada del 25 ottobre”. Lo scrittore Nikolaj Gogol’ ha addirittura dedicato a questa celebre strada il racconto “La Prospettiva Neskij” nella sua opera “Racconti di Pietroburgo” descrivendola in questo modo:
“Non c’è niente di meglio della Prospettiva Nevskij, almeno a Pietroburgo, dove essa è tutto. Di che cosa non brilla questa strada, meraviglia della nostra capitale!”.